Sanpietroburgo
Il giramento di scatole a cui faccio riferimento riguarda il mio (ex) giubbetto, un po' da marinaretto fighetto. Me l'hanno sgraffignato, fottuto, fregata, rubato, ciulato, preso, soffiato... Non saprei dirvi come hanno fatto, ma ci ero seduto praticamente sopra e adesso, da mercoledi' scorso per la precisione, non ce l'ho piu'! Azz...
Vi racconto com'e' andata (ho avuto l'impressione che sia stato un castigo divino, ma dopo si capira' meglio). Allora in un certo posto avevo fatto l'ultima lezione dei corsi di italiano ( e oggi ho gia' preso lo stipendio, URA') e con gli altri due insegnanti, il responsabile dei corsi e altri due italiani - a Sanpietroburgo per degli stage - siamo andati a prenderci qualcosina, dopo l'abbuffata di pizza (non molto buona) seguita alla cerimonia, molto informale, della consegna dei certificati di fine corso. Cosi' l'allegra brigata si e' diretta in un baretto, moralmente una bettola, ma come interni non cosi' brutto, completamente vuoto, sulla riva del canale Gribaedova.
Ci sediamo e siccome siamo italiani, tutti e sette, non parliamo in russo, ovviamente e quindi veniamo identificati subito come turisti, anche se il locale e' vuoto e ordiniamo alla cameriera in russo. Ci sediamo intorno al tavolo ed io, contrariamente alle mie abitudini, mi sono seduto con le spalle alla porta e ho appoggiato il fig-giubetto alla sedia. (In realta' non era piu' in ottime condizioni, nonostante l'avessi pagato assai e comprato solo qualche anno fa).
Si parla, io ordino una vodka - per digerire, era la prima volta da mesi che ne bevevo uno, cosiccome l'uscita senza Katya e' una rarita' , ma ecco spiegato il perche' della mia teoria del castigo divino - e gli altri una birra o un succo di frutta, qualcuno del vino. Ci mettiamo a chiacchierare e poco dopo due se ne vanno a casa. Io rimango al mio posto.
Dopo un po' entrano, nell'arco di pochi minuti, due tizi, uno, quello con un auricolare ipertecnologico, ordina al banco, l'altro si siede alle mie spalle, nel tavolino di fianco. Dopo un po' si alza e acchiappa un gatto, non capisco se sia un habitue' del posto, che stava tentando di farsi le unghie sullo schienale di un divano. Io mi giro per osservare la scena, penso persino "
Toh, che brava persona", e poi mi rigiro verso il tavolino e riprendiamo a chiacchierare e a breve entrambi i tizi se ne vanno. Dopo un po', la mia vicina mi dice "
Sono tue quelle chiavi per terra?" Mi giro, le riconosco e mi alzo a riaccoglierle. Facendolo, mi alzo dalla sedia e dico "
Perbacco (certamente non ho detto perbacco, ma qualche cos'altro) dov'e' il giubbetto - fighetto?". Faccio mente locale, qualcuno mi dice che forse l'ho dimenticato nell'aula da dove eravamo arrivati, poi mi controllo ho tutto: chiavi, passaporto, portafoglio, telefonino e...
Dov'e' la tessera del metro? certo che me l'hanno fregato, il giubbetto-fighetto, c'era la tesserad della metro che avevo fatto vedere per strada alla mia vicina di tavolino, neo arrivata in citta'.
5 persone, dico 5, sedute in locale VUOTO, di cui quattro sedute di fronte alla persona a cui hanno fregato il giubbotto che era appeso allo schienale della sedia dove era seduto. Non mi arrabbio nemmeno - anzi Katya 'sto giubbetto non lo poteva soffrire per via degli "strapp", era un po' sfilacciato sulle maniche, poi era colorpanna e si sporcava subito - ma come hanno fatto? Fortuna che tutto i documenti erano nelle tasche dei pantaloni o appesi al collo, ma non ho nemmeno sentire cadere le chiavi dalla tasca, vabbe' c'era la moquette per terra.
Inutili le lamentele con la cameriera, inutili le ricerche nei cortili circostanti, inutile lo sguardo nel canale. Beh, appena Katya si fa il visto, andiamo a Helsinki a fare spese. M'immagino pero' il ladro, che faccia ha fatto: tutti 'sti rischi per un giubbotto con una tessera con 10 corse sul metro...
Altri movimenti, questa volta in senso letterale, riguardano invece scatole e scatoloni che sto spostando in questo periodo: non solo stiamo svuotando gli scatoloni dove abbiamo stipato le cose per fare il remont nella casa in centro dove ci stiamo trasferendo, ma quegli scatoloni li dobbiamo riempire con le cose che abbiamo qui in periferia, da dove ce ne andremo entro una decina di giorni.
Ovviamente questi movimenti sono anche virtuali, perche' si trasferisce anche la nostra attivita' turistica e quindi sto rifacendo tutto il sito, che sto anche pubblicizzando a destra a manca. Per fortuna siamo in movimento, perche' in questi giorni la temperatura e' in calo a causa del vento. Si tratta di un vento molto freddo, essendo settentrionale, ma la sua temperatura e' ancora piu' bassa del solito poiche' soffia dal, o meglio, sopra il
Lago Lagoda -
http://it.wikipedia.org/wiki/Ladoga -, grande come meta' Estonia, al suo confronto il Garda sembra una pozzanghera, nel quale si stanno sciogliendo gli ultimi ghiacci invernali, che ovviamente originano aria fredda. Un paio di settimane e sara' tutto finito, dopo che saranno passati, portati dalla
Neva -
http://it.wikipedia.org/wiki/Neva - per finire nel
Golfo di Finlandia -
http://it.wikipedia.org/wiki/Golfo_di_Finlandia - gli ultimi lastroni di ghiaccio anche attraverso la citta'. Cosi' si avra' una brusca dimunizione della temperatura, per poi entrare definitivamente nell'estate, si arriva anche a piu' 30/35 a giugno e luglio, con le Notti Bianche che quest'anno spero di godermi di piu', abitando in centro.
Gli ultimi movimenti, piu' armoniosamente artistici, anzi danzerecci, riguardano quelli del tango - come mi piacciono i ballerini di tango, ancor di piu' le ballerine ;-) - di cui abbiamo visto uno spettacolo martedi' scorso, al
Teatro della Commedia Musicale - http://www.muzcomedy.spb.ru - uno dei 4 teatri che si trovano praticamente nella stessa piazza, non a caso
Piazza delle Arti, dove si affacciano anche tre musei, un liceo e chissa cos'altro. Sul mio sito, alla voce
Link -
http://www.ragoburgo.it/5_link -, sto aggiornando due nuove voci, ovvero
musei e
teatri appunto, la quantita' e' enorme, rispettivamente oltre 200 e piu' di 70. E poi c'e' chi mi chiede se a Sanpietroburgo ci si annoia!
Lo spettacolo, che si chiama
Il sogno del tango e' una produzione argentina, poteva essere altrimenti, ma i ballerini, l'orchestra e i cantanti erano russi, tranne la prima coppia di ballerini ungheresi (?!?) ed erano tutti abbastanza bravi, tranne le due cantanti. Passi per una pronuncia spagnola un po' russificata, va bene la postura un po' ingessata, ma cribbio cantare il tango se fosse l'aria di un'opera!!!
Comunque mi sono divertito e lo spettacolo mi e' piaciuto, ma ha ringalluzzito il mio animo latino, ispanofilo ed emigrante facendomi ritornare il mio antico desiderio di un viaggio a
Buenos Aires -
http://www.buenosaires.gov.ar, che dopo la visione del tango sembra interessare anche Katya, il cui braccio (ho detto animo latino, ma potevo dire anche siciliano) si intravede accanto al camino della foto, che ho apposta ritagliato per pubblicare sul blog, di uno degli spettacolari interni del foyer del teatro, da poco ristrutturato.