venerdì, giugno 30, 2006
Sanpietroburgo

Dicevo, appunto, dottore mi permetta di congratularmi con lei!
Una volta tanto, pur in una vita sanpietroburghese cosi' all'italiana - nonostante gli sforzi iniziali di evitare italiani che nel periodo iniziale della mia permanenza a Sanpietroburgo mi hanno permesso di avere meno difficolta' nell'apprendimento del russo, ormai per svariate ragioni (insegnamento, turismo, tempo libero, internet, contatti vari) mi ritrovo spesso a trascorrere intere giornate ad utilizzare l'italiano come lingua prevalente - sono riuscito a prendere parte ad un evento russo.

Un paio di venerdi' fa sono stato invitato ad assistere ad una защита, ovvero la discussione di una tesi di dottorato che - nonostante il candidato fosse un mio conoscente italiano - ovviamente si e' svolta tutta in russo presso l'Universita' Statale di Sanpietroburgo ovvero la Санкт-Петербургский государственный университет - http://www.spgu.ru

La СПбГУ - cosi' abbreviata in sigla, una delle passioni dei russi, che trovano una sigla per qualunque cosa ! - ha la sua sede storica nei famosi dodici collegi costruiti lungo la Neva, ma non con la facciata parallela alla riva del fiume ma perpendicolare poiche', come dice una leggenda, Menshikov, l'uomo di fiducia di Pietro il Grande a Pietroburgo durante l'edificazione della nuova capitale, non voleva perdere parte dei giardini che circondavano il suo palazzo, che oggi porta il suo nome ed oggi e' una filiale dell'Ermitage, Palazzo Menshikov - http://www.hermitagemuseum.org/html_En/03/hm3_9.html
Il palazzo, fondato nel 1710, e' uno dei pochi che conserva l'archittetura e parte degli interni dei primi del Settecento, epoca della fondazione della citta' poiche' moltissimi altri edifici storici sono costruiti e/o ristrutturati posteriormente.

Ma torniamo alla защита: la comprensione del tema non e' stata completa non solo per la non completa padronanza del russo, ma anche per l'argomento trattato, molto impegnativo. Infatti la tesi si occupava della tematica della Salvazione nell'opera letteraria di Dostoevskij, da un punto di vista antropo-filosofico. Fosse stato anche in italiano, non credo che avrei capito di piu' senza contare che il romanzo I fratelli Karamov - http://it.wikipedia.org/wiki/I_fratelli_Karam%C3%A0zov
-, che e' stato analizzato profondamente in quanto e' l'opera fondamentale di Dostoevskij riguardo questo tema, l'ho cominciato quattro anni fa in italiano senza mai finirlo. Che vergogna... Ma adesso posso dire, lo leggero' in russo!

La discussione e' una cosa abbastanza complicata, ovvero c'e' una presentazione della segrataria della commissione d'esame, sia riguardo il candidato sia il suo lavoro. Poi il candidato, in questo caso il mio amico, espone il suo lavoro - ovviamente tutti e 15 i membri hanno avuto copia di una versione riassuntiva, mentre il relatore (arrivato con un ritardo spaventoso) e i due controrelatori hanno letto la tesi completa - e poi risponde ad eventuali domande.
Poi ci sono gli interventi dei controrelatori, in questo caso abbastanza lunghi e dettagliati, che evidenziano pregi e difetti del lavoro analizzato, e poi quello piu' proforma del relatori. Eventualmente anche gli altri membri possono porre delle domande, e alla fine il candidato risponde a tutte le domande e contesta le obiezioni e/o critiche sulla sua opera.

Il tutto da una parte e' molto formale, anche se in realta' il candidato conosce tutti e ovviamente i rapporti non sono cosi' ostici anche con i controrelatori, seppur le critiche sono serie, ma dall'altre i membri della commissione arrivano alla spicciolata, anzi parecchi arrivano piuttosto tardi (anche se l'orario d'inizio non e' stato rispettato), alcuni se ne vanno e poi tornano, tutti continuano a parlare dei fatti loro, altri scrivono, ma per fortuna nessun telefonino si e' messo a squillare.
Quando il candidato termina il suo intervento, la discussione sospende per la discussione del voto, e poi si rientra per l'acclamazione del candidato, che ottiene il titolo di Kandidat Nauk, equivalente piu' o meno ai nostri Ricercatori/professori associati nelle Universita'.
Il mio amico ha avuto un ottimo risultato, tutti a favore della sua promozione, e quindi anche le parole del Presidente della commissione - sicuramente benevola verso uno straniero, in particolare un italiano, che parla un russo perfetto o quasi e che si dedica anima e corpo niente meno che a Dostoevskij, una delle glorie nazionali - sono state di elogio, anche se non cosi' spiritose come la battuta del relatore stesso.

Questo relatore, come poi ho avuto di scoprire, e' un grande studioso di queste tematiche filosofiche ma anche un tipo di compagnia. Infatti, la naturale propensione ai festeggiamenti dei russi, non manca neppure in ambito accademico, anzi, ma purtroppo poiche' nel pomeriggio nella commissione esaminava altri candidati, il ricevimento ufficiale sarebbe avvenuto solo la sera.
Ma appunto perche' si doveva festeggiare, il mio amico, alcuni membri della commissione e gli amici, accorsi per vedere la cerimonia, non ci siamo persi d'animo e abbiamo organizzato il nostro banchetto a base di insalatine, formaggio e altre pietanze, annaffiate dalla Standard, una delle migliori vodke russe, che hanno fatto si' che tutti fossero particolarmente loquaci nei vari brindisi, ripetutesi senza pause fino alla fine della bottiglia.

Anch'io, solitamente solito a tacere in russo, ho detto la mia ma poiche' il lavoro mi aspettava, non ho potuto vedere la fine del banchetto, ma sono sicuro che sia terminato nel migliore dei modi, dato che il mio amico, chiamandomi il giorno dopo, mi diceva che aveva mal di testa e stomaco a causa dei postumi della festa... Nella foto il pubblico in aula.

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martedì, giugno 27, 2006
Sanpietroburgo

Anche se oggi il mio ruolo di studente e' stato piu' attivo di solito, non e' ancora successo il miracolo che vorrei accadesse, ovvero scrivere sulla tastiera in cirillico velocemente. In effetti anche la mia padronanza del russo non e' tale da permettermi di scrivere liberamente in russo, e certamente non come in italiano, anche se forse qualche frasettina la potrei azzardare. In effetti e' forse la prima volta, ma non c'e' da stupirsi, che padroneggio meglio l'orale che lo scritto, e ogni tanto, leggendo, incontro delle parole che mi sembrerebbero sussubito sconosciuta, ma una volta pronunciate mi accorgo di averle dette centinaia di volte.

Il titolo di oggi appunto parla di русский чай, ovvero del te' russo. Niente di pretenzioso, si tratta solo di una festicciola che il Dipartimento di lingua russa dell'Universita' dove studio - http://www.ftacademy.sp.ru - organizza con gli studenti stranieri per festeggiare la fine delle lezioni. E cosi' i bravi studenti, io oggi ho presenziato solo come ospite rimediando comunque un gardaglietto del Museo russo e ho assaggiato un'insalata cinese a base di interiora di pollo, numerosi dolcetti non troppo casalinghi e ho bevuto una tazza di te', dicevo i bravi studenti fanno sfoggio delle loro nuove conoscenze.

C'e' chi recita gli scioglilingua, io ho difficolta' in italiano, figuriamoci con quelli russi, chi recita una poesia, chi fa una scenetta, chi canta una canzone, chi prepara un piatto - io realta' due anni fa, quando vi ero stato costretto, la ricetta del risotto ai funghi - http://www.risotto.it - da buon piemontese nordorientale  l'avevo soltanto tradotta e letta. Poi vengono consegnati i diplomi, gli insegnanti parlano e hanno due buone parole per tutti, il direttore del dipartimento annuncia le novita' burocratiche - di solito si tratta di nuove procedure piu' complicate delle precedenti, e via dicendo.
E poi finalmente si beve il te' e si mangiano i dolcetti.

L'unico problema, come si capisce dalla foto sottostante, e' che l'aula e' iperaffollata e quindi la gente, dopo un'ora e mezza di effetto stalla, sono stanchi e del caldo e della noiosita' della cosa, soprattutto perche' di solito prendono parte alla cerimonia solo i principianti, che quindi non capiscono molto di quello che dicono gli altri, o anche quello che hanno detto loro stessi, perche' l'hanno imparato a memoria... Comunque quando si tratta di magna', tutti fuggono, tranne gli insegnanti, che sospetto di organizzare appositamente la cosa in questo modo, in modo che gli studenti fuggano e poi possono mangiare tutti i dolci. Forse e' il solito malpensiero malpensante ma sta di fatto, e ormai con tre partecipazioni sono quasi un veterano, dopo il fuggi-fuggi generale, assieme agli insegnanti compaiono in aula nuovi dolci e manicaretti vari... Io di solito a questo punto me ne vado, anch'io ormai lessato dal caldo, ma anche perche' il dietro le quinte non e' affar mio.

A parte questo caso, comunque, nella mia esperienza di vita in Russia, sono stato parecchie volte a prendere il te', in parte simile all'analogo invito italiano "vieni a prendere il caffe'", e mi sono accorto che spesso e' solo un pretesto per mangiare, bere - spesso solo alcolici o simili - e fare quattro chiacchiere, dove soltanto alla fine di quella che si e' rivelata essere un pranzo, una cena o una "merenda senoira", prima che gli ospiti piu' frettolosi se ne vadano, viene servito il te' dell'arrivederci.

Prima di congedarmi e di offrirvi un te' virtuale, nella foto seguente - scattata dalla pessima posizione che mi sono guadagnato arrivando in ritardo ;-) - potete farvi un'idea di come sara' il futuro prossimo venturo, ovvero cinese. In realta' c'erano anche parecchi altri orientali del Vietnam, di Taiwan, della Corea, un palestinese, una messicana, dei nigeriani ed io UNICO europeo, a parte le insegnanti di russo!

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martedì, giugno 20, 2006
Sanpietroburgo

Anche qua ce ne vorrebbe uno, di ombrellone: oggi siamo a piu' 30, alle ore 20.00. Circa 60 (sessanta) gradi di differenza da 5 mesi fa: un clima ideale, vero? Trasferitevi qua e temprerete i vostri fisici, dai freddi polari ai caldi umidi tropicali!

Appunto per le difficili condizioni climatiche, anche il cervello incontra ancora piu' difficolta' a funzionare e l'area preposta alla creativita' "letteraria" si e' gia' liquefatta.
Ecco perche' oggi di mio c'e' solo un bel copia incolla e una foto di un piccolo giardino che ricorda lo stile del Parco Guell - http://www.bcn.es/parcsijardins/pa_guell.htm - di Barcellona! Piccoli Gaudi' in salsa russa!

Per ritornare nel mio orticello russo, vi segnalo la ristampa di un romanzo per i tipi di
Voland -  http://www.voland.it - casa editrice specializzata in letteratura dell'Est Europeo, questo romanzo di Aleksandr Radiščev Viaggio da Pietroburgo a Mosca, tradotto da Bianca Sulpasso. L'introduzione alla scheda del volume http://www.voland.it/pages/scheda_libro.php?pagina=5

Il romanzo, uscito nel 1972 per la De Donato, è da tempo esaurito e introvabile. Adottato nelle università, è uno dei classici riconosciuti della letteratura utopista russa: scritto infatti all’inizio degli anni ’90 del XVIII secolo, per la sua condanna del dispotismo fu considerato dall’Imperatrice Caterina II la Grande più pericoloso di una guerra persa. In ventiquattro tappe, che sono altrettanti capitoli, il libro descrive un viaggio da Pietroburgo a Mosca appunto, fatto in carrozza da un nobile che viene a contatto con i vari aspetti della realtà dell’epoca.
Il libro è corredato da una prefazione dello storico del populismo russo Franco Venturi già presente nella vecchia edizione.


Sul sito Teca Libri - http://www.tecalibri.info - sito di cui non capisco le scelte grafiche ne la politica di comunicazione basata sullo spam, ma sul quale mi sono ricreduto oggi sulla qualita' dei libri segnalati, dicevo su questo sito si trovano l'indice dei capitoli
http://www.tecalibri.info/R/RADISCEV-A_viaggio.htm e persino dei lunghi brani estratti dal volume in questo sito.

Di seguito il
capitolo intitolato LJUBANI
"Ritengo che per voi sia lo stesso se il viaggio è avvenuto d'inverno o d'estate. Forse era d'inverno e d'estate. Ai viaggiatori capita non di rado: partono in slitta e tornano su un carro. Era estate. L'assito della pavimentazione stradale aveva torturato i miei fianchi. Scesi dalla kibitka e proseguii a piedi. Sdraiato, i miei pensieri erano andati all'incommensurabilità dell'universo. Allontanandomi con l'anima dalla terra, i colpi mi parevano più lievi... Non sempre però gli esercizi spirituali ci sottraggono alla corporeità: per la salute dei miei fianchi mi misi a camminare. A pochi passi dalla strada scorsi un contadino intento ad arare un campo. Faceva caldo. Guardai l'orologio. L'una meno venti. Sono partito di sabato. Oggi è, dunque, un giorno festivo. Senza dubbio il contadino che ara appartiene a un proprietario terriero che non prende da lui l' obrok. Ara con grande zelo. Il campo non è certo del padrone. Muove l'aratro di legno con sorprendente destrezza.

"Dio ti aiuti" dissi, avvicinandomi all'aratore che, senza fermarsi, terminava il solco iniziato. "Dio ti aiuti" ripetei.

"Grazie, signore" rispose lui e, scosso il vomere, spostò l'aratro per un nuovo solco.

"Devi essere un raskol'nik, visto che lavori di domenica."

"No, signore, io mi segno come si deve" mi rispose, mostrando le tre dita unite. "Ma Dio è misericordioso e non vuole che muoia di fame, dal momento che ho braccia robuste e una famiglia."

"Ma davvero non ti basta la settimana al punto che non puoi riposare neppure di domenica e ti tocca lavorare, per giunta nelle ore più torride?"

"La settimana, signore, ne ha sei di giorni, e noi sei volte la settimana lavoriamo i campi del padrone. La sera poi, se fa bel tempo, gli portiamo nel cortile il fieno rimasto nel bosco. Nei giorni di festa le donne e le ragazze si fanno la loro passeggiata andando nel bosco per funghi o per bacche. Volesse Dio" e si segnò "che stasera viene giù un po' di pioggia. Signore, se hai dei contadini, staranno pregando come me."

"Io, amico mio, contadini non ne ho, e per questo nessuno mi maledice. La famiglia ce l'hai numerosa?"

"Tre figli e tre figlie. Il più grandicello va per i dieci."

"Ma come fai a procurarti cibo a sufficienza, se sei libero solo nei giorni festivi?"

"Non abbiamo mica solo i giorni festivi, anche la notte ci appartiene. Chi si dà da fare di fame non muore. Guarda i cavalli... uno riposa, e quando questo è stanco, lo sostituisco, e il lavoro va avanti bene e niente lo intralcia."

"E lavori così anche per il padrone?"

"No, signore, ché lavorare così per lui sarebbe peccato. Il padrone ha cento braccia nel campo per una bocca sola, io invece ho due braccia per sette bocche, il calcolo lo fai da te. E poi puoi pure distruggerti di lavoro per il padrone, ma tanto chi ti dice grazie... Il signore non ti pagherà il testatico, non ti concederà né un montone, né un po' di tela, né una gallina, né del burro. Da noialtri si vive meglio dove il signore si prende dal contadino l' obrok, e ancora meglio senza il fattore. È vero che a volte anche i padroni buoni prendono più di tre rubli per anima, ma tutto è meglio della barscina. Ora poi si sta introducendo l'uso di affittare i villaggi, come si dice. Noi però questo lo chiamiamo affittare non solo il corpo, ma pure l'anima! Il nudo fittavolo spella vivi i contadini; e pure il tempo migliore ci porta via. D'inverno non ci permette di arrotondare come vetturini, o lavorando in città: lavori sempre e solo per lui, perché paga il testatico. Invenzione più diabolica non c'è: far lavorare i propri contadini per un altro. Di un fattore cattivo sai bene o male con chi lagnarti, ma per un fittavolo a chi ti rivolgi?"

"Amico mio, ti sbagli, è vietato dalla legge tormentare il prossimo."

"Tormentare? È vero, signore, ma certo non vorresti trovarti nei miei panni." Così dicendo l'aratore attaccò l'altro cavallo e, iniziando un nuovo solco, mi salutò.

Il discorso di quel coltivatore risvegliò in me una moltitudine di pensieri. Prima di tutto considerai la disuguaglianza fra i contadini stessi, confrontando la condizione di quelli di stato e di quelli vincolati ai proprietari privati. Gli uni e gli altri vivono nelle campagne; ma mentre i primi pagano una somma stabilita, gli altri devono essere pronti a pagare quanto il padrone richiede. Gli uni sono giudicati dai propri simili, gli altri dinanzi alla legge sono morti, a meno che non siano riconosciuti colpevoli di qualche reato. Un membro della società viene riconosciuto tale dallo stato solo quando, per qualche ragione, infrange il contratto sociale, quando diventa un malfattore! Questo pensiero mi fece avvampare. Trema, proprietario terriero crudele, sulla fronte di ognuno dei tuoi contadini è scritta la tua condanna.

Immerso in queste meditazioni, inavvertitamente rivolsi lo sguardo al mio servo che, seduto sulla kibitka davanti a me, veniva sballottato a destra e a sinistra. All'improvviso il sangue mi ghiacciò nelle vene, per poi montarmi alla testa e infiammarmi il viso. Provai una vergogna così profonda che fui sul punto di piangere.

Proprio tu, mi dicevo, che ti scagli adirato contro il padrone tracotante che sfinisce il contadino sul campo, non sei il primo a comportarti anche peggio? Che delitto ha commesso il povero Petruska da impedirgli il conforto delle nostre sciagure, il dono più generoso che la natura abbia concesso all'infelice: il sonno? È pagato, nutrito, vestito, non lo ripasso mai né col bastone né con la frusta (oh, che uomo moderato!), e tu credi che un tozzo di pane e uno straccio di vestito ti diano il diritto di comportarti con un tuo simile come se si trattasse di una trottola, vantandoti persino in cuor tuo perché di rado interrompi il suo girare? Lo sai cosa è scritto nella legge fondamentale dell'uomo, nel cuore di ognuno di noi? Se colpisci un tuo simile, un giorno potresti anche tu essere colpito. Ricorda quel giorno, quando Petruska ubriaco non riuscì a vestirti. Ricorda quello schiaffo. Oh, se allora, nonostante l'ubriachezza, avesse avuto la lucidità di rispondere a dovere al tuo gesto! Chi ti ha dato il potere su di lui? La legge. La legge? Come osi profanare questo sacro nome? Oh, infelice...

Dai miei occhi iniziarono a scorrere lacrime e in questo stato le brenne dei postali mi portarono alla stazione successiva.

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lunedì, giugno 19, 2006
Sanpietroburgo

o forse sarebbe stato meglio scrivere odore di sandali? o magari puzza...
No, i miei sandali li ho tirati fuori soltanto oggi e quindi, anche se li ho indossati per tutta la passeggiata, profumano ancora di estate. Il caldo e' arrivo, ora e' l'una di notte ormai e il termometro segna ancora 16 gradi, il cielo e' ancora chiaro e questo lungo tramonto lascera' lo spazio all'alba fra un paio d'ore.
In questi giorni, oltre ai soliti impegni di lavori, io e Katya ci siamo dedicati intensamente anche al divertimento: passeggiate in centro, gite sui canali, ristorantini, incontri con amici e conoscenti e quindi il tempo per il blog e' mancato.

Ne approfitto allora per dare qualche consiglio a chi eventualmente si trovasse a trascorrere qualche giorno di vacanza in citta', durante il periodo delle Notti bianche, il cui culmine sara' tra pochissimi giorni.
In questo periodo particolare la citta' e' in fermento, sulla Nevksy passeggia incessamente a qualsiasi ora del giorno e della notte, anzi alle 3 del mattino c'e' piu' gente che alle 8..., dicevo del fermento che permette ad esempio di:
  • fare un giro nei Giardini d'estate Летний сад - http://www.rusmuseum.ru/ru/museum/palaces/sad - durante il periodo estivo aperti fino alle 22. La domenica alle ore 16 c'e' un concerto gratuito di una banda di ottoni e fiati che suona musica da parata. Piu' o meno alla stessa ora, ma anche il venerdi' e il sabato, si puo' assistere ad un divertente spettacolo di marionette, ad offerta libera

  • vedere una piccolo pezzo di Spagna, anzi di Barcellona alla Gaudi'. Di fronte ai Giardini d'estate, dal lato opposto della Fontanka, in un cortile al quale si accede dalla prima via che si immette il lungo fiume, nascosto tra i palazzi si puo' vedere il progetto di una scuola d'arte dei bambini che stanno abbellendo il proprio cortile con sculture e decorazioni che ricordano il Park Guell di Antonio Gaudi

  • unire il dilettevole al dilettevole, ovvero una crociera sulla Neva fino al Golfo di Finlandia assistendo ad un concerto dal vivo. Il prezzo e' ragionevole (circa 10 euro) e si puo' scegliere tra il Джазовые пароходы Il vaporetto del jazz (mercoledi, giovedi' e venerdi' alle 20, la domenica alle 16) - http://www.jckvadrat.ru - e il Blues on the water - Il blues sull'acqua che salpa secondo le date indicate a questo indirizzo http://www.spblife.info/view_news.phtml?ID=6541

  • salire sulla cupola della Cattedrale di Sant'Isacco in un'orario serale. E' infatti possibile godere del panorama notturno della citta', insuperabile dal Colonnato di questa chiesa, dalle 19 alle 5 del mattino. http://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Sant%27Isacco

  • approfittare dell'orario di apertura della Chiesa del Sangue Versato - http://www.cathedral.ru/saviour (il sito ha anche una versione in inglese) - che viene prolungato fino alle 23

  • assistere ad alcuni concerti gratuiti organizzati dalla Государственная Академическая Капелла Cappella dell'Accademia Statale sulle rive del canale Moika, poco distante dall'Ermitage. http://300.spb.ru/culture/events/rec.htm
Per chi volesse invece approfondire le conoscenze sulla citta' e padroneggia il russo, ecco il portale informativosu Sanpietroburgo Портал:Санкт-Петербург pubblicato sulla versione russa di  Wikipedia  qui http://ru.wikipedia.org/wiki.

La foto seguente riproduce un padiglione, opera di Carlo Rossi (architetto russo nato in Italia, come si dice a Sanpietroburgo)  che si trova sull'isola Elagin. Se la foto presentasse su un monitor decente degli effetti cromatici particolari o addirittura belli, e' tutto dovuto al caso...  Buona settimana!

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domenica, giugno 11, 2006
Sanpietroburgo

Ormai sono circa tre settimana che ci siamo trasferiti in centro e posso gia' fare qualche confronto e bilancio tra le due diverse sistemazioni e, come ovviamente in tutte le situazioni, ci sono dei pro e dei contro.
Innanzitutto vorrei chiarire che, nonostante le apparenze, io sono abbastanza abitudinario e mi affeziono molto ai luoghi, alle abitudini, alle viste della finestra e quindi lasciare il vecchio appartamento, dove non solo ho vissuto per due anni, anzi dove abbiamo vissuto io e Katya - la mia prima esperienza di convivenza cosi' intima - e' stato abbastanza difficile, ovvero gia' soffro di nostalgia.

Fortunatamente, o forse no?, e questo vale anche la nostalgia per l'Italia o per quei luoghi dove ho vissuto precedentemente, con il passare degli anni sto diventando, soprattutto per quanto riguarda l'ambiente circostante ( forse come atteggiamento mentale no, chi lo sa/) veramente adattabile e quindi riesco ad ambientarmi presto nel nuovo luogo dove mi trovo a vivere.

Inoltre la solita quantita' mostruosa di faccende concrete da sbrigare ha lasciato, e lascia, ben poco spazio a sentimentalismi o lacrimuccie di nostalgia... E cosi', sono bastati venti giorni, e il dormire tranquilli fino a tardi, svegliati dal gracchiare persino gradito dei corvi di fronte alla finestra, lo sguardo sulle chiome degli alberi ormai inverdite, il gatto della vicina che si fa aprire la porta per tornare a casa, la passeggiata fra i giardini per a lezione di russo sono ormai diventate un ricordo, non dico sfumato, ma guardando le foto scattate nel vecchio quartiere si ha gia' l'impressione di non averci trascorso neppure una settimana, altro che due anni.

E cosi' siamo in centro - la foto che ho postato piu' sotto l'ho scattato proprio dal balcone della nostra camera da letto - e ci dobbiamo confrontare con la realta': il tram che sferraglia rumorosissimamente a qualsiasi ora del giorno e spesso anche della notte ( e mi sono sempre chiesto dove vanno, i tram alle tre/quattro del mattino, quando il trasporto passeggeri e' ben lontano dall'essere finito o dal ricominciare di nuovo), le macchine che sfrecciano come guidate da piloti di rally, la polvere che insozza in maniera iincontrastabile e costante ogni finestra. Insomma siamo in centro: la vita ferve, la gente si muove, la citta' si agita.

E' questo il rovescio della medaglia. Ma c'e' anche il diritto, di questa medaglia.
Basta con le corse e le attese degli scassatissimi autobus e trolleybus per precipitarsi al lavoro o rientrare a casa stremati verso la mezzanotte. Il mercato, anzi i mercati, sono vicini e ci si va a piedi in 5 minuti, i negozi di qualunque tipo sono a portata di mano, anzi di piede, la Nevskij e' a due passi e anche la principale stazione della citta' e' vicinissima.
Certo i parchi del centro non sono paragonabili alla foresta che avevamo vicino a casa, ma in venti minuti dalla porta di casa si arriva col metro' in una delle isole piu' pittoresche della citta', la Elagin Ostrov Елагин остров http://www.elaginpark.spb.ru ideale per le passeggiate in qualsiasi stagione dell'anno.

Insomma come si diceva Penso positivo, e approfitto del bel tempo che dovrebbe arrivare a partire dalla settimana prossima, cosi' avremo modo di goderci le notti bianche, passeggiare lungo i canali, fare qualche gita in barca, provare qualche nuovo ristorantino, portare in giro gli ospiti, andare ai teatri ed ai concerti, sbrigare i nostri affari senza il patema che  a mezzanotte la metropolitana si trasformi in una zucca come nelle favole...

Prima di salutarvi, cerco un pretesto per segnalare un ulteriore link e trovare un ulteriore lato positivo della vita in centro: proprio poco fa, sbirciando dalla finestra, ho visto i partecipanti di Massa Critica - Russia http://www.massa.org.ru dirigersi in bicicletta verso una manifestazione. Questa visione - e non una delle numerose ragazze che di solito passano sul marciapiede spesso poco vestite ;-0 - mi ha fatto passare immediatamente il malumore che mi angustiava da tutto il giorno. Se non sapete che cos'e' Massa Critica, questo movimento di cicloambientalisti vi segnalo il link in italiano di Critical Mass Italia http://www.criticalmass.it e, sulla falsa riga della nostalgia, quello di Massa Critica di Torino http://www.massacriticatorino.it e la definizione su Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Massa_critica_(di_biciclette)

Che dire, ho voluto la bicicletta cirillica? e allora pedalo!

 
postato da: rago alle ore 11:52 | Permalink | commenti (6)
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