martedì, aprile 26, 2005
Dicesi plagio, citazione o invito alla lettura?

Sanpietroburgo

Direttamente dal sito di Internazionale - www.internazionale.it - un commento di Gianni De Mauro ad un articolo Ryszard Kapuscinski pubblicato sul numero corrente della rivista 587 del 22/28 aprile 2005. Ecco qua

"..."Quando si parla del 1945, sono irritato dalle parole usate per definirlo: la gioia della vittoria. Quale gioia? Erano morte tante persone, avevamo sepolto milioni di corpi. Migliaia avevano perso le braccia e le gambe. La vista e l'udito. La ragione. Ogni morte è una tragedia. La fine di una guerra è sempre triste: si vince, ma a quale prezzo? La guerra è la dimostrazione che l'uomo, in quanto essere pensante e senziente, ha fallito, ha deluso se stesso, è stato sconfitto".

Il giornalista polacco Ryszard Kapuscinski era un bambino quando scoppiò la seconda guerra mondiale. Aveva sette anni. Oggi tocca a lui e a tutti i bambini di allora raccontare cosa fu quella guerra. Non come esercizio retorico fine a se stesso, non per l'ennesima celebrazione ufficiale e svogliata, ma solo per tentare di non ripetere gli stessi errori. E quindi, in definitiva, per dare un senso a quella spaventosa carneficina. - Giovanni De Mauro"

Per oggi e' tutto.
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lunedì, aprile 25, 2005

Gitarelle fuori porta - parte 1

Sanpietroburgo

Ormai dovreste sapere chi ringraziare per questa mia assiduita' nello scrivere il blog.
Beh, innanzitutto sono le mie allieve - continuo ad avere una ricambio abbastanza elevato (cambiamenti spesso dovuti al silenzio-assenso, anzi per meglio al mutismo-scomparsa, nel senso che qualcuno decide di non venire a lezione e non si fa piu' sentire, senza avvisare o dire nulla) di studenti, ma ancora nessun individuo di sesso maschile si sta facendo sentire, tranne un tipo che vuole utilizzare la scusa delle lezioni d'italiano per abbordare una ragazza!, con la scusa del "vieni a casa mia, che facciamo i compiti insieme"...
Ma ovviamente anche voi, blog-lettori, che con la primavera state aumentando cosi' stanno crescendo in maniera consistenti anche i blog, almeno a giudicare dalle date di inizio di pubblicazioni di quelli che io sto leggendo.

Ed eccomi dunque, a riempire piacevolmente una pausa imprevista, in attesa della prossima, nonche' nuova studentessa, che pare parli gia' piu' o meno italiano. Speriamo siamo un compito non troppo impegnativo, perche' a quest'ora non sono piu' fresco come una rosa, anche se questa mattina c'erano due gradi sopra zero.
Ora, siccome e' lunedi' ed e' iniziata la giornata lavorativa, c'e' un sole splendido e quando sono rientrato a casa un'oretta fa il sole era anche piuttosto caldo, cosiccome era abbastanza bello sabato, sabato piuttosto lavorativo mentre ieri, domenica, avendo deciso di fare una gita fuori porta, ovviamente facevo freddo e brutto.

Ma andiamo per ordine, anzi no. Vi segnalo infatti il link - http://www.bgd.ru - che non c'entra niente con quello che scrivero', del Bolscioi Gostinij Dvor, sito solo in russo. Di cosa si tratta? si tratta di un enorme edificio, la cui complessiva estensione della facciata, si estende per oltre un chilometro dove a partire dal periodo 1761-1785, epoca in cui venne costruito il primo edificio, si trova un enorme emporio, insomma una grandissima Rinascente, disposta su due piani con un'infinita' di negozi.

All'interno del palazzo c'e' anche un enorme cortile, del quale non riesco a capire la funzione, e l'omonima fermata della metropolitana. E' da visitare anche da parte degli amanti delle spese, e' un bel palazzo, ci si trovano dei souvenir belli, non tutti ovviamente, e a dei prezzi abbastanza normali. Da poco siamo stati in un negozio di alimentari dove sono in vendita credo almeno 250 tipi di te', tra i quali anche il te' Italia o qualcosa del genere, che pero' non ho comprato. Magari in un momento di "nostalgia canaglia" mi lascero' tentare...

Per rimanere in metropolitana, vi racconto della prima gitarelle, non esattamente fuori porta, ma decisamente in periferia. Pur recalcitrante come un bimbetto di sei anni, sabato sera con Katya si e' deciso di andare dalla parrucchiera - effettivamente ho i capelli abbastanza lunghi da giustificare la visita ad una parrucchiera e non ad un barbiere - cugina, o amica non mi ricordo, di una nostra amica che a casa propria, purtroppo, offre spuntatina per me e tinta per Katya a prezzo e qualita' ragionevole.
L'unico inconveniente si trova dall'altra parte della citta', a Kupcino. Che cos'e' Kupchino? direi che offre l'esempio di una vera periferia socialista: palazzoni enormi, via larghe ma abbastanza malridotte, zone verde ce ne sono anche, ma insomma in che condizioni.
Insomma quello che di brutto e inefficiente, soprattutto a livello sociale, e' rimasto del comunismo, insomma un distillato di vera periferia, dove credo possano abitare 500 mila persone o un po' di piu'. Capiamoci, per strada si cammina tranquillamente, nulla o quasi a che fare, con ghetti dove l'estraneo non puo' entrare, ma insomma non vi auguro di viverci: noi da queste visite alla parrucchiera ritorniamo sempre contenti di abitare nel nostro quartierino immerso nel verde.
In particolare, ieri sera nell'androne delle scale del palazzo non era dei migliori, e anche la cucina dell'alloggio dove ci vengono tagliati capelli, nonostante il "cosmeticeskij remont" (lavori di miglioramento estetico, insomma hanno una sistemata generale e dato il bianco, anzi incollata una tapezzeria con fondali marini abbastanza "sostenibile") fatto da questa ragazza e sua madre, rimane sempre una stanza con le pareti di cemento, senza intonaco ne' isolanti, dove per fissare il bastone delle tende c'e' bisogno del trapano col percussore!

A Kupcino c'e' anche l'unico istituto superiore di Sanpietroburgo, dedicato ad "Dante Alighieri", dove, indovinate un po', dove viene insegnato l'italiano agli studenti, ma non sono mica bazzeccole: per tutti i dieci di lezione tutte le materie vengono insegnate in italiano. E' cosi' che si fa, non la nostra ora e mezzo di inglese alle medie!
La presenza della scuola e' una ragione - non l'unica certo: le prospettive di vita poco allettanti che la zona offre sono sicuramente un incentivo all'emigrazione - per la quale moltissimi russi, o meglio russe, che da Sanpietroburgo vengono o si trasferiscono in Italia provengono proprio da questa citta', abitanti che si sono definiti in gergo, se non sbaglio, Kupcniezi, ovvero abitanti di Kupcino, quasi a distinguersi dal resto della citta'.

La gita fuori porta, questa nel vero e proprio senso dell'espressione, la posto domani perche' la logorrea mi ha fatto consumare tutto il tempo a mia disposizione, quindi buon onomastico a tutti a Marco, come me, senza dimenticare certo che oggi e' anche il 25 aprile!
Saluti 

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giovedì, aprile 21, 2005

Una nevicata non e' mai fuori stagione

Sanpietroburgo

Infatti ora, proprio ora, i fiocchi stanno cadendo fitti da almeno un paio d'ore. Questo non basta certo a fermare i lavori che un po' freneticamente si stanno portando avanti, per finirli entro le prossime festivita' di inizio maggio, non solo il primo maggio, domenica in cui si celebrera' anche la Pasqua ortodossa, il due maggio ma soprattutto il 9 maggio, anniversario del 60simo anniversario della vittoria sulla Germania nazista.
Sanpietroburgo sente particolarmente sua questa ricorrenza non solo per la vittoria nella Seconda Guerra Mondiale, ma anche perche' essendo stata assediata per quasi 900 giorno dalle armate tedesche, questo anniversario probabilmente l'ultimo in cui saranno ancora vivi un numero consistenti di "Blokadniki", ovvero persone che hanno vissuto e combattuto e sono sopravvissute al terribile assedio di Leningrado, dove morirono circa un milione di persone.

Quindi le vie iniziano ad essere ad adorne di bandiere, di gagliardetti e stendardi, vengono rifatti i marciapiedi, riasfaltate le piazze, con conseguente aumento delle code, restaurato il momunento all'Assedio - un alto obelisco circondato da un anello di granito, interrotto, a simboleggiare lo sfondamento dell'assedio - che si trova sulla strada per l'aeroporto.

Ovviamentei lavori verranno fatti un po' approssivamente non solo per una certa refrattarieta' alla cura dei dettagli, che tanto spesso ho gia' potuto notare, ma anche per il ritardo con cui e' stato il via ai lavori ed infine, ma questo solo un mio "malpensiero" da malpensante, per far si che la prossima gara d'appalto, e relativa mazzetta - la corruzione in Russia puo' raggiungere livelli tragicamente paradossali e drammatici, come la mazzetta da dare ai barellieri per farsi portare giu' dalle scale quando si ha bisogno del pronto soccorso (notizia letta su St.Petersburg Times - http://www.sptimes.ru - qualche mese fa) - non si debbano far attendere troppo.

Non devo dimenticarmi di raccontare la fine della storia dei camion impantanati. Tutto e' bene e' quel che dice bene, o non male: il palazzo e' ancora in piedi, il camion e' ripartito per andare ad infangarsi da qualche altra parte, gli alberi sono ancora tutti in piedi: chi avuto la peggio e' qualche tombino, sdradicato e un po' malmesso, addirittura a uno hanno spezzato il coperchio, presumo di ghisa.
Per il resto i detriti non ci sono piu' e hanno persino portato via le vecchie cassette della posta, che da alcuni mesi giacevano abbondate sotto le intemperie vicino al portone d'ingresso.

Infine per la serie "Errare e' umano", dopo aver fatto bruciare prima delle uova sode, poi delle patate bollite - vi dice nulla navigare su internet e dimenticarsi di tutto il resto, ecco questa sindrome mi affligge ormai da una decina d'anni circa - ieri sono riusciti a bucare un contenitore di plastica col vapore dell'acqua per la pasta.
Ora quindi dovrei aver regolato i miei conti con la sbadataggine e il famoso proverbio del "non c'e senza tre", meno che non si tratti dello stesso spiritello che, risvegliatosi con l'arrivo, almeno presunto, della primavera, non ricominci a fare danni in casa, come la primavera scorsa quando appena trasferiticisi in questo alloggio gli oggetti, di qualsiasi natura, forma e consistenza, avevano iniziato a rompersi in serie senza ragioni apparenti.

Che io sia uno rimbamba specialmente in primavera? Lo vedremo presto.

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mercoledì, aprile 20, 2005

Che difficile trovare titoli per le accozzaglie di pensieri, come quella che segue

Sanpietroburgo

Come al solito riesco a trovare contemporanemente l'occasione e l'ispirazione, forse nel mio caso stimolo, cosi' raramente: ora ne approfitto mentre Katya si fa la doccia. Anch'io ero nella doccia quando consideravo che da quando viviamo insieme io e lei ci vediamo quasi di meno di quando ci vedevamo a Helsinki, o qui o in Italia, o da qualche altra parte sulle rive di un qualche mare, preferibilmente Mediterraneo.

Dico questo per rispondere a chi chiede com'e' la vita a Sanpietroburgo? e come volete che sia? Siamo in una grande metropoli, dove per fortuna c'e' una metropolitana che collega bene le zone dove vivo e dove lavoro, io essendo contemporaneamente studente di lingua e insegnante di italiano, sono abbastanza impegnato, con orari di lavoro prevalentemente serali, ovvero quando gli uffici chiudono, e Katya finisce di lavorare.

 C'e' qualcosa di cosi' diverso, per caso sovietico? ;-), in questo stile di vita da quello medio del giovane, piu' o meno, precario italiano? Io non ho trovato molte differenze nelle espressioni incazzose della gente in coda per la metro o in macchina da quelle equivalenti in Italia, forse domani in seguito alle dimissioni del primo ministro in Italia forse qualcuno sorridera' un po' di piu'per un paio di giorni ma sara' compensato dall'aumentato malumore di qualcun'altro, anzi qua strombazzano pure di meno.

Forse il clima e' un po' piu' stabile, ad esempio non capita nella stessa settimana e di guardare il venerdi' verso la finestra dell'aula dove insegno con rancore perche' non si riesce a spalancarla, tentando di non soffocare dal caldo - venerdi' era quasi piu' 20 - e qualche giorno dopo, sempre attraverso la stessa finestra, vedere una copiosa nevicata. Stamattina guardando la televisione per vedere quanti gradi ci fossero - qua funziona cosi' ed effettivamente e' un sistema piu' affidabile dei termometri - vedere un bel -1.9 alle ore 9.20 di mattina.

Ufficialmente la primavera e' arrivata, nel parco dell'universita' dove vado a lezione hanno tolto le assi che ricoprivano la statua di marmo di fronte all'entrata, oggi le fontane cittadine hanno ripreso a zampillare, pur sotto la neve, e domenica abbiamo gia' fatto il primo breve bagno di sole, piu' che altro relax all'aria aperta, nel nostro parco preferito, dove un mese fa passeggiavamo con gli sci da fondo.

Ho letto del nuovo papa, non mi soddisfa, io lo avrei preferito sudamericano ma mi e' piaciuto la copertina, irriverentemente spiritosa, del Manifesto - http://www.ilmanifesto.it - che potete guardare qua, con una qualita' non eccezionale http://img27.echo.cx/img27/1556/prima5tn.gif

A presto
Marco

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mercoledì, aprile 13, 2005

Errare e' umano, ma perseverare e' diabolico!

Sanpietroburgo

Allora come va? io bene, ma come al solito un po' corsa.
Come ho gia' scritto, in questi giorni i giardini/parchi che circondano i nostri palazzi sono nelle condizioni peggiori, poiche' la terra essendo impregnata d'acqua assomiglia molto a fango piu' che ad altro.

Comunque non basta a fermare lo slancio primaverile e quindi i lavori di risistemazione di questi palazzi stanno procedendo, anche se non ho capito con quale logica.
In uno di quelli di piu'alti, credo dieci piani ma anche se li vedo tutti i giorni non li ho mai contati, stanno facendo dei lavori negli scantinati e stanno producendo un mucchio di detriti, mattoni, ma piu' che altro lastre e pezzi di cemento, anche armato se non sbaglio, che stranamente pare vogliano portare via.

A proposito, utilizzando questi detriti un signore, oltre la mezza eta' dall'apparenza, sta utilizzando questo cemento per lastricare alcuni dei sentierini che corrono in mezzo ai vari edifici e che fungono da scorciate alternativi alle stradine asfaltate, un vero labirinto per chi non conosce la zona ( in Russia esistono i numeri civici, assegnati alle abitazioni con una logica per me difficile da capire, ma ad ognuno di essi possono essere assegnati piu' edifici distinti dalla voce Korpus (edificio), ad esempio io vivo in Via Pinco Pallino 40, Edificio 5 ma in realta' la strada piu' vicino a me e' Via Rossi Mario e l'edificio piu' vicino al nostro e' in effetti si trova al numero 38, edificio 10 di Via Rossi Mario. Spero di essere stato chiaro).

Allora questa persona, che la mia fidanzata mi ha spiegato essere uno degli ultimi "entusiasti",  come l'ultimo degli immortali ;-), che ancora crede al bene comune, alla manuntezione delle aree verdi, insomma una persona civile, ovvero dotata di coscienza civica, virtu' poco praticata dopo la caduta del comunismo, e quindi oltre ad aver dissodato del terreno nel parco, ha preparato un'aiuola, dove ora stanno spuntando dei fiori, e ora sta appunto lastricando i punti piu' difficili, ovvero fangosi, dei sentieri-scorciatoie utilizzando i detriti di cemento.

Ovviamente i detriti vanno portati via e, siccome sono una bella montagnola e belli pesanti, occorrono dei camion di certe dimensione, con cassoni di ferro e sei ruote, insomma i classici camion da trasporto per i materiali pesanti.
La settimana scorsa era gia' venuto uno di questi camion ma, siccome aveva piovuto, il terreno era particolarmente fradicio e, quindi una volta caricatolo dei rifiuti, il camion aveva iniziato a sprofondare sotto il proprio peso.
Ero tornato a casa dopo lezione, le due circa, e avevo visti gli operai e l'autista che armeggiavano attorno alle ruote del camion: chi scavava via la terra, chi metteva bastoni e lastre di cemento per permettere alle ruote di far presa e disimpantare il camion, chi si fumava una sigaretta e guardava gli altri lavorare. Insomma una situazione non piacevole e dopo un paio d'ore ancora sentivo da sotto casa i rumori del motore, anzi di due motori. Incuriosito, ma anche annoiato e senza nulla da fare perche', come al solito, era saltata una lezione di italiano, ero persino sceso in cortile a dare un'occhiata.

Era arrivato il carro attrezzi per il camion, ovvero un altro camion con un gancio per tirarlo fuori. Ed io ero sceso al momento giusto: il carro attrezzi era pronto al traino poiche' il camion impanato era legato al primo con un lungo, grosso cavo d'acciaio. Entrambi gli autisti rientrano in cabina, si siedono, danno una bella accelerata, iniziano a sentirsi il rumore del cavo che si tende e... SPRANG il cavo d'acciaio si spezza!
Decido di tornarmene a casa, ormai erano le sei passate (quattro ore dopo l'inizio del dispantanamento), pensando che il salvataggio non finira mai, ma dopo una mezz'oretta, vedo i due camion, abbastanza agilmente, dirigersi verso la strada asfaltata e andarsene a casa: insomma si erano fatte le sette.
Grazie a questo incoveniente, il "nostro" entusiasta ha quind i potuto nei giorni scorsi proseguire la sua opera - a dir la verita' mi sente piuttosto in colpa a non dargli una mano, anche perche' trovo parecchio comodi i suoi sentierini lastricati di cemento.

Ma i rifiuti s'hanno da rimuovere e quindi oggi, tornando a casa dal lavoro mattutino, vedo un camion, forse lo stesso camion , parcheggiato direttamente sulla strada, dalla parte opposta del palazzo, rispetto alla settimana scorsa. Fra me e me penso "beh, in fondo sono poi una quindicina di metri dal mucchio di detriti, per evitare un altro impantamento hanno deciso di portare i detriti sulla strada e poi da li' caricarli sul camion".
Non faccio in tempo a terminare il pensiero ed avvicinarmi un po' di piu' e capisco finalmente la situazione: un cavo d'acciaio spezzato e poco piu' in la', praticamente nello stesso posto dove si era verificato il primo impantamento, un secondo camion che sta sprofondando in maniera direi quasi vergognosa, tutto il lato destro, ruote incluse, fino all'altezza della mascherina del radiatore, quindi per quasi un metro di profondita', e anche parecchio inclinato verso la casa!!!

Ora, mentre sto mangiando e scrivendo questo post, dalla strada giungono i rumori, abbastanza intensi ma dal tipo di suono direi significativi di sforzi invani, di un camion che cerca di trascinare a forza quello impantanato, direi quasi affogato, nella fanghiglia.
Che dire? speriamo che non piova! In realta' a me spaventa l'ipotesi, verosimile, che debba intervenire una qualche gru mastodontica che per manovrare abbia bisogno di molto spazio e che quindi, senza pensarci due volte, abbattano gli alberi che imgombrano nelle operazioni di salvataggio e, che una volta fatta piazza pulita, il giardino si trasformi in un parcheggio, rispettando un'abitudine piuttosto diffusa in questa parte della citta', ricca di molte zone verdi a rischio per via della crescente diffusione delle automobili.

A presto.

P.S.
Se vi va, scrivete pure qualche commento! Mi mettono di buon'umore.

postato da: rago alle ore 13:34 | Permalink | commenti (11)
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