No, non avete sbagliato blog anche se oggi non sono a Sanpietroburgo perchè sono tornato dai miei, in Italia per una decina di giorni. Ora mi trovo nel Canavese - www.canavese-vallilanzo.it - zona del nord del Piemonte in profonda crisi da dieci,quindici anni che sta tentando di rilanciarsi col turismo, colle biotecnologie e l'enogastronomia.
Qui una volta c'era l'Olivetti - www.olivetti.it - e credo che Ivrea si vanti ancora di essere la città dell'informatica su qualche cartello stradale, definizione ridicola ed insieme tragicamente patetica.
Quest'azienda come nome esiste ancora, ma la sostanza e' scomparsa e con essa il lavoro in Canavese e anche una buona fetta dell'informatica italiana: addirittura c'erano degli stabilementi, guarda un po', a Sanpietroburgo, origine gia' molti anni fa della comparsa di coppie e matrimoni italo-russi, nella variante classica ;-) ovvero lui italiano e lei russa...
Trasferendomi a Sanpietroburgo, anche se a molti sembra strano, sconcertante e persino "eroico", non ho fatto nulla di eccezionale ma (ri)ho scoperto come al solito l'acqua calda. E' anche se il mio luogo di nascita, nonche' mia patria e' la Valsesia, www.valsesia.it,non sono certo il primo valsesiano ad essere andato a Sanpietroburgo.
Tra gli esempi piu' celebri ci sono sicuramenti i Rimesi che da Rima, uno sperduto villaggio sulle montagne, emigrarono in tutto il mondo ed anche in Russia, per esportare la tecnica per la produzione del marmo artificiale, http://www.valsesia.it/ARTEEARTIGIANATO/marmofinto.htm, che venne largamente utilizzato nella decorazione dei palazzi sanpietroburghesi.
Ovviamente in questo piccolo villaggio c'e' un ottimo panorama, un paio di ristorantini, una grande chiesa parrocchiale, una Gipsoteca, fra le 6 presenti in Piemonte, e dovrebbe aprire un museo sul marmo artificiale, che pero' sul motore di ricerca dei musei del Piemonte non risulta essere ancora attivo http://www.regione.piemonte.it/cultura/ricerca/musei/ricerca.htm.
A casa dei miei sto anche disimballando alcuni scatoloni e, per rimanere in tema, vi segnalo alcuni libri scritti da autori russi, non i classici pero', che ho letto negli anni passati e che mi sono piaciuti, ovvero:
Evgenij Evtuschenco, Il posto delle bacche che mi e' piaciuto tantissimo e che mi ha indotto addirittura a leggere alcune delle sue poesie, per me fatto assolutamente insolito. Dell'autore, ancora vivo e attivo, tant'e' che ha tenuto una conferenza poche settimane fa a Torino, posso dire che' e' nato in Siberia nel 1933, in posto chiamato Zima ovvero Inverno!
Io ho letto l'edizione Einaudi - www.einaudi.it - sul cui sito si trova anche la scheda del libro alla pagina http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880654189&ed=87
Poi mi sono imbattuto ne "Il viaggiatore incantato", scritto da Nikolaj Leskov e tradotto da Tommaso Landolfi, uno dei migliori traduttori dal russo, pubblicato da Adelphi - http://www.adelphi.it - dal sito della quale copio spudoratamente la quarta di copertina: "Su un battello che naviga sul lago Ladoga, il «viaggiatore incantato», dalla «gradevole e manierata voce di basso», racconta le peripezie della sua esistenza: avventure mai cercate, che sembrano precipitare su di lui come eventi della natura. E presto ci accorgiamo che potremmo ascoltare senza fine le storie di quest’uomo che «aveva molto veduto» e non pretendeva di sapere. Storie dove entrano ed escono di scena vagabondi e prostitute, padroni e mercanti, principi e cavalieri nomadi, e la zingara Gruša, simile a «una serpe lucente». Storie che assomigliano a un pulviscolo vorticoso."
Infine ho ancora trovato di Sellerio editore Palermo - il sito http://www.sellerio.net pero' non funziona - le avventure di Nevzorov (o Ibico o Ibicus) ad opera di di Aleksej Tolstoj, il terzo scrittore russo con questo cognome.
Il romanzo racconta delle avventure di un impiegato di Pietroburgo, un personaggio alla Gogol, che partendo dalla sua citta' arriva fino ad Istanbul, attraverso mille peripezie ed avventure durante l'epoca della rivoluzione. Questo e' quanto posso dirvi della trama, che in qualche modo a me ha ricordato il Candido di Voltaire, ma soltanto come storia e non certo come candidezza del personaggio.
Prima di chiudere questo post, vorrei ringraziare ancora chi mi scrive per complimentarsi con me, qualcuno paragonando il mio stile a quello di uno scrittore, Giuseppe Culicchia - www.garzantilibri.it/autori_main.php?page=schedaautore&CPID=155 - che ha scritto vari romanzi tra i quali il famoso "Tutti giu' per terra", che ho lessi divorandolo in una sola notte, anche perchè non era molto lungo ma avvincente. Ed è con il personaggio di questo romanzo che posso essere paragonato, piuttosto che con lo scrittore, mestiere dal quale mi tengo alla larga anche se spesso la mia professione ha che fare con la stesura e l'organizzazione di testi.
Comunque io mi sono molto identificato in questo giovane studente universitario a Palazzo Nuovo, di professione commesso in libreria e di vocazione sfigato con le ragazze, perche' queste tre aspetti mi sono stati propri per molti anni... Mi ha quindi fatto piacere vedere questo romanzo tradotto in russo e recensito su di una rivista russa.
Infine vorrei aggiungere che sto leggendo il mio primo romanzo in russo, versione originale ma comprensione parziale, ovvero "La foresta Norvegese" scritto da Haruki Murakami, un autore giapponese molto di moda in Russia,
http://www.zaghi.it/murakami/index_int.htm. Magari se l'avete letto potete esprimermi la vostra opinione, perche' temo che la mia sia ancora falsata da una non sufficiente conoscenza del russo...
A presto
Marco




