giovedì, ottobre 26, 2006
Sanpietroburgo

La misura giusta e' quella delle nuove scarpe autunnali che vorrei comprare. Ma 41 o 42?. Dovrebbere essere impermeabili, calde ma non troppo, diciamo fino ai -10, e soprattutto dovrebbere essere del mio numero, che non capisco piu' quale sia, perche' altrimenti mi distruggono tutti i calzini come hanno fatto quelle dell'anno scorso. Che cosa fastidiosa, quasi come la stomatite che ancora non  vuole lasciarsi curare e scomparire dalla mia bocca!

Una regolata, ma non e' una sorpresa, dovrebbe darsela anche il clima qui in citta', da ieri mattina a oggi, sempre verso le nove, calo di 10 gradi, passando da 15 a 5 gradi, anzi la minima notturna e' stata di -1, causa il solito vento settentrionale. Certo non invidio chi vive dalle parti di Murmansk!

La quadra delle mia attivita', la giusta proporzione, insomma ridefinire quali sono i miei interessi - dire lavorativi, di studio, personali o hobby per me sta perdendo un po' di significato, perche' i confini fra i vari settori sono sempre piu' labili - per capire cosa decidere di fare una volta che, dopo innumerovoli e titanici sforzi - mi sono alzato la mattina.

Ad esempio devo rinunciare ai nuovi studenti, onde evitare di lavorare come un pazzo, oppure accettarli tutti tenendo conto che c'e' un continuo ricambio, specialmente dopo le ferie ne scompare sempre qualcuno senza apparente ragione, spesso sono persone con cui sembrava che l'intesa professore - studente fosse ottimale, o migliore delle altre, e che quindi alla fine non lavoro mai tanto quanto sarebbe previsto dal piano delle lezioni, che modifico almeno 2 volte al giorno!

Rischiare di guadagnare meno, alla fine con la bassa stagione turistica i soldi si fanno con i corsi e le lezioni private. E che soldi! ;-))), ma cercare di dedicarmi agli altri progetti che mi interessano di piu', che mi sembrano altrettanto potenzialmente buoni ma che all'inizio non producono reddito, anzi richiedono solo energie e tempo? E tutto questo il resto con il rischio di mettersi a ciondolare, a perdere tempo, a navigare a ufa su internet - invece che farlo per la citta', si capisce il brutto tempo ma oggi c'e' un cielo azzurrissimo - e alla fine non concludere niente? boh

Per oggi e' tutto, vi segnalo solo che ho iniziato a rioccuparmi del mio sito, dategli un'occhiata, caso mai doveste passare da Sanpietroburgo. Si chiama, evidentemente, Ragoburgo http://www.ragoburgo.it
e ovviamente le cure che dovro' dedicargli, speriamo una volta per tutte seriamente e regolarmente, si  ripercuoteranno sulla  scrittura del blog, che in  questi giorni e' stato al centro dell'attenzione per una serie di congiunture astrali particolarlmente favorevoli, al blog stesso intendo! La foto, per rimanere in tema con l'autunno e con le continue notizie di nascituri, prossimi o imminenti, o neonati, ritrae bambini in passeggino e relativi accompagnatori nel parco della mia Accademia, forse la settimana scorsa.
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mercoledì, ottobre 25, 2006
Sanpietroburgo

Un posto da incubo? Probabilmente si', ma in questo caso e' solamente uno dei monumenti piu' famosi di Sanpietroburgo, di cui vi parlo oggi, sfruttando la teoria dei tre piccioni con una fava: correggo un testo tradotto da alcune mie allieve, pubblico il mio post quotidiano ed aggiungo una voce a Wikipedia, precisamente http://it.wikipedia.org/wiki/Castello_degli_ingegneri. Il testo rispetta l'originale russo, senza considerazioni di carattere estetico e letterario, ovvero migliorera' da se' sul web! La foto di questa specie di fortezza e' stata scattata durante la primavera del 2005, durante l'epoca del disgelo.

Bollettino meteo-medico-informatico: pioggia intensa, temperatura al di sopra della media, stomatite persistente, splinder sta facendo un casino con i formati dei caratteri e l'impaginazione.

"Il castello Michailovskij (il castello degli ingegneri) – il castello si trova nel centro di San-Pietroburo ed è uno dei monumenti piu’ originali dell’architettura russa del diciotto - diciannovesimo secolo.
Il progetto del castello fu elaborato da un grande architetto russo, V.Bajionov, per incarico dell’imperatore Paolo I, che voleva farne la sua residenza principale.

La prima pietra del castello fu posta  il 26 febbraio (il 9 marzo) del 1797, diresse i lavori l’architetto V.Brenna e la costruzione fu terminata il 15 marzo 1800. Il castello si trova alla sorgente della Moika, emissario del fiume Fontanka. Inizialmente il castello era circondato dall’acqua da tutti i lati: i canali, attualmente interrati, rendevono il territorio del castello un’isola artificiale, alla quale era possibile accedere solo attraverso 3 ponti levatoi.

La facciata principale è quella meridionale, decorata dal bassorilievo “La Storia riporta nelle proprie cronache la gloria della Russia”, eseguito dallo scultore P.Staggi. Davanti al castello fu eretto un monumento, opera dello scultore B.C.Rastrelli, dedicato all’imperatore Pietro I, sul cui piedistallo c’è l’iscrizione “Il pronipote al bisnonno”

L’impianto del castello non è tipico per una città settecentesca, infatti l’edificio è a pianta quadrata, con il cortile ottagonale e con la severa eleganza del proprio stile assomiglia piuttosto ad una fortezza medievale. Ma questo non deve sorprendere, poichè era stato progettato proprio come fortezza in quanto PaoloI, sospettando l’esistenza di una congiura contro di lui, cercò di proteggersi dai nemici.

Ma nè le mura del castello nè i fossati non salvarono l’imperatore dal proprio tragico destino.

Poco dopo il trasloco nella sua inespugnabile residenza, la notte fra il 11 e il 12 marzo 1801 lo zar Paolo I fu ucciso nella propria camera da letto.

Dopo la morte dell’imperatore la famiglia dello zar ritornò nel Palazzo d’Inverno e nel 1823 il castello venne occupato dall’Accademia Principale di Ingegneria, dalla quale l’edificio derivò  la seconda nominazione. In epoca sovietica nel castello Michailovskij avevano sede diversi enti, mentre attualmente il castello ospita una filiale del Museo Russo statale.



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martedì, ottobre 24, 2006
Sanpietroburgo

Che bell'ottobrata! Oggi il termometro segna piu' 15, il sole ha fatto capolino piu' volte, anche se effettivamente nei giorni scorsi ha piovuto spesso, ma fortunatamente non ininterrottamente.
Invece la mia temperatura non la misura, ma a stima direi che ho un 37.6, massimo 37.8. La stomatite non si da per vinta, ma - contrariamente alle mie abitudine tra il menefreghistico e l'autolesionistico - la sta combattendo con una potente batterie di medicinali: pastiglia per i risciacqui, crema da applicare, liquido da spruzzare, pastigliette da succhiare, vitamine per rinforzare l'autodifesa dell'organismo. A queste avrei rifiutato, aspettando l'arrivo delle prime arance - e chi vi aspettavate, e' semplice vitamina C, ma Katya e' cosi' premurosa nei miei confronti in questi giorni, che non ho saputo oppormi.
In fondo, fatto 30, facciamo 31.

E, lo sottolineo con una certa malcelata immodestia, nonostante le mie condizioni psico-fisiche non ottimali, non sono lavoro - e chiccella' la mutua? - ma anche mi sforzo di scrivere il mio blog, approfittando di qualche ora buca nell'attivita' dell'insegnamento. Ancora piu' incredibile, realizzo oggi quello che avevo promesso ieri, ovvero parlo dello spettacolo che ho visto a teatro, ovvero Vino dentro.

Innanzittutto e' piaciuto: a me, a Katya, ai vicini, insomma a tutti, anche se il teatro non era enorme, ci sono comunque 250 posti. Il teatro si trova in Uliza Rubeshenteina, dedicata al compositore Anton Rubenshtein, dove ci sono almeno due teatri, numerosi pub, caffe', ristorantini, insomma sarebbe la candidata per diventare una bella pedonale della citta' adatta allo struscio, alle passeggiate e via dicendo. Chissa' ?
Il teatro si chiama invece Академический Малый Драматический Театр - Театр Европы Piccolo Teatro Drammatico dell'Accademia - Teatro Europa, con il bel sito bilingue http://www.mdt-dodin.ru e credo che sia abbastanza noto in citta', ribadisco appunto la mia ignoranza in materia, per gli spettacoli meno scontati. Io in effetti, passando davanti a questo piccolo edificio giallo molte volte, avevo sbirciato spesse volte il cartellone ma ritenevo, e ritengo, ed in effetti e' cosi', ancora inadeguato il mio russo per assistere a della prosa in russo. Invece ieri sera, a parte un po' di italiani - chi di passaggio, chi stanziale qui in citta' -  presenti tra gli spettatori, il pubblico era costituito da moltissimi, ehm, moltissime russe, anche perche' molto spesso gli studenti di italiano - lo so, non e' la prima volta che lo dico - sono in maggioranza donne.

Lo spettacolo e' iniziato, giustamente, una degustazione di vini, sia perche' dopo il suo termine gli addetti ai lavori volevo scapparsene al piu' presto a casa, ma anche per permetterci di entrare piu' direttamente nello spettacolo, anzi nel vino. Ed e' cosi' che ci siamo seduti bendisposti ad assistere ad un monologo di un'ora. A dire la verita', leggendo il libro, avevo incontrato delle difficolta', dei momenti di calo dell'attenzione, in alcuni passaggi, in talune descrizione un po' difficili, dove il ricorso a termini specialistici, a parole ricercate mi avevano impedito di tratte un godimento completo della lettura, anche  se il finale mi aveva piemontesamente inorgliosito...  Leggetelo e capirete.

Comunque mi era piaciuta molto la storia, facciamoli 'sti nomi, scritta da Fabio Marcotto, una vecchia scheda dell'autore e del romanzo si trovano qui http://www.oppurelibri.it/marcotto.htm - ma non avrei voluto trovarmi nei panni della traduttrice che ha scritto i sottotitoli in russo, comprensibilmente molto ridotti. Cosi' come non avrei potuto indossare i panni di Antonio Caldonazzi, l'attore che recita il monologo http://www.argot.it/studio/scheda_studio_19.htm .

Come dicono da queste parti Bravo! Si, lo so che lo spettacolo va in scena da ormai tre anni, ma un monologo di ora sono sessanta minuti di un parlare continuo, e di che cosa per di piu'!
Temi difficili, descrizione scabrose, che avrebbe potuto offendere qualcuno o semplicemente risultare volgari o chissa' che cos'altro, invece e' filato tutto liscio come l'olio, anzi come il Barolo.
L'ora e' volata via piacevolmente e tutti sono rimasti contenti.

Altro non posso dire, ma per rimanere in tema Russia e alcool, un'abbinamento facile direi, ecco a voi, t
ratto da Internazionale - www.internazionale.it - dalla rubrica Cartoline, la notizia  Vodka e francobolli http://www.internazionale.it/cartoline/cartolina.php?id=13800&issue_id=251&oid=10

"Le autorità del Tatarstan, una repubblica della Federazione russa, hanno trovato un modo curioso per risolvere i problemi legati alla distribuzione della vodka nella regione. Di recente era emerso che sul mercato tataro della vodka c'erano molte aree "deserte": zone in cui uno dei prodotti russi più popolari non era distribuito adeguatamente.

Queste aree erano diventate il regno di piccoli produttori artigianali, che vendevano vodka di qualità scadente e pericolosa per la salute dei consumatori. Ma ora le zone "deserte" scompariranno grazie alla proposta ingegnosa di consentire la vendita di vodka negli uffici postali. Con la loro rete capillare, infatti, le poste saranno in grado di distribuire vodka di qualità anche nei villaggi più sperduti.

Gli ampi magazzini degli uffici postali permetteranno inoltre di conservare la bevanda in ottime condizioni. Da Kazan, la capitale del Tatarstan, le autorità centrali hanno già inviato una circolare alle amministrazioni comunali invitandole a sostenere le poste nell'organizzazione della nuova attività commerciale. Un compito che ha anche finalità strategiche, visto che secondo il ministero dell'economia il progetto rilancerà un settore produttivo vitale per l'economia locale."

La foto qui sotto non si riferisce, come la qualita' della stessa potrebbe far fraintedere, a due ubriaconi del Tatarstan, ma rispettavamente dell'autore del romanzo e dell'attore dello spettacolo Vino Dentro. Ho chiesto l'autorizzazione per pubblicare la foto, ma forse dopo averla vista me lo revocheranno! Speriamo...
 
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lunedì, ottobre 23, 2006
Sanpietroburgo

E si, è ricominciata anche questa settimana lavorativa. Me sono accorto piu' che altro perche' in casa si sono alzati tutti presto, me compreso, dopo un finesettimana durante il quale l'ora della prima colazione si era spostata velocemente dopo l'una e mezza! Insomma il letargo aveva contagiato anche Katya e i due ospiti che in questi giorni abbiamo a casa.

E quindi in una casa vuota, ho iniziato cercando di risolvere quello che in apparenza e' un problema insignificante, ovvero un lieve malessere. Alcuni giorni fa, mi sono scottato mangiando una patata. No, non era la classica patata bollente. E il dolore al palato perdurava, ma sabato ha iniziato a dolermi anche la lingua. Si, me l'ero morsa in un momento di distrazione.

Domenica la cosa si e' acuita, nel senso che sulla lingua e' comparsa una macchiolina. E cosi' Katya, complice lo specchietto per il trucco utilizzato per dare un'occhiata dentro alla bocca, ha diagnosticato Stomatite. Che seccatura, comunque ieri ho iniziato a combatterla, in vari modi piu' o meno ortodossi: pastiglie da succhiare, un bicchierino di vodka, cibo caldo - la sera prima convinto della bruciatura mi ero pappato due coppe di gelato per cena, ASSOLUTAMENTE controindicato, e via dicendo.

La sera, anche perche' mi sentivo gia' deboluccio dalla notte di sabato, con qualche brivido di freddo - e ci mancherebbe, avevano anche staccato il riscaldamento dal venerdi' sera ... - ho deciso di misurare la temperatura e noto che ho un po' di febbre, giusta qualche linea. Lo sapevo gia', ma volevo la conferma.
Stamattina, nonostante i vari tentativi, la situazione anziche' migliorare, peggiora.
Decido di andare dal medico. Ma quale? Per un italiano all'estero la cosa non e' cosi' semplice, almeno in Russia. Telefono all'assicurazione medica, dopo svariati tentativi - incluse carte telefoniche scadute, numeri validi che vengono considerati inesistenti - riesco a parlare con l'operatore.

Come si chiama? dove risiede? stara' all'estero a lungo? il numero della sua polizza - la seconda cosa che mi e' stata chiesta, giustamente. Insomma rispondo a tutte le domande di rito e alla fine, dopo consultazioni mediche via telefono, varie chiamate, tre persone che si occupano di me, aperture di pratiche e domande varie il risultato e' il seguente: il medico se lo trovi lei, si faccia fatturare tutto, quando torna in Italia ci spedisce tutto via raccomandata e poi, detratta la franchigia di 50 euro, le rimborseremo le spese. La prima reazione e' stata normale, ma pensandoci ora mi viene da mandarli a quel paese!

Si attiva la variante due, ovvero telefoniamo ad amica pediatra, il cui compagno di vita e' informatico - pensandoci mi sono detto, le due professioni indispensabili nella vita di tutti i giorni, manca solo il cognato idrauico - che ci consiglia altre due medicine. Usciamo, ovviamente so gia' che arrivero' in ritardo alla prima lezione della giornata, ma questo e' lo svantaggio di volere a domicilio le lezione di un insegnante ritardario, andiamo in farmacia e tentiamo di comprare i due medicinali.

Ovviamente abbiamo dimenticato il foglietto con i nomi, ritelefona all'amica che e' di turno all'ospedale, risponde, passiamo il telefono alla farmacista, perche' i nomi non li capisce nemmeno Katya che e' russa, ce solo una pomata. Vabbe', la prendiamo, l'altra la faremo comprare alla mamma d Katya.
Finalmente arrivo a lezione, vado in bagno per spalmare la pomata. Notevoli difficolta' per aprire il tubetto, il cui orifizio e' sigillato ma il cui tappo non e' dotato di quella piccola protuberanza che lo rientrare avvitandolo, ma di una linguetta piccolissima ed inutilizzabile, se non con grandi sforzi. Mi spalmo. Mi sento gia' meglio!

La lezione procede bene, me ne vengo qua, davanti al computer. La mamma di Katya mi prepara il bicchiere con la mistura da bere... E mio le ingollo tutto d'un fiato.
"Da bere? Chi ha detto che dovevi berlo? I gargarismi dovevi fare... Ma come e' possibile!" Se non fosse che ci diamo del Lei, anzi in russo del voi, mia "suocera"  mi avrebbe dato dell'imbecille e preso a schiaffi. Il bicchiere conteneva un liquido per i risciaqui, per disinfettare il cavo orale.
Panico? un pochino. Cerco su internet per trovare qualcosa relativo al nitrofurqualcosa, denominazione abbastanza inquietanti, visti anche i risultati della guglata. Alla fine mi arrendo, andiammo alla farmacia sottocasa e la commessa, Dio l'abbia in gloria imperitura, mi dice che no, non e' niente, basta bere un po' d'acqua. Ed eccomi qua seduto davanti al computer, con il mio tazzone, capacita' 50 cl, a bere acqua ad intervalli regolari.
Secondo me i batteri della mia presunta - in effetti finora mi sono state gia' fatte numerose diagnosi, ma tutte via telefono, non videotelefono sfortunatamente - stomatite si stanno tenendo la pancia dalle risate.

Il programma della giornata pero' proseguira con altre due lezioni di italiano e alla sera uno spettacolo teatro, un piccolo avvenimento. Infatti sara' la prima volta che andro' a vedere uno spettacolo in prosa dacche' sono a Sanpietroburgo, in Italia non mi ricordo di esserci mai stato, ma si tratta di un falso debutto, perche' lo spettacolo a cui assistero' sara' in italiano, coi sottitoli in russo. Si tratta di Vino dentro, monologo tratto dall'omonimo romanzo, all'interno del programma culturale, organizzato a Sanpietroburgo per la VI Settimana della lingua italiana nel mondo - http://www.iicsanpietroburgo.esteri.it/IIC_SanPietroburgo/webform/SchedaEvento.aspx?id=31
- un'iniziativa che ha lo scopo di promuovere la conoscenza della lingua e della cultura italiana nel mondo.
Quest'anno il tema e' legato al mangiare ed al bere, cosa che ancora ci riescono bene. Vi faro' sapere.

Nella foto, una via qualunque con uno dei numerosi cantieri della citta' in un giorno qualunque di ottobre, attorno all'ora di pranzo. Ovvero lunedi' 23 ottobre 2006.

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venerdì, ottobre 20, 2006
Sanpietroburgo

All'insegna dello piu' sfrenato ottimismo tento di postare per la seconda volta nella stessa settimana, cosa che non capita da moltissime settimane, un'eternita' per il web!
Saro' concisissimo, ma spero utile.

Sanpietroburgo, come piace a me, o San Pietroburgo o Pietroburgo ha sempre avuto, diciamo cosi', dei problemi di identita'. Infatti nella sua breve storia moderna, la fondazione della citta' attuale risale al 1703 anche se vari insediamenti prima e poi delle fortezze svedesi e finlandesi erano esisti in epoche precedenti, la citta' ha cambiato parecchie volte il nome. Ecco di seguito un breve riepilogo, banalmente ispirato dall'omonima voce di Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Sanpietroburgo ma non solo, ci mettero' anche del mio.

Lo Zar Pietro il Grande fondò la città il 27 maggio (16 maggio) 1703 dell'apostolo San Pietro. che tuttavia era anche il suo nome di battesimo. Il nome San Pietroburgo, in  russoСанкт-Петербург, Sankt Peterburg, anche se ora utilizza una parola tedesca Burg, che se non sbaglio vuol dire citta', in realta' era in origine era Sankt Piter burkh, in olandese dato che il suo fondatore aveva spiccate simpatie per gli olandesi. Che combinazione, anche New York, fondata non tanto prima, aveva un nome olandese anch'esso subito modificato.

Poi la citta' si e' chiamata, non molto a lungo, Pietrogrado (in russo Петроград Petrograd), esattamente dal 31 agosto (18 agosto, del Calendario Giuliano), 1914 fino al 26 gennaio 1924, con l'intenzione di rimuovere ogni allusione alla lingua tedesca, visto che era in corso la Prima Guerra Mondiale.
Poi, dopo la morte di Lenin, e' diventata Leningrado (in russo Ленинград Leningrad), rimanendola fino al 6 settembre 1991. In quella data, in seguito ad un referendum popolare, ha ripreso la sua denominazione originaria.
Certo moltissimi, nostalgici o per abitudine, non solo russi ma anche italiani, continuano a chiamarla Leningrado, altri piu' o meno affettuosamente o, come alcuni dicono, in maniera provinciale la chiamano Piter.

Ma non e' finita qui: la destinazione aerea e' rimasta alla sovietica LED, il suffisso per internet e' SPB, ovvero spessimo i siti hanno questa denominazione www.sito.spb.ru - come ad esempio quello ufficiale dell'amministrazione della citta' http://www.gov.spb.ru - e anche nei messaggi SMS o in altre abbreviazioni si usa questa sigla. Arrivando dalla Finlandia via terra le indicazioni segnaleranno Pietari.

E molti sono gli appellativi che le vengono assegnati: Venezia del Nord o del Baltico, Palmira del Nord, Capitale del Nord, Capitale culturale, ecc. Questa mania di trovare un appellativo che includa al parola Capitale e' probabilmente un tentativo di recuperare quello status ormai perso da parecchi decenni. I moscoviti, in eterna rivalsa con i sanpietroburghesi, certamente potrebbero dire che questo e' un ulteriore sintomo della provincialita' degli abitanti di questa citta'. Voi che ne pensate?

In ogni caso, il mio post l'ho scritto e la mia foto, questa volta la Cattedrale di Smolnij, opera del solito architetto italiano, in questo caso Rastrelli, fotografata durante una lunga passeggiata estiva.

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