Sanpietroburgo
Eccomi qua di nuovo. Nel piu' o meno piovoso, ma molto umido, autunno sanpietroburghese ritrovo le condizioni ideali per scrivere il blog anche se questo periodo di relativa disponibilita' di tempo presto sparira', anche perche' va a discapito dello studio del russo.
A proposito di questo debbo sottolineare che, a differenza di casa mia dove dobbiamo tenere aperto il finestrino di ogni stanza (in Russia ogni finestra ha una specie di sportello che permette di aprire la finestra per una superficie di una quarantina di centimetri quadrati, in modo da poter avere aria fresca da fuori senza essere costretti ad aprire tutta la finestra, di solito di grosse dimensioni) per il troppo caldo, nell'auletta della mia universita' o, per essere piu' precisa, della mia Accademia fa un freddo becco, perche' il riscaldamento funziona male.
Inoltre tutti gli studenti, russi e non, tendono a dimenticare le porte d'ingresso delle scale e del dipartimento aperte. Capisco i russi, che non patiscono il freddo e sono geneticamente "autolesionisti" (spero di non scatenare una polemica!) ma per gli stranieri, come si dice da noi, direi o che sono nati in barca o semplicemente maleducati.
Ne approfitto per rimarcare che per quanto diversi siano i russi da noi - e secondo me non lo sono molto - mi sto abituando bene qua, credo che avrei delle difficolta' enormi in un qualsiasi Paese africano o orientale, almeno queste sono le impressioni che ho guardando, esperendo e analizzando i comportamenti degli studenti che arrivano da quelle zone del mondo.
Un esempio mi ha particolarmente stupito: tra i miei compagni di classe della scorsa primavera piu' di uno dopo 8 o 9 mesi a Sanpietroburgo non era riuscito a trovare il tempo per una visita all'Ermitage, considerando che per gli studenti e' pure gratis! Come dire che si sta un anno a Parigi senza andare al Louvre, neanche mezza giornata. Capisco che un museo non e' la vita reale, ma cribbio neppure essere curiosi di vedere come e' fatto sto palazzo enorme e che e' impossibile non notare... Bah!
Invece le mie studentesse - ho notato che comunque anche i partecipanti agli altri corsi di lingue che si tengono nella scuola dove insegno sono in prevalenza donne - conoscono moltissime cose dell'Italia e anche di Torino, ovvero Martini, Juventus (sic!) e Fiat, pur senza conoscere la citta' e la sua collocazione geografica. Ora si e' aggiunta un'allieva che non solo ha il fidanzato italiano, ma addirittura di Torino. Un'altra invece e' fidanzata con uno spagnolo che vive in Olanda e lei studia l'italiano! Chissa' come si parleranno, magari in inglese!
D'altronde e' cosi' che io e Katya continuamo a comunicare, anche se entrambi non lo parliamo bene e non facciamo progressi. A dir la verita' non e' che 'sto inglese mi piaccia tanto, io volevo imparare lo spagnolo. L'altro giorno pero' ascoltando alla radio un'intervista di Maria Jose' Aznar, primo ministro spagnolo, che in visita a Putin mi sono accorto che tra spagnolo e russo sono riuscito a capire quasi tutto! Urrah!
L'intervista era trasmessa da Eco Moskvi, ovvero l'Eco di Mosca - il sito http://www.echo.msk.ru/ e' solo in russo - una radio che rappresenta una fonte di informazione direi, da quello che ho capito, non particolarmente asservita al governo, anzi direi che spesso critica il presidente e fa una bella controinformazione.
Ieri ad esempio hanno trasmesso una bella intervista - io ascolto questa radio su consiglio di una mia insegnante soprattutto per ascoltare e impratichire la lingua, quando faccio i lavori domestici e cucino - ieri mi sono lanciato ed ho preparato la Ratarouille (non so se sia venuta bene ma 1) siamo sopravvissuti 2) a Katya e' piaciuta 3) le verdure fanno sempre bene... ma quanto e' lunga da preparare!) alla segreteria di "Union of the Committees of Soldiers Mothers of Russia" - sito in inglese http://www.ucsmr.ru/english/index.htm - che se ho capito bene stanno tentando in qualche modo di far terminare la guerra in Cecenia o almeno far terminare le stragi di giovani soldati e/o combattenti da entrambi le parti. Non esprimo pareri in merito se non quello che questa guerra non portera', come tutte d'altronde, da nessun parte e quindi tanto vale smetterla e cercare altre soluzioni. Ovvio che a parole e' facile dirlo.
Prima di salutarvi segnalo ancora il sito di Lomonosov Porcelain Factory's - http://www.lfz.ru in inglese ma ancora in costruzione - ovvero la Fabbrica Imperiale di porcellane, fondata a Sanpietroburgo nel 1744, ovvero 41 anni dopo la fondazione della citta', che ha un piccolo ma interessante museo e un altrettanto interessante e ben fornito spaccio aziendale. Data la qualita' e la bellezza di molti dei servizi esposti - sottolineo che non amo particolarmente questo tipo di oggetti - consiglierei i novelli sposi di farsi la lista nozze, ma i prezzi erano abbastanza, come dire, imperiali... Comunque vale la visita se si amano queste cose o se si sta a lungo a Sanpietroburgo.
Delle mie esperienze di sardina in scatola vi diro' un'altra volta!