A mali estremi, estremi rimedi.
Sanpietroburgo
Ovvero non ho tempo di scrivere molto e quindi mi limitero' a ripubblicare il mio primo pezzo uscito su Sacripante -
http://www.sacripante.it
Ma prima di procedere all'operazione di riciclaggio, mi permetto un commento sul black-out avvenuto ieri a Mosca.
A parte il fatto che la situazione e' stata tenuta sottocontrollo, direi ottimamente, mi stupisce un po' la volonta' di cercare a tutti i costi un colpevole della situazione, in particolare da parte di Vladimir Vladimirich.
Ma se uno fa un po' di attenzione, scoprira' che il capo dell'azienda elettroenergetica e' un certo signor Anatolij Chubais, uno dei principali artefici della privatizzazione - selvaggia - effettuata in Russia all'epoca di Yelstin. Sono debitore di queste informazioni nei confronti di Il Sogno Russo -
http://ilrusso.clarence.com -, il mio blog preferito sulla Russia.
Io avro' la sindrome, come dicevamo nell'ufficio dove lavoravo prima, del "malpensiero malpensante", ma questo signore, diciamolo pure, uno degli oligarchi piu' ricchi della Russia, e' sicuramente antipatico a molti, non solo a quelli che con kalashnikov e bombe hanno cercato di farlo fuori il 17 marzo scorso. Ora forse lo faranno fuori in maniera piu' elegante?
Basta con la fanta?politica, se volete leggetevi "Madre Russia. E il padre?"
Spero di trovare piu' tempo per il blog, ma ultimamente la mia vita e' intensa e anche interessante, per fortuna mia. Tra poco usciro' per una cena a base di formaggi e vini francesi, offerta da una nostra amica di ritorno da un maggio parigino... Au revoir
Non solo madre, ma anche fidanzata, moglie, figlia, studentessa, lavoratrice, manager, cassiera, autista, muratrice: insomma tutto. La donna in Russia fa tutto e fa di tutto. E gli uomini? Non lo so. Io, dopo un anno di vita a Sanpietroburgo preceduto da numerose visite alla citta’, non l’ho ancora capito. Vivo infatti in universo praticamente popolato da sole donne, dove gli uomini che hanno una presenza rilevante nelle mie attivita’ quotidiane sono veramente pochi a parte un paio di conoscenti.
Incomincio dall’inizio. Pur essendo da sempre appassionato di questo Paese, non avrei mai pensato di trasfercimi per vivere, lavorare e studiare addirittura il russo, parlarlo poi, tant’e’che venni in Russia per la prima volta soltanto tre anni fa.
Dopo quella prima vacanza pietroburghese scrissi, per il giornalino dell’associazione che aveva organizzato il viaggio, un articolo dove, oltre alle impressioni di viaggio, raccontavo di un’impressione che mi aveva subito colpito.
Mi era infatti sembrato che in moltissime attivita’ l’iniziativa, inclusa l’organizzazione della vacanza cui avevo partecipato, fosse in mano quasi esclusivamente alle donne, mentre gli uomini facessero molto oltre che a bere. (Non tutti lo fanno, ma l’alcolismo e’ una vera e propria piaga sociale)
Ovviamente la situazione non e’ cosi’ disparitaria, ma ancora oggi, vivendo a Sanpietroburgo, trovo quotidianamente conferma di questa mia impressione iniziale: a portare avanti la baracca, in tutti sensi e in tutti gli ambiti, sono le donne, mentre spesso agli uomini, anzi solo ad alcuni di loro, spettano “di diritto” gli svaghi, il potere, i soldi e via dicendo.
Vivo con la mia ragazza, ma non credo che questo falsi piu’ di tanto la mia impressione di un maggior dinamismo femminile, anche se nel suo giro di amicizie c’e’ una netta prevalenza di donne. Ad esempio tra le sue amiche, tutte attorno ai 30 anni, ce sono parecchie con uno o due bambini e spesso gia’ divorziate. E i mariti? A parte le coppie piu’ stabili, dove solitamente lui e’ piu’ grande di lei, ci sono un paio di casi significativi e purtroppo abbastanza diffusi nella struttura famigliare russa, piuttosto in crisi.
Nel primo dei due casi, il padre e’ un uomo, sopra i sessantanni, che ha contribuito, diciamo cosi’, alla procreazione stop: di aiuti vari o soldi nemmeno se ne parla. Nel secondo caso il padre, coetano della madre, ha invece deciso che a trentanni e’ meglio continuare a comportarsi da bambino piuttosto che assumersi le responsabilita’ di un uomo adulto. Questo significa, ad esempio, che i soldi per gli alimenti non si trovano, ma quelli per la macchina nuova e per le vacanze da “sborone” con l’amante saltano fuori subito. Sia ben chiaro: non tutti gli uomini cosi’, ma non credo neanche che tutte queste ragazze siano dei casi estremi o marginali.
Ma veniamo a qualche situazione piu’ banale. Se al mattino, uscendo di casa, incontro l’addetto alle pulizie delle scale e alla manutenzione dei giardini, e’ sicuramente la solita signora e quando salgo sul pullman o sull’autobus anche il controllore e’ di solito una donna, spesso gia’ pensionata che integra la misera pensione con un altrettanto misero stipendio. Allo stesso modo il personale di vigilanza dei musei, pinacoteche e’ allo stesso modo costituito quasi sempre da donne, spesso molto anziane, intendo oltre i settantanni, che lavorano per poter arrivare a fine mese.
Non e’ pero’ solo il minor spirito di iniziativa che causa una scarsa presenza di uomini in questi impieghi “integrativi” per pensionati: un’altra ragione e’ che ora in Russia l’eta’ media dell’uomo in Russia e’ precipitata al di sotto dell’eta’ della pensione, anche a causa di alcolismo, malattie cardiovascolari altro ancora, e quindi per molti uomini non ci sono ne’ la necessita’ ne’ la possibilita’ di integrare una pensione.
E ancora: in metropolitana il personale e’ tutto femminile, tranne vigilantes e macchinisti, cosi’ come sono donne quasi tutti i venditori nei vari chioschetti collocati fuori e dentro alle stazioni del metro, ma non e’ finita qui. L’altro giorno, salendo le scale che portano all’appartamento dove abita la mamma della mia fidanzata – beh, una donna per forza! - noto che stanno rifacendo l’intonaco delle pareti. C’erano dei muratori: erano donne? Si’, una persino giovane e carina, non una povera pensionata che s’arrabatta in qualche modo.
Un’altro mondo completamente femminile e’ l’universita’, dove frequento le lezioni di russo. Ho gia’ avuto quattro insegnanti, tutte donne, cosi’ come le loro colleghe e la direttrice del dipartimento e le impiegate dell’amministrazione dove si fanno le pratiche per il visto e le iscrizioni ai corsi, le inservienti della mensa e le donne delle pulizie, la venditrice del gelato e la signora del chioschetto con gli snack e gli spuntini.
Ovviamente ci sono anche degli uomini: il guardiano all’ingresso - d’altronde e’ piu’ star seduti a guardare chi passa che far altro, no? - e anche i cantonieri, chiamamoli cosi’, che si occupano della manuntezione del parco sono in maggioranza, ma non esclusivament, uomini, che si concedono volentieri una pausa per la sigaretta cosi’ come alle insegnanti piace fare due, o quattro, chiacchiere bevendo il te’.
Ancora un esempio. Oltre a studiare, io lavoro come insegnante d’italiano, sia in una scuola sia privatamente, ed anche in questo caso ho a che fare solo con donne. Nella scuola di lingue tutto il personale della segreteria, la direttrice e la maggioranza degli insegnanti sono donne, come in Italia, ma - cribbio! – anche gli studenti devono essere per forza tutti di sesso femminile?
Da quando ho iniziato ad agosto avro’ incontrato e conosciuto circa un centinaio di studenti o per meglio dire studentesse perche’ di maschi ne ho visti due (2) di numero, ovvero meno del 5%.
E non solo nelle mie classi, ma anche negli altri gruppi, nelle ore di sostituzione e di conversazione - sono infatti l’unico insegnante madrelingua – e persino nelle lezioni di prova, ci sono solo esclusivamente donne. Le prime volte provavo uno strano sentimento misto di imbarazzo, stupore, soddisfazione perche’ trovarsi davanti a sei, otto, dieci, una volta persino dodici donne che ascoltano le spiegazioni - le prime volte in anglo-italo-russo – che chiedono spiegazioni, che svolgono i compiti a casa, insomma delle ottime studentesse. E lo sono anche quando mandano “avanti la baracca”, ovvero lavoro e/o studio, marito, figli, casa e chissa’ cos’altro ancora, e per prepararsi alle lezioni vanno a letto piu’ tardi del dovuto.
Lo stesso succede nelle lezioni private: a parte un ragazzino di 15 anni, ho e ho avuto, e pare che avro’, solo donne fra i miei studenti: certo potrei vantarmi dicendo che e’ il (mio) fascino latino, ma insomma non sono ‘sta bellezza...
Volevo parlare infine dell’ufficio dove lavora la mia ragazza, un ambiente di lavoro abbastanza rilassato, dove lavorano circa una ventina di persone. Io ne ho conosciuto parecchie, incluso il capo, ovviamente un uomo, che si e’ effettivamente adoperato per la propria brillante carriera, ma e’ interessante notare che nell’ufficio ci sono altre due donne hanno il fidanzato straniero, rispettavamente svizzero e tedesco, cosi’ come conosco altre coppie internazionali a Sanpietroburgo.
L’altro fatto interessante e’ che i due autisti, molto bravi coi videogames e aggiornati su tutto il calcio europeo, da una parte trovano faticoso, o forse avvilente, aprire la porta d’ingresso quando suona il campanello poiche’ e’ un lavoro “da segretarie”, ma dall’altra hanno il coraggio di lamentarsi con la mia fidanzata, laureata e con mansioni di commercialista, che il loro stipendio, da uomini e autisti, e’ minore del suo, da donna e laureata. Capita, qui in Russia, che gli importi a parita’ di mansione siano differenziati per sesso.
Era questo l’ultimo esempio che volevo riportare, ma ce ne sarebbero ancora altri, di come io viva in questo universo a maggioranza femminile. Questo non fa che confermare la mia impressione iniziale: le donne in Russia sono piu’ attive, se la vogliono cavare da sole e, se necessario, provano a cambiare la situazione, anche da sole, al contrario degli uomini..
Gli uomini russi, per mille motivi effettivamente scarseggiano, ma mi pare che spesso le donne russe preferiscano sole che male accompagnate: e’ talmente scontato da essere banale.
Ma allora perche’ i signori accompagnatori sono cosi’ sgraditi, perche’ lo sono diventati e perche’ non fanno nulla per cambiare, ammesso che lo vogliano e lo possano?