martedì, marzo 28, 2006

Sanpietroburgo

Volevate sentirmelo dire? pensate che non l'avrei mai detto? ormai eravate convinti che mi fosse perfettamente acclimatato? e invece, oggi lo dico e lo ripeto: "Questo tempo fa schifo!!!" Lo so, siamo stati fortunati, anche dopo il rientro dell'Italia il clima era stato perfetto.

Sole praticamente tutti i giorni, tranne un paio di nevicate - ovviamente durante il fine settimana (comunque io ho un debole per la neve, quindi le passeggiate sotto la neve piacciono molto, al contrario di Katya che forse ne ha fatte gia' abbastanza), giornate molto luminose e ormai piu' lunghe che in Italia, soprattutto con l'arrivo dell'ora legale la sera ormai fa buio dopo le otto e mezza, e anche la temperatura era rimasta ideale, sempre compresa tra i - 15 e i -5, tranne qualche eccezione vicino allo zero, soprattutto negli ultimi giorni.

E invece no, oggi piove. E' uno schifo totale, la neve si scioglie, quindi c'e' il pantano e ci si inzacchera tutti, le scarpe - non piu' quelle superimpermeabili ed imbottite che si usano in pieno inverno ma ora sono troppo calde - si inzuppano tutte, in particolare quelle famose, con i buchi nella suola per respirare, ti permettono di avere un effetto palude duraturo ed efficace.
Ma c'e' di peggio: dove per terra c'e' il ghiaccio, formatosi durante la notte con la neve che si era raccolta in pozzanghera dopo essersi sciolta durante le ora piu' calde del pomeriggio, l'acqua ci si ferma sopra creando - come sicuramente avevo gia' scritto altre volte - una specie di pista da pattinaggio allagata.
Certo non e' cosi' ovunque, ma spesso ci sono marciapiedi in queste condizioni anche in centro ed e' cosi' che il famoso modo di dire pietroburghese "In citta' la gente si divide in due tipi: quelli che sono caduti e quelli che stanno per farlo" si realizza completamente.

Questi erano i fatti metereologici, mentre i fattacci a cui voglio brevemente accennare sono due, ma secondo me strettamente correlati fra di loro. Il primo e' un fatto di cronaca, piuttosto grave non tanto per le conseguenze dirette di per se', ma piu' che altro per l'atmosfera e il contesto in cui e' avvenuto.

Si tratta infatti dell'accoltellamento di una bambina mulatta, figlia di una russa e di un uomo di colore (situazione non cosi' rara in Russia, cosi' etnie non europee (continuero' poi)

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sabato, marzo 25, 2006

Sanpietroburgo

Programmi per il cine-settimana

Si', si'. Ho scritto volutamente cine-settimana, perche' proprio in questi giorni ho visto e vedro' numerosi film, cosa che non facevo da molto, tenuto conto che guardare i film, anzi piu' esattamente andare al cinema e' una dei miei hobby preferiti, al quale pero' riesco dedicarmi poco qua a Sanpietroburgo, come al solito per mancanza di tempo. Questa settimana, fortunamente pero', la faccenda ha preso un'altra piega. Ma andiamo per ordine

Dal 23 al 30 marzo presso la Fondazione Museo del Cinema di Sanpietroburgo - http://www.museikino.spb.ru
- si svolgerà l’edizione 2006 del Festival N.I.C.E. – Nuovo cinema italiano http://www.nicefestival.org .Si tratta di una manifestazione, nata 15 anni fa per promuovere il nuovo cinema italiano all'estero, che quest'anno viene organizzata in Russia, sia a Mosca sia a Sanpietroburgo secondo il programma di Nice Russia http://www.nicefestival.org/ita/nice20052006/niceindex_russia.htm.

In citta' e' organizzata dall'Istituto Italiano di Cultura, che fra l'altro ha finalmente (come tutti gli altri istituti di cultura) un sito degno di tale nome, anche se ancora scarso di contenuti http://www.iicsanpietroburgo.esteri.it, che pubblica anche un'apposita scheda sull'evento e la programmazione dei film,  quest'ultima con un allegato in formato doc da scaricare! Quanto odio questo modo di fare i siti, dove trovare una semplice informazione testuale devo aprire 10 programmi diversi e scaricare film pesantissimi. Senza contare che va contro le norme di usabilita' e di accessibilita' dei siti. Ma questo e' gia' un altro discorso.

A casa, invece, abbiamo invece finito di guardare un classico sovietico intitolato "12 СТУЛЬЕВ", ovvero le 12 sedie. Si tratta di un film del 1984 in quattro parti - infatti per vederle tutto ci abbiamo messo piu' di un mese - diretto dal famoso regista russo ЗАХАРОВ Марк Анатольевич Mark Zakharov, nato il 13 ottobre del 1933, come ho letto in questa biografia in russo - http://mega.km.ru/cinema/Encyclop.asp?Topic=lvn_pers_8315.

La storia, tratta da un popolare romanzo e ambientata nella Russia post-Rivoluzione, narra le avventure di Ippolit Vorobyaninov, nobile decaduto, alla ricerca di 12 sedie di famiglie, una delle quali pare contenga un cofanetto pieni di gioielli di famiglia. O almeno cosi' la suocera aveva detto sul letto di morte.
Nella ricerca di questo tesoro Vorobyaninov verra' affiancato, anzi guidato da Ostap Bender - interpretato da  МИРОНОВ Андрей Александрович Andrej Mironov, famoso attore russo http://mega.km.ru/cinema/Encyclop.asp?Topic=lvn_pers_14922 , in una specie di giro della Russia, attraverso un viaggio che, in chiave satirica, che illustra la vita nella nuova realta' socialista.

Ho scoperto di essere involontariamente un fan di questo regista perche' oltre a questo, ho visto altri suoi due film, ovvero УБИТЬ ДРАКОНА Morte al drago - scheda del film in russo http://mega.km.ru/cinema/Encyclop.asp?Topic=lvn_flm_5236 - del 1988 e la 
ФОРМУЛА ЛЮБВИ - La formula dell'amore - scheda del film in russo  http://mega.km.ru/cinema/Encyclop.asp?Topic=lvn_flm_5345 - da cui e' tratta la famosa canzone popolare napoletana che dice "Uno, uno, uno momento" della quale avevo gia parlato qui http://ragoburgo.splinder.com/post/6699271. L'autore della musica e' ГЛАДКОВ Геннадий Игоревич Gennadi Igorievich Gladkov che ha scritto anche le musiche del film le 12 sedie.

Andrej Mironov e' ha recitato anche nel film Невероятные приключения итальянцев в России, ovvero Una matta, matta, matta corsa in Russia - scheda del film in russo http://mega.km.ru/cinema/Encyclop.asp?Topic=lvn_flm_3129 - una coproduzione italo-sovietica del 1973, diretta da Franco Prosperi e Eldar Ryazanov e dove recitano moltissimi attori italiani: Ninetto Davoli, Antonia Santilli, Alighiero Noschese, Tano Cimarosa, Gigi Ballista e altri. Anche in questo caso si tratta di una caccia al tesoro, che partendo da Roma arriva, in maniera piuttosto rocambolesca, nella Leningrado degli anni '70 alla ricerca di un misterioso leone.

Che dire? guardateveli tutti, se ci sono in italiano! - e buona visione!

La fotografia non c'entra niente, si tratta della facciata principale della mia Universita', la Lesoteknicescaja Akademia, fotografata giovedi' scorso verso le 13.30. Il sole splende luminoso, gli studenti sono fuori per fumarsi una sigaretta e il termometro segna - 5, credo.

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lunedì, marzo 20, 2006

Sanpietroburgo

Il post verra' pubblicato dopo le ore 20 odierne? In un impeto di improvvisa ispirazione, preceduta da una meditazione approfondita nel fine settimana, mi appresto gia' a postare il seguente testo, al quale in serata seguira'  la foto d'ordinanza. Abbiate fede!

L'altro giorno ho notato che il ritmo per la sostituzione o semplicemente dell'eliminazione delle pensiline per le fermate dei mezzi pubblici, in particolare quelle integrate ai chioschietti che vendono un po' di tutto, dai fiori alla birra, sta procedendo in questo periodo ad un ritmo particolarmente sostenuto, forse sostenuto da questo spirito primaverile che sta risvegliando la citta', tuttavia abbastanza frenetica anche d'inverno per i miei gusti.

Allora Katya mi ha fatto notare non solo che queste pensiline vengono sostituite spesso - la ragione e' evidente, ovvero piu' spesso vengono sostituite piu' spesso si possono prendere le tangenti, chiaro, no? e cosi' le pensiline costano quasi come un appartamento! - ma anche che quelle nuove sono talmente avveniristiche che su di loro circolano gia' delle leggende metropolitane.

Infatti il design di queste pensiline e' stato pensato nei minimi dettagli, per far fronte ad ogni tipo di condizione atmosferica. Cominciamo dal tetto: e' in un materiale trasparente, bombato, cosi' d'inverno la neve lo ricopre e mantiene la temperatura costantemente fredde, mentre d'estate i raggi del sole ti picchiano direttamente sulla testa, contribuendo ad un desiderabile effetto sauna.

Le pareti, su tre lati, sono costituite da lastre di vetro - che dovrebbe essere infrangibile ma gli ubriaconi piu' caparbi o i teppisti piu' incalliti riescono a spaccarne una alla settimana senza problemi - che non sono perfettamente allineate, in modo da lasciar passare il vento, in particolare quello invernale che puo' essere davvero freddo, da qualsiasi parte esso soffi.
Le panchine invece hanno la seduta di metallo, di modo che d'inverno ci possa congelare a fondo, caso vi venisse mai in mente di sedercisi (e' giusto?). Ma d'altronde, per trarne quale vantaggio: in fondo la tettoia e' cosi' stretta e corta che, da qualunque parte cada, pioggia o neve riusciranno a bagnarvi. Ah, il progresso...

Rimanendo in tema di nuovi vigori primaverili, anche nella nostra scala sono tutti indaffarati a fare il remont: per ora due alloggi su sedici stanno facendo grandiose ristutturazioni, anche se non particolarmente rumorose, infatti piu' che altro ho capito che ci sono lavori in corso poiche' nelle scale stanno appoggiate alle pareti le vecchie porte d'ingresso, fatte di un legnaccio infatti, (in)degnamente sostituite da nuove porte di ferro. In realta' ce l'abbiamo anche noi, Iddio voglia che mai scoppi un incendio, perche' non so come possano aprire queste porte i vigili del fuoco.

Lo spirito di innovazione, ha colpito anche la scala, anzi addirittura tutto il condominio - se cosi' si puo' definire - e tutte le vecchie porte d'ingresso delle scale sono state tolte e sostituite da cinque porte, praticamente tutte uguali. Il fatto che siano tutte uguali, perche' qui ognuno fa un po' come gli pare persino nella propria scala - assomigliano tutte ad un museo degli infissi dall'epoca sovietica ai giorni nostri, perche' ci sono porte di tutti i tipi ed eta'- e' degno di nota. Peccato che quella della nostra scala era stata cambiata circa un anno fa, ma la ditta che ha piazzato quella nuova, per guadagnarci un po' di piu', ha detto che il modello vecchio non andava bene per il suo sistema di chiusura e citofoni.

Infatti e' proprio cosi', da ieri - domenica, proprio di domenica, ebbene qui non esistono i festivi - anche noi abbiamo il nostro bravo citofonino, una cosa di una plastica biancogrigriastra che piu' orribile ed economica si poteva difficilmente trovare.
Comunque a breve, niente piu' scampanellate dei venditori dei sacchi di patate da venti chili - spesso portato da ragazzini e/o ragazzine sui 14/16 (e qui potrei soffermarmi e dire che la Russia sta procedendo a passo di gambero verso una terzomondizzazione della societa', con un diffuso, sottopagato, nocivo e illegale lavoro minorile che minera' la salute degli adulti di domani, ma e' lunedi' e non voglio essere gia' pessimista), ma anche le simpatiche pubblicita' del tipo la vera pizza italiana - http://www.ollis.ru - che nella pubblicita' vanta la fondazione di una catena di pizzeria da parte di un certo Mauro Olli e del figlio Bruno, con decine di locali in tutta Italia e nel resto del mondo. Se ne vedete una, fatemi un fischio!

Per ritornare a descrivere gli afflati tipici di una natura che si risveglia, volevo segnalare che i corvi sono stati presi dalla mania del remont, infatti quelli di fronte alla nostra finestra stanno riparando il nido. E per ultimo, c'e' un ultimo segno, un indizio che indica che sta facendo piu' caldo: dai tetti di lamiera, ovviametente sprovvisti di fermaneve e riscaldati dalle tubature del teleriscaldamento che passano nel sottotetto, stanno iniziando a cadere delle porzioni del manto nevoso, eventualmente ghiaccioli modello Spada di Damocle, che precipitano nel giardino sottostante. Ah, l'ebbrezza del brivido di uscire di casa sapendo che forse riceveremo sulla capoccia un discreto quantitivo di neve che ci fara' stramazzare suolo come minimo frastornati, ma sicuramente ben svegli per affrontare la giungla cittadina.

Ma si sa, per i russi i dettagli sono sempre trascurabili...

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domenica, marzo 19, 2006

Sanpietroburgo

quindi mi dedico alla simpatica applicazione del riciclo, ovvero ripubblico quello che era uscito su Sacripante 6, ma dopo andate a leggere anche il nuovo numero di Sacripante - http://www.sacripante.it - e poi ditemi com'e' perche' non ho ancora avuto il tempo di leggere neppure un racconto! Che vergogna!

Ecco qui il testo intitolato Sono arrivati i pinguini!

E c’è pure l’iceberg...
Non si tratta di uno dei primi effetti dell’effetto serra, con conseguente scioglimento dei ghiacci dei poli ma semplicemente di un’installazione di arte contemporanea, nata e realizzata grazie ad una serie di insolite coincidenze.
Vicino alla casa di Katya, nel centro di Sanpietroburgo, c’è un edificio costruito circa 150 anni fa per ospitare una chiesa ortodossa. Ma, com’è noto, molte di queste chiese durante l’epoca sovietica furono destinate ad altri usi e lo stesso è capitato a questa costruzione progettata dall’architetto Melkinov.

Proprio in questo edificio, davanti al quale sono passato ormai decine e decine di volte, si trova uno dei musei che hanno sempre attirato la mia attenzione e che fino a qualche settimana addietro non ero mai riuscito a visitare. Ma ora, travestendosi da iceberg, si è calato nella parte in maniera assolutamente perfetta e quindi non ho potuto resistere alla tentazione... Si tratta infatti del museo dell’Artico e dell’Antartico.

Cosa c’entrano i pinguini?
Siccome è in corso il restauro, il museo è stato ricoperto di teloni di plastica bianca e, data la sua forma - ovvero la tradizionale pianta a croce greca con una cupola centrale - ora assomiglia in maniera stupefacente ad un vero e proprio iceberg, cosa che aveva colpito la nostra attenzione, mia e di Katya, ma evidentemente non solo la nostra. Così, in occasione di una manifestazione di arte contemporanea (che si tiene ogni anno nel mese di ottobre in collaborazione fra alcuni musei e artisti della città) sull’iceberg sono comparsi una cinquantina di pinguini.
Perfetto! Veramente perfetto! L’effetto è davvero reale, anzi surreale, e allo stesso tempo spiritoso, tanto da conquistare persino le simpatie del personale del museo – in Russia spesso burbero e restio ad ogni novità – che ha deciso pensato di ospitare i pinguini fino al termine dei lavori di restauro.

Purtroppo però i pinguini hanno conquistato non solo il cuore dei burocrati, ma anche le antipatie, o meglio l’idiozia, dei soliti balordi, metà teppisti e metà ubriaconi, che finora hanno fatto precipitare dal tetto moltissimi pinguini, lasciandone soltanto sette a guidare l’iceberg nella sua rotta immobile verso la Nevskij Prospeckt. Vorrei sottolineare che le impalcature sono alte almeno una ventina di metri e che salirci di notte, in preda ai fumi dell’alcool e non solo, è un’impresa piuttosto rischiosa e non mi stupirei di vedere un mattino, al posto del solito pinguino, schiantatosi al suolo uno di questi “simpatici” scalatori notturni.

Comunque, uno più, uno meno, i pinguini e anche l’iceberg hanno avuto effetto e finalmente, dopo numerosi, ma vani tentativi sono riuscito ad entrare nel museo, in compagnia di Katya che ne aveva un vago ricordo legato ai primi anni di scuola. Il tempismo della nostra decisione è stato ottimale: non solo nell’atrio siamo stati accolti da uno dei pinguini superstiti, ma abbiamo anche avuto il biglietto gratis in virtù della mia quasi “cittadinanza russa” (dovuta alla mia condizione di studente) che permetteva l’ingresso gratuito in occasione di non so quale ricorrenza.

Il museo, che ora si chiama Museo statale russo dell’Artico e dell’Antartico è stato aperto nel 1930 ed è, nel suo genere, unico sia in Russia che nel resto del mondo, poiché l’esposizione è dedicata sia al Polo Sud sia al Polo Nord, anche se attualmente, a causa dei lavori, è possibile visitare solo la sezione antartica. A parte la sede espositiva particolare, appunto una chiesa, dove al posto delle lunette decorate con la vita dei santi o simili, sono raffigurate episodi dell’epopea esplorativa nel Polo Nord, il museo, come moltissimi altri in Russia, è ricchissimo di informazioni, reperti, oggetti, quadri, diorami ma allo stesso tempo allestito e gestito con sistemi espositivi non esattamente antiquati ma sicuramente non all’avanguardia. Insomma c’è di tutto, veramente di tutto ma un po’ alla rinfusa.

A parte questo la visita è godibilissima e anche i grandi, come me e Katya, si possono trovare a proprio agio in mezzo a parecchi ragazzini, talvolta un po’ troppo irrequieti come quello che si voleva arrampicare sull’orso polare.

Un po’ paradossalmente, accanto al bestione imbalsamato sono affisse le regole da osservare nel caso di subirne un attacco, anche se mi sembrano uno scherzo. Non credo infatti che nessuna regola possa salvarci dall’attacco di un orso bianco, certamente dall’apparenza pacifica ma dotato di artigli e denti robusti e affilati...
Tra le cose da vedere, ci sono le ricostruzioni delle tende dei campi base di alcune spedizione polari, un aeroplano usato per alcune spedizioni appeso al posto dei lampadari dell’ingresso e i numerosi diorami, che riproducono la tundra, il Polo Nord con le rotte delle esplorazioni e una battaglia della II guerra mondiale.
Prestando attenzione alla segnalazione, in russo ovviamente, dell’addetta che avvia le operazioni, la riproduzione delle aurore boreali in un piccolo diorama che riproduce una base artica è sicuramente da non perdere. Il tutto avviene senza l’ausilio di computer o grafica digitale, ma semplicemente strumenti ottici e lampadine. Ah, potenza della scienza sovietica! Sic!

Interessante anche la storia della scoperta e la colonizzazione delle terre settentrionali della Russia, avviata da monaci e mercanti già qualche secolo fa, della quale mi ha colpito in particolare la vicenda di una cittadella fortificata che, dopo una ricca vita commerciale durata circa un secolo, è scomparsa già duecento anni fa.
Infine, per chi vuole trovare dei riferimenti culturali con l’Italia, immancabili a Sanpietroburgo, è presente una zona dedicata alle gloriose, o comunque famose, gesta dei nostri connazionali.

Sono infatti presenti sia vetrine dedicate alla sfortunata spedizione di Umberto Nobile, con dei reperti originali del dirigibile Italia, sia un’apposita sezione - con tanto di tricolore sventolante! - che ricorda la spedizione del Duca degli Abruzzi, ripetuta da una spedizione russa in occasione nel centenario. In quell’occasione, proprio al Polo Nord, è stata collocata una croce, dedicata a Papa Giovanni Paolo II da uno scultore italiano, di cui al museo è visibile una copia. L’esposizione offre moltissimo ancora, soprattutto per chi legge e capisce il russo, ma anche per tutti gli altri è una buona occasione di vedere un museo insolito ma, proprio per questo, interessante.

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mercoledì, marzo 15, 2006

Sanpietroburgo

Ieri parlavo di primavera e ovviamente oggi, dopo piu' di una settimana, e' il primo giorno in cui non splende il sole, non ancora caldo ma insomma si fa gia' sentire. Ora, come dicevo, pero' e' nuvolo e meno freddo.

Come da titolo, cercando di tornare pian pianino su argomenti piu' russi, vi segnalo alcuni siti.

Inizio con il segnalarvi un museo delle icone che si trova, indovinate un po', a Peccioli nella Alta Valdera, una zona della provincia di Pisa- http://www.comune.peccioli.pisa.it. Il museo, che ufficialmente si chiama Museo Icone Russe 'F. Bigazzi"  ha un sito figo - http://www.museoicone.it  -costruito utilizzando le piu' moderne tecnologie, talmente moderne che io non riesco a fare il copia incolla dei testi, quindi vi tocca guardarvelo da soli.

Per rimane in tema, vi segnalo la mostra di icone Dai  laboratori del piu' antico monastero russo che si terra' a Druento - http://it.wikipedia.org/wiki/Druento - paese della provincia di Torino dove invece c'e' carenza di tecnologia, infatti pare che nessuno degli organizzatori sia dotato di una straccio di pagina web.
A chi troppo, a chi niente.
Comunque per gli interessati ecco le informazioni essenziali: dal 17 al 22 marzo 2006, presso il Centro Culturale San Sebastiano, Nika Associazione Culturale, la Comunità Ortodossa Sant’Alexandr Nevskiy , il Comune di Druento - Assessorato alla Cultura e la Parrocchia di Druento  Santa Maria della Stella organizzano la mostra, di cui non sono riuscito a capire il titolo - potenza delle locandine efficaci. (Sono troppo critico, vero? sara' che a tutte a 'ste cose di chiesa e religione sono un po' allergico), che sara' inaugurata venerdi' 17, meno male alle 18.30 e rimarra' aperta fino al 22, con i seguenti orari 16.30-21.00 giorni feriali e sabato e domenica 10.00-12.00 - 14.30-19.30.  Il martedi', ore 21, si terra' la conferenza Icone e cultura dell'immagine, a cui interverrano  S. XANDALOVSKIY, iconografo e autore delle icone esposte,  don ROBERTO REPOLE, teologo e lo  ieromonaco Ambrogio, parroco (parrocchia ortodossa di Torino, Patriarcato di Mosca).

Infine, rimanendo in tema religiosita', vi segnalo il Museo Nazionale della Storia della Religione - http://www.relig-museum.ru - ma ahime' il sito e' solo in russo anche perche' il museo si trova a Sanpietroburgo. D'altronde dovevo ritornare in tema, nevvero?

Infine vi vorrei segnalare un progetto a cui sto lavorando a tempo perso - pur impegnatissimo, riesco comunque a perderne - ovvero la sezione di Wikipedia sui musei russi ed in particolare quelli di Sanpietroburgo. La lista e' qua e, se vi garba, potete inserire i vostri contributi direttamente qua http://it.wikipedia.org/wiki/Musei_del_mondo#Russia - seguendo le istruzioni, per favore!

P.S.
Prima o poi rispondero' anche a tutti i commenti arretrati, ma ora devo anche mangiare qualcosina prima di riprendere il lavoro.

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