mercoledì, novembre 30, 2005
Gironzolando per la rete

Sanpietroburgo

Siamo stati a Mosca ma sto ancora "digerendo" la gita nella capitale russa, quindi oggi mi limito ad indicare alcuni posti interessanti che ho trovato in internet.
Ieri  su Dora Riparia River Anthology  - http://www.doraripariariverantholog.splinder.com - una raccolta di epitafi fittizi, ne ho trovato spassosissimo, pubblicato mercoledì 12 gennaio 2005.
Eccolo: 

Rispårmiåtör

Passi per la razionale bara Sönneternet (che me la sono dovuta montare da solo)
Passi per l'indistruttibile corona di fiori in gommapiuma Rekvieskåt
Passi per la mistica candelina azzurra profumata Vötivå
Passi per la spiritosa croce in bambù colorato Akrobåtiernen
Ma qui c'è scritto
"Prömaturåmentte söttratto all'afföttö dei suöi kårj"
Cazzo, almeno la lapide potevate non comprarla all'IKEA !

L'autore e' Dust - http://dust-page.splinder.com - ma l'originale e' all'indirizzo
http://www.doraripariariverantholog.splinder.com/home?from=50

Questi invece sono i blog di altri italiani che vivono all'estero.
In ordine di attinenza con il mio, per primo vi segnalo Le avventure di Caterina. E' il diario di Caterina Sabbadini che ora vive a New York ma presto si trasferira' a Mosca. 
La cronaca e' varia, ma e' indicato soprattutto per web designer, fashion-victims, russofili/foni e modaioli!?! collegatevi a http://caterinasabbadini.blogspot.com

Spesso mi faccio delle grasse/crasse risate leggendo le avventure di Boinz, autore di Equivocabolario http://equivocabolario.splinder.com - torinese trasferitosi a Parigi. Forse a qualcuno potranno non piacere le parolacce, che vengono usate q.b., ma la miglior cronaca sulle rivolte nelle banlieue francesi l'ho letta qui cosiccome mi piacciono molto i post piu' melanconici sulla perduta, talvolta grottesca, talvolta sfigata giovinezza sabauda.
BEllissimi i post sulle partite di pallone della prima adolescenza, episodi nei quali spesso mi ritrovo facilmente perche' l'autore e' praticamente un mio coetaneo.

Infine vi segnalo il blog di Alice in Timberland - http://aliceintimberland.splinder.com - che, pur non essendosi trasferita, ma soltanto guardando con un occhio particolare, direi quasi fiabesco, riesce a scrivere un blog dove la narrazione della quotidianita', all'apparenza banale, assume una nuova veste e si rivela veramente interessante e piena di sorprese.
Leggetelo, rilassatevi e forse, cercando un nuovo punto di vista, la routine giornaliera diventera' meno pesante.

Ora, compiuto il mio ruolo di recensore e consigliere, mi tocca rientrare nella realta' produttiva italo-russa.
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giovedì, novembre 24, 2005
Tornando a casa dopo lezione

Sanpietroburgo

Gia' tempo volevo ne volevo parlare ed oggi riesco a trovare finalmente l'ispirazione, anche si tratta forse una delle poche abitudini che si sia affermata in un'esistenza che ha poco della routine o, per meglio dire, di una routine che varia spesso e repentinamente, fondamentalmente il base alle esigenze di lavoro.

Poiche', per l'ennesima volta nella vita, sono ancora e sempre uno studente, per svariati motivi uno dei quali, facile da intuire, e' la necessita' perfezionarmi nella lingua locale (anche se scrivere il blog e' un esercizio che disturba profondamente questo processo). E cosi' da aprile 2004, all'inizio quasi tutti i giorni, ed ora due o tre volte alla settimana vado a lezione di russo alla СПбГЛТА (CpbLTA) ovvero alla Санкт - Петербургская Государственная Лесотехническая академия (Accademia statale di Sanpietroburgo delle tecniche forestali).

Quando mi chiedono cosa studio oltre al russo, di solito rispondo che il russo come materia e' sufficiente impegnativa, senza doversi inventare l'iscrizione a qualche corso di laurea del tipo "Economia della coltivazione arboricola", "Chimica applicata alla produzione di manufatti a base di legnami compositi" o qualche amenita' del genere. In ogni caso potete dare un'occhiata al sito http://www.ftacademy.sp.ru, ahime' solo in russo. P.S. non cercate i titoli delle specializzazioni, me li sono inventati!

E quindi quello che spesso faccio, di solito al mattino verso le 9.40/9.50 e' di percorrere a piedi, meglio correre per data un'innata propensione all'ultimominutismo, o se sono stato fortunato in autobus/filobus la Via dell'istituto (si chiama proprio cosi', con enorme sforzo del topografo sovietico che l'ha battezzata credo negli anni 50) che porta appunto all'Accademia.
E dopo la lezione, solitamente individuale e della durata di 4 ore, verso le 13 (le ore accademiche in Russia durano 45 minuti) mi avvio a casa.

A questo punto per descrivere il tragitto, scopo del post odierno, e godere insieme a meta' di questa passeggiata che mi portera' a casa, vi inviterei a mettervi nei miei panni, in questa stagione gia' abbastanza pesanti perche' soprattutto in aula, stando seduti, non fa per niente caldo e accompaganrmi a casa.

Uscito dall'aula, scendo le scale, attraverso il cortile, dentro l'edificio principale, una veloce capatina al bagno (il discorso freddo gioca anche qui il suo ruolo, nonostante la mia buona salute nonche' giovine eta') e poi via attraverso il corridoio, incrociando decine di studenti e studentesse, tutti piuttosto giovani poiche' in Russia ci si laurea verso i 21/22 anni, e il personale di servizio e i professori, soprattutto questi ultimi anziani o tali dall'apparenza. Se poi ci si limitasse a giudicare dal modo di vestire studenti e professori sembrerebbero appartenere a due mondi di diversi, dove i giovani portano il piercing e i vecchi le medaglie dell'URSS...

Esco dal vestibolo, alla porta del quale si e' alla fine spaccato il vetro perche' la molla che la faceva richiudere troppo violentemente - tipica noncuranza russa per i dettagli - e svolto a destra e, ahime', come scrivevo la settimana scorsa, nella fila degli alberi che si allineano davanti all'edificio principale dell'Accademia si deve notare la scomparsa del cedro, abbattuto dal vento pochi giorni fa.

Quest'albero, il preferito di Katya - che si e' laureata in economia forestale proprio in questa universita', era non soltanto un bellissimo esemplare, vecchio di quasi duecent'anni, ma anche la pianta il cui profilo era stato utilizzato per il logotipo dell'Accademia. Mentre date un'occhiata al parco http://www.ftacademy.sp.ru/Park.htm -, io proseguo e mi avvio verso l'uscita del parco passando nella strada che corre lungo il retro degli edifici dell'universita', alcune dacie, una palazzina di legno residenza del rettore, il grande edificio di una delle numerose facolta', un campo da tennis, un'autofficina (mi sono sempre chiesto che ci faccia qui) tutti di stili architettonici diversi ed un diverso stato di avanzamento nei lavori di restauro, che chissa' se avranno mai fine.

Usciti dalla recinzione metallica, mi avvio a destra verso l'incrocio, sempre affollatissimo, e procedo sul marciapiede che mi portera' fino a casa e che fiancheggia moltissime, all'inizio perlopiu' a 5 piani, degli anni 60, ma anche piu' alte, in particolari gli edifici di costruizione piu' recente.

In uno dei pochi edifici di epoca staliniani, almeno per lo stile, si trova un supermercato, gestito come tutti i chioschietti - che appaiono e scompaiono senza sosta, come le pensiline per le fermate dei mezzi pubblici che spesso vi sono annesse - da commercianti di origine meridionale, ma oggi vicino all'entrata il solito gruppetto di pensionati non c'e'. Forse e' troppo freddo, ma non credo era solo meno 2, ma il calore che si disperde dalle tubazioni e soprattutto dai tombini del teleriscaldamento, non deve averli convinti a farli fermare per due chiacchiere su queste porzioni di terreno piu' calde.

Il seguito la prossima settimana, oggi si parte per il primo finesettimana moscovita!
Do svidania
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lunedì, novembre 21, 2005
E venne il nono giorno, quando l'anima lascio' il corpo.

Sanpietroburgo

Per quel poco che conosco, la tradizione ortodossa ha un preciso rituale da rispettare quando muore una persona. Il funerale si celebra il terzo giorno dopo la morte, il nono giorno i famigliari, gli amici e i conoscenti si riuscono per commerare il defunto e ricordare l'uscita dal corpo dell'anima, cosi' si riuscono il quarantesimo giorno per celebrare la dipartita dell'anima stessa dalla Terra.

E oggi si compiono i nove giorni per Timur Kacharava Io non lo conoscevo, non so nemmeno se fosse quel bravo ragazzo, musicista e studente di filosofia di cui si parla oggi in qualche radio.
Non so se fosse quell'attivo antirazzista, che si batteva contro le discriminazioni razziali e sociali, che partecipava alla marce contro le violenza che man mano vanno aumentando qua a Sanpietroburgo.
Non lo so, e alla fine non e' neanche importante.

Aveva vent'anni ed e' stato ucciso, il 13 novembre 2005 davanti all'ingresso di una libreria mentre si fumava una sigaretta.

Sembrerebbe un fatto di cronaca, di quelli che succedono ogni giorno in  tutte le megalopoli ma a mio parere non lo e'. Il resoconto giornalistico lo trovate in inglese http://www.sptimes.ru/story/16097
Ecco, secondo me, perche'. Ieri, dopo vari giri in centro, stavamo dirigendosi verso la metropolitana per tornare a casa, e Katya mi dice: "Non passiamo di qui, e' dove hanno ucciso quello studente la settimana scorsa", invitandomi a cambiare strada. "No" le rispondo, "voglio vedere dove e' successo, voglio capire come e' possibile che sia accaduto"

Il luogo dell'accaduto si trova vicino all'ingresso di una libreria, punto vendita di una grande catena cittadina, aperta 24 ore al giorno. Ieri sera c'erano gia' persone ferme, candele accese, lettere, fiori, frasi e graffiti commerativi, immagino oggi che folla e che commozione ci sara'.

Ecco il mio sgomento: come e' potuto succedere.

E' successo davanti dalla libreria, dalla quale Timur e il suo amico Maxim Zagibai erano usciti per fumare, alle 18.30 di un sabato pomeriggio, con un mare di gente per la strada.

E' successo sotto gli occhi dei clienti, del personale e dei gorilla della libreria. Nessuno ha notato 10 persone, un gruppo di naziskin, circondare due ragazzi e picchiarli a sangue e poi finirne uno a coltellate, cinque coltellate.

E' successo a Ploschad Vostania, in pieno centro, vicino alla piu' importante stazione ferroviaria della citta', quella da cui partono i treni per Mosca.

E' successo di fianco all'ingresso dell'hotel Oktobryaskaja, sul quale campeggia la scritta "Leningrado - citta' di eroi" e di fronte al monumento che ricorda l'assedio della citta'.

E' successo dove ogni negozio, albergo, esercizio pubblico, praticamente ogni bar hanno la sicurezza, in una piazza dove decine di poliziotti, uomini in divisa, militari - tutti armati ovviamente - transitano ogni secondo. Nessuno e' intervenuto, neanche sparando un colpo a vuoto in aria.

E' successo in mezzo alla folla, che camminava sul marciapede dove li stavano massacrando, e quando sono scappati, i 10 naziskin, nessuno li ha visti fuggire, nessuno li ha notati o riconosciuti. Ora la polizia, ovviamente, brancola nel buio e forse non li troveranno mai.
 
E' successo questo: le persone non si sono nemmeno preoccupate di capire se la persona che stavano ammazzando potesse essere il loro figlio, fratello, padre, cugino, fidanzato.

Non come reagire, che pensare, cosa scrivere: forse non c'e' davvero niente da fare. Mi chiedo soltanto questo se l'anima degli impiegati, dei poliziotti, dei passanti, dei cittadini, dei sanpietroburghesi non abbia gia' lasciato i loro corpi, senza aspettarne la morte.
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mercoledì, novembre 16, 2005
Un finesettimana mostruoso!

Sanpietroburgo

Uno stupido gioco di parole per dire che ho visitato tre mostre nell'arco di tre giorni, ovvero

1) sabato Modulor, mostra sul design interpretato e realizzato con propotipi, disegni, modelli e cose varie.
Il progetto piu' curioso che ho visto: la mangiatoia per gli uccelli con pubblicita' incorpota. Magari inseriro' la foto

2) domenica. mostra fotografica parallela su Sanpietroburgo e Stoccolma, dall'Ottocento ai giorni nostri.
Ovvero come partendo da situazioni molto simili, si possa arrivare ahime' a risultati molto distanti. Intendo parlando di qualita' della vita. Lo so che la Svezia non e' la Russia, ma insomma...

3) lunedi' . mostra fotografica sui Cremlini russi - che a dispetto della fama di quello di Mosca, chiamato cosi' per antonomasia - che sono complessi urbani, a meta' tra la certosa e la fortezza, di cui ne rimangono ancora una ventina sparsi per la Russia. Ovviamente a Sanpietroburgo non c'e', poiche' sono di eta' medievale

Prima di finire questo post frettoloso, ovviamente ieri avendo tempo a disposizione per scriverne uno decente ho preferire gironzolare per internet, vi comunico che il tempo continua a essere anomalo, ovvero relativamente caldo e poco piovoso. Incredibile, l'altro ieri +10!
Anche nel parco dell'Accademia il vaso di marmo di fronte all'ingresso non e' ancora inscatolato per ripararlo dai rigori invernali. In compenso pero' il forte vento di ieri ha abbattutto una pianta, di dimensioni ragguardevoli, facendola cadere sul corpo principale di questa universita'. Inutile dire che si e' schiantata, senza danni enormi, proprio sulla facciata e sul tetto che avevano finito di restaurare tre settimane fa.

La mia solidarieta' ai valsusini, anche se non posso identificarmi completamente nelle loro proteste, ma in linea di massima sono contro le grandi opere che giovano principalmente ai nostri governanti nonche' imprenditori edili. Su Repubblica l'articolo della manifestazione http://www.repubblica.it/2005/k/sezioni/cronaca/tavtolioneuno/susaschiavazzi/susaschiavazzi.html

A presto
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giovedì, novembre 10, 2005
Facciamo la festa alla polizia!

Sanpietroburgo

Niente di rivoluzionario, rivoltoso, anarchico e via dicendo - ad esempio come il putiferio che si e' scatenato in Francia, per il cui commento  vi consiglio (Equivocabolario - http://equivocabolario.splinder.com - un italiano a Parigi) post del 7 novembre http://equivocabolario.splinder.com/post/6227000 (fine dell'inciso) -  ma soltanto una notizia di cronaca, una delle mille feste che si celebrano da queste parti.

Infatti oggi in Russia e' il Dien' Milizii, ovvero il giorno della Polizia. Per l'occasione sulla mia radio preferita Echo Mockba - http://www.echo.msk.ru - e' stato invitato per un intervista un signore, di cui non ricordo il nome, che fu capo della polizia di Mosca all'inizio degli anni '90.
L'intervista precede normale e come ovvio si parla della corruzione della polizia, un problema enorme ed in crescita negli ultimi anni.
Dopo la trasmissione, inzia la trasmissione Ricasche', che sostanzialmente permette agli spettatori di esprimere il proprio parere su una domanda legata all'argomento dell'intervista.

La domanda di oggi era appunto, traduzione mia, "E' possibile avere fiducia oppure no nella polizia".
Le cifre parlano da se': su 3012 voti elettronici, raccolti nei cinque minuti della trasmissione, il 91% era NO.
Nel sondaggio su internet per ora, il NO ha raggiunto l'89%. Per i dettagli  http://www.echo.msk.ru/cgi-bin/v.cgi?mode=result&poll_id=1883
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