mercoledì, luglio 19, 2006
Sanpietroburgo

Non ce la faro' mai a scriver un post come Dio comanda, pur mettendocela tutta e quindi debbo rimandare ancora il mio post risto-culinario (niente di speciale) e quindi mi salvo in corner ripubblicando la traduzione in italiano, pubblicata su Internazionale - www.internazionale.it, di un articolo uscito sull'Economist - http://economist.com/opinion/displayStory.cfm?Story_ID=E1_STGQRNR

Di mio posso aggiungere che lavoro come sempre come un disperato - chissa' perche' poi? - che rispetto alla settimana scorsa ci sono quasi 20 gradi di meno, ci aggiriamo sui 14-19 di giorno e che piove un po' troppo spesso, ma visto che sto sempre davanti a sto 'azz di video e che si dorme meglio, non dovrei lamentarmi troppo.

Prima dell'articolo, bellamente scopiazzato da qua http://www.internazionale.it/home/primopiano.php?id=13137, devo dire che sono scampato al G8, ma sono ovviamente molto deluso da questo ennesimo spreco di soldi, che sicuramente giovera' alla Russia di Putin, ma sicuramente non migliora la mia opinione delle forze armate, in questo caso russe, sempre pronte ad alzare le mani contro i manifestanti.

In questo caso, come pero' mi immaginavo, facendosi forti delle tradizioni e zariste e sovietiche, l'efficienza nell'isolare, arrestare, controllare, minimizzare, annullare le manifestazioni noglobal e' stata a dir poco teutonica, con interventi rapidissimi, nel giro di pochi secondi. In effetti, vedendo la quantita' e la qualita' delle divise in giro in questi giorni in citta', dei veri armadi ambulanti, i componenti delle forze speciale russe, era difficile immaginare un esito diverso.

Ma come promesso, per non lasciare a bocca asciutta voi lettori, sempre fedeli nel seguirmi anche quando non ho molto da dire - oggi mi attende al varco la seconda mano allo scaffale della toilette - ecco il pezzo L'ospite russo

"L'agenda ufficiale del G8, che si tiene a San Pietroburgo dal 15 al 17 luglio, è fitta di temi importanti: sicurezza energetica, istruzione, sanità.

Ma la vera questione per i leader delle sette democrazie più industrializzate del mondo riguarda la Russia, ospite della riunione: il problema è come fare a convivere e collaborare con un paese sempre più forte economicamente ma al tempo stesso sempre meno democratico.

Dalla prima elezione di Vladimir Putin alla presidenza della Russia, nel 2000, Mosca ha inanellato una serie di successi, primo fra tutti una crescita economica media del 6,5 per cento annuo. La qualità della vita per i cittadini è migliorata ed è emersa una classe media forte e determinante per la crescita della società russa. Al vertice di San Pietroburgo la Russia spera ora di superare gli ultimi ostacoli al suo ingresso nell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto).

I russi sono grati a Putin che li ha guidati oltre il caos dell'era Eltsin e ha ridato a Mosca un ruolo di peso nel panorama politico internazionale. Non a caso tra i capi di stato e di governo del G8 Putin è l'unico a godere di un tasso di popolarità che sfiora il 70 per cento. Ma la conquista di questo nuovo benessere è stata accompagnata dalla costante erosione delle libertà democratiche.

L'occidente ha chiuso un occhio sugli abusi delle guerre cecene e sulla censura di stato agli organi di informazione. È impossibile però continuare a ignorare che Mosca si muove nella direzione del monopolio politico ed economico su ogni attività nel paese, un atteggiamento che riflette bene il passato del presidente Putin ex alto funzionario del Kgb.

Cosa possono fare i leader mondiali per contenere la deriva di Mosca? Non molto in effetti, se non sottolineare a voce alta gli abusi del presidente contro i media, l'atteggiamento aggressivo sulle questioni energetiche, l'uso del pugno di ferro contro l'opposizione politica e le organizzazioni non governative che si occupano di diritti umani e civili nel paese.

Un primo passo è sicuramente quello di concentrarsi sulle prossime elezioni presidenziali russe che si svolgeranno nel marzo del 2008: il tentativo di Putin di modificare la costituzione per ricandidarsi va bloccato in nome di elezioni libere e democratiche.

Ci sono poi cose che sicuramente l'occidente non deve fare. L'adesione della Russia a pieno titolo nel club delle democrazie più ricche del mondo può suonare imbarazzante, ma respingere la candidatura di Mosca non farebbe altro che sottrarre il paese alle pressioni internazionali. Ancora, favorire l'adesione alla Nato di ex paesi satellite di Mosca come l'Ucraina e la Georgia non sembra una strategia politica particolarmente prudente.

Infine, la diffidenza nei confronti della Russia deve essere motivata dalle continue violazioni delle libertà civili nel paese e non dal timore di una crescita economica scomoda e imbarazzante per le altre economie occidentali. Sessanta anni fa il diplomatico statunitense George Kennan formulò per l'Unione sovietica di Stalin la cosiddetta teoria del contenimento; oggi l'atteggiamento più opportuno nei confronti della Russia è quello di una collaborazione prudente.--Liliana Cardile

La fonte di questo articolo: The West meets Vladimir Putin The Economist, 13 lug 2006"


Se siete interessati a queste tematiche  culto-geo-socio-economo-politiche, allora date un'occhiate anche a Russia Profile www.russiaprofile.org, rivista in inglese, disponibile anche in una versione online, per ora gratuita. Ed ora godetevi la foto d'ordinanza: si tratta del nostro, mio e di Katya, palazzo preferito, che si trova nella nostra via.

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venerdì, luglio 14, 2006
Sanpietroburgo

I cieli e le terre della Russia
e' il titolo di una mostra che sta tenendo in questi giorni a Milano, ma di questo scrivero' fra poche righe. Per quello che mi riguarda invece questo fine settimana, il primo di tutto questo duemilasei senza impegni lavorativi o quasi!, cerchero' di passarlo sdraiato per terra guardando il cielo, sfruttando contemporaneamente la quasi vacanza e fuggendo da Sanpietroburgo, il cui cielo sara' percorso dalle rotte degli aerei che porteranno i potenti della terra, o presunti tali, qui per il G8, evento dal quale preferirei stare alla larga il piu' a lungo possibile!

Ma torniamo a I cieli e le terre della Russia. La mostra, aperta fino alla fine di settembre tutti i giorni escluso il lunedi' si tiene presso
la Dimora Storica Villa San Carlo Borromeo - http://www.villasancarloborromeo.com - che si trova a Senago, nella cintura di Milano, e  fa capo ad una certa fondazione "Armando Verdiglione", il cui nome mi ricorda qualcosa, legato a qualche scandalo. Chissa' se voi ve lo ricordate meglio di me?

Beh, ri-ritorniamo alla mostra, dove verranno esposte opere di numerosi artisti russi:   Michail Anikushin, Konstantin Antipov, Nikolaj Christoljubov, Elena Gurwič, Josif Gurwič, Aleksej Lazykin, Andrej Lyssenko, Andrej Lyssenko junior, Ljuba Lyssenko, Valentin Tereshenko, Grigorij Zejtlin. Sono sincero, non me ne ricordo nessuno ma il comunicato stampa che la presenta mi fa pensare che sia degna di una visita:

"La mostra presenta oltre duecento opere, mai esposte, provenienti dalla collezione dei “Tesori della Russia”, la più importante raccolta privata di opere d’arte russe esistente fuori dalla Russia. Il legame che unisce la cultura russa e il paesaggio ha origini antiche. Lo ritroviamo nelle parole degli scrittori e dei poeti che hanno narrato la straordinaria ricchezza artistica dei cieli e delle terre della Russia.

Anche i pittori hanno trovato nel ritratto del paesaggio, dei cieli e delle terre, quella libertà di parola e di scrittura che, spesso, è stata negata ai russi. Oggi, il Museo della Villa San Carlo Borromeo propone i percorsi di undici artisti russi che, mettendo in rilievo le proprietà eterne del paesaggio russo (l’infinito, la varietà, la ricchezza), disegnano il nostro avvenire e compiono la valorizzazione della memoria della Russia nell’Europa."
testo tratto da www.hotelvillasancarloborromeo.com/ban-home/proposte/mostra-russia.pdf

Ma se volete farvene un'idea potete visitare virtualmente
Il museo telematico di Villa San Carlo Borromeo - all'indirizzo www.villaborromeo.com/html/museo_telematico/museovillasancarloborromeo.htm
dove sono visibili le opere dell'esposizione. Ad essere sincero l'idea mi sembra buona, perche' non si tratta del solito uso fine a se stesso di applicazioni informatica ma della possibilita' di sfruttare internet in maniera intelligente.

Dal catalogo degli autori esposti in maniera permanente, in fondo alla pagina descrittiva del museo www.villaborromeo.com/html/museo/museo.htm, cosi' come dall'archivio delle mostre www.villaborromeo.com/html/ospiti/mostre.htm si capisce che la Russia e' uno dei temi prediletti dai curatori di questo museo, quindi forse conviene tenerne d'occhio il programma delle attivita' culturali.

Buona visione, anche della fotografia del mio cielo russo, pur se poco romanticamente visibile attraverso la torre della televisione, la costruzione piu' alta della citta' dalla quale, fino alla chiusura al pubblico, si poteva ammirare il panorama piu' bello della citta', che io non ho pero' mai visto da quassu'.



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martedì, luglio 11, 2006
Sanpietroburgo

Come al solito, cerco sempre di inventarmi bivalenti o, come in questo caso, addirittura trivalenti.

Cominciamo dal primo riferimento a cui alludevo, ovvero il galletto. In questo caso, come si capisce facilmente, si tratta dei cugini d'oltralpe sconfitte nella finale della Coppa del mondo! Ura', ura', ura' alla russa.

A parte la partita, vista in compagnia di parecchi italiani e qualche russa - chissa' come mai??? - in un bar di un costoso albergo della zona ( bar piuttosto economico per me visto che delle tre birre che mi sono bevuto due me le ha offerte il barista), che e' stata mal giocata dagli italiani dopo gli assalti furiosi del primo e infangata dalla capocciata di Zidane che, pur giocatore di talento ma impulsivo, poteva risparmiarsi(ci) un'uscita di scena indegna come questa, a parte questo mi e' piaciuto il fatto che il calcio italiano, e con esso l'Italia, abbia saputo ridare un po' di dignita' alla nostra reputazione.
Se volete leggere qualcosa di bello sui mondiali vi consiglio questo di Boinz, sul suo Equivocabolario http://equivocabolario.splinder.com/post/8608784 - nei cui racconti spesso mi identifico.

Certo che se, travolti dall'euforia della vittoria, lo scandalo calcio finira' a tarallucci e vino, tutto questo sara' servito a poco e i commenti, come quelli che le mie studentesse mattutine, che hanno a che fare con fornitori italiani, non potranno che essere questi: italiani pigri, lenti, disorganizzati, non professionali.
Mi stupisco nel leggere invece articoli come questi, ovvero l'intervista al console di Sanpietroburgo (tra poco ex) dove sento parlare ancora di Italia come di grossa potenza industriale! Dacche' io mi ricordi, io nella mia zona ho solo visto chiudere fabbriche (Olivetti, Lancia) e sentito parlare di tagli occupazionali, cassintegrazione, e poi co.co.co, interinali. Comunque l'articolo si chiama Italian Consul Heads for Pastures New - http://www.sptimes.ru/index.php?action_id=2&story_id=18180.

Ma i miei studenti, addirittura uno di un corso che e' finito mesi fa, sono prodighi di complimenti per la vittoria del Mondiale: tifo sfrenato, telefonate, messaggini, commenti a lezione e via dicendo. E ieri ho notato che nella scuola dove insegno i corsi di italiano battono il tedesco 5-4, mentre il francese non esiste. Una piccola soddisfazione, ma non sono cosi' illuso da pensare che il governo italiano fara' qualcosa per sfruttare la popolarita' di questa lingua.

Ma io ne ho approfittato, involontariamente di questa vittoria, stamattina quando la milizia, ovvero un poliziotto locale, mi ha fermato per controllarmi i documenti. Non appena glieli ho mostrati, ha letto Italia e, senza nemmeno aprire il passaporto, mi ha detto "Italianez? pasdravliau!" (Italiano? Complimenti) e mi ha lasciato andare senza verificare nulla!!! E qui ritorniamo al galletto, ovvero al pollo che poi sarei io.
Infatti, forse perche' ero in ritardo per un appuntamento con una persona che stava partendo per l'aeroporto, ero un po' di fretta, ma fra me e me pensavo che mi avrebbero sicuramente fermato.

Siamo infatti in epoca G8 - bleah! - e i controlli sono piu' frequenti, inoltre ero alla stazione ferroviaria principale della citta', inoltre sandali, capelli lunghi, pantaloni rossicci (l'uomo russo al massimo grigio/neri/jeans, d'estate bianchi ma piu' che altro i banditi...) e barba di tre giorni mi facevano passare quasi sicuramente per un noglobal o giu' di li'. Ed in effetti sono stato fermato, ma ora, dopo essermi fatto la doccia ed accuratamente rasato, mi sono accorto che indossavo una maglietta di Amnesty International - www.amnesty.it - con un'enorme scritta in italiano.

Infine il terzo riferimento al galletto allo spiedo era piu' letterale, nel senso intendevo gli spiedini di pollo, alla russa Shashlik, anche se si tratta in realta' di una tradizione e di una parola caucasica, con i quali ci stiamo sfamando in questi giorni, soprattutto all'isoletta di Elagin di cui ho parlato nei post delle settimane scorse.
Infatti, dovendo rimanere in citta' per il lavoro, nel fine settimana e se possibile anche la sera, io e Katya cerchiamo ogni occasione per andare in quest'oasi di fresco, anche se le temperature di questi giorni sono piuttosto elevate, per cercare un po' di refrigerio mangiando all'aperto in quello che ormai e' diventato uno dei nostri caffe' preferiti. In Russia il caffe' non e' la stessa che in Italia, si tratta anzi di locali piu' simili a ristoranti, economici ma di solito con buona cucina, aperti dalle 11 alle 23, dove durante l'orario di apertura e' sempre possibile mangiare (e bere) tutto quello presente nel menu', che molto spesso viene cucinato sull'istante. Insomma qualita' da ristorante per prezzo da bar. Rispetto all'Italia, o almeno a Torino, un paradiso dove non ci sono orari di chiusura, giorni di riposo, senza microonde che riscaldano il piatto di pasta e prezzi assurdi. Insomma, mangiare fuori e' una pacchia e in questo periodo, un po' per il caldo in casa, un po' per la prigrizia e la mancanza di tempo di cucinare, un po' per svagarci, ne stiamo approfittando.

Ed e' cosi' che, passata una settimana dall'apertura, siamo diventati gia' degli habituee' di uno di questi caffe'-ristoranti che ha aperto a due passi da casa nostra.
Si tratta di Ёксель-моксель - http://www.ekselmoksel.spb.ru - e le due prove che abbiamo fatto, a parte una cameriera alle primissime armi che passava dalla scortesia cafona ad una premurosita' asfissiante, l'hanno gia' fatto diventare il nostro locale preferito, anche perche' dotato di un'aria condizionata discreta, ovvero leggermente condizionata e non gelida.
Cosa voglia dire Ёксель-моксель non l'ho scoperto neppure con Lingvo, dizionario di russo online che consiglio a tutti di provare http://www.lingvo.ru,ma in compenso l'ho googlato (si puo' italianizzare il nuovo verbo inglese to google? - http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1552448) e ho trovato un sacco di riferimenti senza cavarne un ragno dal buco. In compenso pero' ho trovato su Wikipedia Russia una bella filastrocca per bambini

Детская считалочка

Ёксель-моксель, балалайка,
Под столом сидит хозяйка.
У хозяйки длинный нос,
А зовут её Барбос.

la cui approssimativa traduzione e' :

Ioksel - Moksel, balalaika,
Sotto il tavolo siede il padrone
Il padrone ha un lungo naso
E si chiama Barbos

Per oggi e' tutto. La foto e' quella di un albero che ci faceva ombra durante la nostra gita domenicale.

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sabato, luglio 08, 2006
Sanpietroburgo

Eh, si' l'atmosfera qui e' proprio incadescente per vari motivi.
Il primo e' banalmente meteorologico, ovvero da un paio di giorni siamo sopra i trenta gradi e pare che  supereranno i 35 nei prossimi giorni. In una metropoli come questa, pure al nord e abbastanza ventilata, una temperatura del genere e' abbastanza difficile da sopportare soprattutto per chi, come i russi, e' abituato ad un clima decisamente piu' freddo.
Non che il caldo sia una sorpresa cosi' eccezionale a Sanpietroburgo, di solito luglio e' un mese estivo nel vero senso della parola, ma questo non rende le cose piu' facili soprattutto per chi, dovendo lavorare il sabato e/o la domenica, deve rimanere in citta' anche durante il fine settimana senza potersi rifugiare nella dacie, immerse in un verde che mitiga queste temperature roventi.

E tra i fortunati che lavorano nel finesettimana, pur trattandosi di poche ore, ci sono pure io: ho fatto i conti negli 4 mesi ho avuto un solo giorno di riposo, ovvero senza lezioni di italiano o questioni legate al turismo. Ed e' questo il secondo motivo per cui il clima e' per me particolarmente rovente. Oltre ad esser nel pieno della stagione turistica, come tutti gli anni d'estate arrivano nuovi studenti, per l'appunto ieri, e ci sono i corsi intensivi di italiano.

E cosi' nella solita scuola, dove si formato le ossa per insegnare l'italiano ai russi, da lunedi' scorso ho due nuovi gruppi di studentesse (tutte donne, come al solito) e non solo. Oltre a me alla sera ci sono altri tre insegnanti, di cui un italiano rintracciato da me per suddivere in due classi un super gruppo di 18 persone. Incredibile come sia di moda l'italiano, rispetto all'anno scorso i gruppi mi sembrano piu' numerosi. E all'amore per la lingua, si affianca quello per l'Italia ed i questi giorni quello per il calcio dell'italiano. Anche nelle mie lezioni private quasi tutti tifano Italia e tutti si sono congratulati con me sia per la vittoria sull'Ucraina, che in questo periodo recita il ruolo del parente diseredato, e con la vittoria sulla Germania, un rapporto di amore-odio nei confronti dei tedeschi e' abbastanza diffuso, soprattutto per chi  perso  dei parenti o  ha vissuto in prima persona la Seconda Guerra  Mondiale.

Appunto il calcio, di  persino Katya e'  diventata tifosa, non solo per il bel gioco ma anche grazie al bel Buffon, e' un'ulteriore fattore di riscaldamento. Martedi' ci siamo visti la partita in un bar di un albergo, i cui ospiti italiani si sono fatti sonoramente sentire, e col batticuore fino al gol di Del Piero abbiamo sperato nella vittoria. Per domani, oltre a gridare Forza Azzurri - nell'attesa che anche l'alternativa con la parola Italia riacquisisca al piu' presto una sua dignita' sportiva - abbiamo organizzato un incontro con una delle comunita' italiane presenti a Sanpietroburgo. Caso mai foste interessati ad unirvi a noi, ecco l'indirizzo per farlo: http://www.italiansonline.net/sezioni_eventi.php?sezione=33#2843

Infine anche la foto seguente ha a che fare con il caldo infernale, anzi con fuoco e fiamme, poiche' si tratta di un'autopompa che spegne il solito incendio scoppiato nei bidoni dell'immondizia. In questo caso piu' che delle temperatura, le cause vanno ricercate fra l'incuria dei russi, che buttano qualunque cosa nell'immondizia, non solo carta o legna ma anche vernici o altre materie chimiche facilmente infiammibili - il riciclo qui non esiste ancora per nulla - e l'incoscienza di qualcuno che in questi bidoni ci butta anche le cicche accese!

postato da: rago alle ore 17:00 | Permalink | commenti (3)
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