Sanpietroburgo
Non ce la faro' mai a scriver un post come Dio comanda, pur mettendocela tutta e quindi debbo rimandare ancora il mio post risto-culinario (niente di speciale) e quindi mi salvo in corner ripubblicando la traduzione in italiano, pubblicata su Internazionale - www.internazionale.it, di un articolo uscito sull'Economist - http://economist.com/opinion/displayStory.cfm?Story_ID=E1_STGQRNR
Di mio posso aggiungere che lavoro come sempre come un disperato - chissa' perche' poi? - che rispetto alla settimana scorsa ci sono quasi 20 gradi di meno, ci aggiriamo sui 14-19 di giorno e che piove un po' troppo spesso, ma visto che sto sempre davanti a sto 'azz di video e che si dorme meglio, non dovrei lamentarmi troppo.
Prima dell'articolo, bellamente scopiazzato da qua http://www.internazionale.it/home/primopiano.php?id=13137, devo dire che sono scampato al G8, ma sono ovviamente molto deluso da questo ennesimo spreco di soldi, che sicuramente giovera' alla Russia di Putin, ma sicuramente non migliora la mia opinione delle forze armate, in questo caso russe, sempre pronte ad alzare le mani contro i manifestanti.
In questo caso, come pero' mi immaginavo, facendosi forti delle tradizioni e zariste e sovietiche, l'efficienza nell'isolare, arrestare, controllare, minimizzare, annullare le manifestazioni noglobal e' stata a dir poco teutonica, con interventi rapidissimi, nel giro di pochi secondi. In effetti, vedendo la quantita' e la qualita' delle divise in giro in questi giorni in citta', dei veri armadi ambulanti, i componenti delle forze speciale russe, era difficile immaginare un esito diverso.
Ma come promesso, per non lasciare a bocca asciutta voi lettori, sempre fedeli nel seguirmi anche quando non ho molto da dire - oggi mi attende al varco la seconda mano allo scaffale della toilette - ecco il pezzo L'ospite russo
"L'agenda ufficiale del G8, che si tiene a San Pietroburgo dal 15 al 17 luglio, è fitta di temi importanti: sicurezza energetica, istruzione, sanità.
Ma la vera questione per i leader delle sette democrazie più industrializzate del mondo riguarda la Russia, ospite della riunione: il problema è come fare a convivere e collaborare con un paese sempre più forte economicamente ma al tempo stesso sempre meno democratico.
Dalla prima elezione di Vladimir Putin alla presidenza della Russia, nel 2000, Mosca ha inanellato una serie di successi, primo fra tutti una crescita economica media del 6,5 per cento annuo. La qualità della vita per i cittadini è migliorata ed è emersa una classe media forte e determinante per la crescita della società russa. Al vertice di San Pietroburgo la Russia spera ora di superare gli ultimi ostacoli al suo ingresso nell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto).
I russi sono grati a Putin che li ha guidati oltre il caos dell'era Eltsin e ha ridato a Mosca un ruolo di peso nel panorama politico internazionale. Non a caso tra i capi di stato e di governo del G8 Putin è l'unico a godere di un tasso di popolarità che sfiora il 70 per cento. Ma la conquista di questo nuovo benessere è stata accompagnata dalla costante erosione delle libertà democratiche.
L'occidente ha chiuso un occhio sugli abusi delle guerre cecene e sulla censura di stato agli organi di informazione. È impossibile però continuare a ignorare che Mosca si muove nella direzione del monopolio politico ed economico su ogni attività nel paese, un atteggiamento che riflette bene il passato del presidente Putin ex alto funzionario del Kgb.
Cosa possono fare i leader mondiali per contenere la deriva di Mosca? Non molto in effetti, se non sottolineare a voce alta gli abusi del presidente contro i media, l'atteggiamento aggressivo sulle questioni energetiche, l'uso del pugno di ferro contro l'opposizione politica e le organizzazioni non governative che si occupano di diritti umani e civili nel paese.
Un primo passo è sicuramente quello di concentrarsi sulle prossime elezioni presidenziali russe che si svolgeranno nel marzo del 2008: il tentativo di Putin di modificare la costituzione per ricandidarsi va bloccato in nome di elezioni libere e democratiche.
Ci sono poi cose che sicuramente l'occidente non deve fare. L'adesione della Russia a pieno titolo nel club delle democrazie più ricche del mondo può suonare imbarazzante, ma respingere la candidatura di Mosca non farebbe altro che sottrarre il paese alle pressioni internazionali. Ancora, favorire l'adesione alla Nato di ex paesi satellite di Mosca come l'Ucraina e la Georgia non sembra una strategia politica particolarmente prudente.
Infine, la diffidenza nei confronti della Russia deve essere motivata dalle continue violazioni delle libertà civili nel paese e non dal timore di una crescita economica scomoda e imbarazzante per le altre economie occidentali. Sessanta anni fa il diplomatico statunitense George Kennan formulò per l'Unione sovietica di Stalin la cosiddetta teoria del contenimento; oggi l'atteggiamento più opportuno nei confronti della Russia è quello di una collaborazione prudente.--Liliana Cardile
La fonte di questo articolo:
The West meets Vladimir Putin The Economist, 13 lug 2006"
Se siete interessati a queste tematiche culto-geo-socio-economo-politiche, allora date un'occhiate anche a Russia Profile www.russiaprofile.org, rivista in inglese, disponibile anche in una versione online, per ora gratuita. Ed ora godetevi la foto d'ordinanza: si tratta del nostro, mio e di Katya, palazzo preferito, che si trova nella nostra via.
Non ce la faro' mai a scriver un post come Dio comanda, pur mettendocela tutta e quindi debbo rimandare ancora il mio post risto-culinario (niente di speciale) e quindi mi salvo in corner ripubblicando la traduzione in italiano, pubblicata su Internazionale - www.internazionale.it, di un articolo uscito sull'Economist - http://economist.com/opinion/displayStory.cfm?Story_ID=E1_STGQRNR
Di mio posso aggiungere che lavoro come sempre come un disperato - chissa' perche' poi? - che rispetto alla settimana scorsa ci sono quasi 20 gradi di meno, ci aggiriamo sui 14-19 di giorno e che piove un po' troppo spesso, ma visto che sto sempre davanti a sto 'azz di video e che si dorme meglio, non dovrei lamentarmi troppo.
Prima dell'articolo, bellamente scopiazzato da qua http://www.internazionale.it/home/primopiano.php?id=13137, devo dire che sono scampato al G8, ma sono ovviamente molto deluso da questo ennesimo spreco di soldi, che sicuramente giovera' alla Russia di Putin, ma sicuramente non migliora la mia opinione delle forze armate, in questo caso russe, sempre pronte ad alzare le mani contro i manifestanti.
In questo caso, come pero' mi immaginavo, facendosi forti delle tradizioni e zariste e sovietiche, l'efficienza nell'isolare, arrestare, controllare, minimizzare, annullare le manifestazioni noglobal e' stata a dir poco teutonica, con interventi rapidissimi, nel giro di pochi secondi. In effetti, vedendo la quantita' e la qualita' delle divise in giro in questi giorni in citta', dei veri armadi ambulanti, i componenti delle forze speciale russe, era difficile immaginare un esito diverso.
Ma come promesso, per non lasciare a bocca asciutta voi lettori, sempre fedeli nel seguirmi anche quando non ho molto da dire - oggi mi attende al varco la seconda mano allo scaffale della toilette - ecco il pezzo L'ospite russo
"L'agenda ufficiale del G8, che si tiene a San Pietroburgo dal 15 al 17 luglio, è fitta di temi importanti: sicurezza energetica, istruzione, sanità.
Ma la vera questione per i leader delle sette democrazie più industrializzate del mondo riguarda la Russia, ospite della riunione: il problema è come fare a convivere e collaborare con un paese sempre più forte economicamente ma al tempo stesso sempre meno democratico.
Dalla prima elezione di Vladimir Putin alla presidenza della Russia, nel 2000, Mosca ha inanellato una serie di successi, primo fra tutti una crescita economica media del 6,5 per cento annuo. La qualità della vita per i cittadini è migliorata ed è emersa una classe media forte e determinante per la crescita della società russa. Al vertice di San Pietroburgo la Russia spera ora di superare gli ultimi ostacoli al suo ingresso nell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto).
I russi sono grati a Putin che li ha guidati oltre il caos dell'era Eltsin e ha ridato a Mosca un ruolo di peso nel panorama politico internazionale. Non a caso tra i capi di stato e di governo del G8 Putin è l'unico a godere di un tasso di popolarità che sfiora il 70 per cento. Ma la conquista di questo nuovo benessere è stata accompagnata dalla costante erosione delle libertà democratiche.
L'occidente ha chiuso un occhio sugli abusi delle guerre cecene e sulla censura di stato agli organi di informazione. È impossibile però continuare a ignorare che Mosca si muove nella direzione del monopolio politico ed economico su ogni attività nel paese, un atteggiamento che riflette bene il passato del presidente Putin ex alto funzionario del Kgb.
Cosa possono fare i leader mondiali per contenere la deriva di Mosca? Non molto in effetti, se non sottolineare a voce alta gli abusi del presidente contro i media, l'atteggiamento aggressivo sulle questioni energetiche, l'uso del pugno di ferro contro l'opposizione politica e le organizzazioni non governative che si occupano di diritti umani e civili nel paese.
Un primo passo è sicuramente quello di concentrarsi sulle prossime elezioni presidenziali russe che si svolgeranno nel marzo del 2008: il tentativo di Putin di modificare la costituzione per ricandidarsi va bloccato in nome di elezioni libere e democratiche.
Ci sono poi cose che sicuramente l'occidente non deve fare. L'adesione della Russia a pieno titolo nel club delle democrazie più ricche del mondo può suonare imbarazzante, ma respingere la candidatura di Mosca non farebbe altro che sottrarre il paese alle pressioni internazionali. Ancora, favorire l'adesione alla Nato di ex paesi satellite di Mosca come l'Ucraina e la Georgia non sembra una strategia politica particolarmente prudente.
Infine, la diffidenza nei confronti della Russia deve essere motivata dalle continue violazioni delle libertà civili nel paese e non dal timore di una crescita economica scomoda e imbarazzante per le altre economie occidentali. Sessanta anni fa il diplomatico statunitense George Kennan formulò per l'Unione sovietica di Stalin la cosiddetta teoria del contenimento; oggi l'atteggiamento più opportuno nei confronti della Russia è quello di una collaborazione prudente.--Liliana Cardile
La fonte di questo articolo:
The West meets Vladimir Putin The Economist, 13 lug 2006"Se siete interessati a queste tematiche culto-geo-socio-economo-politiche, allora date un'occhiate anche a Russia Profile www.russiaprofile.org, rivista in inglese, disponibile anche in una versione online, per ora gratuita. Ed ora godetevi la foto d'ordinanza: si tratta del nostro, mio e di Katya, palazzo preferito, che si trova nella nostra via.







