Sanpietroburgo
Che bell'ottobrata! Oggi il termometro segna piu' 15, il sole ha fatto capolino piu' volte, anche se effettivamente nei giorni scorsi ha piovuto spesso, ma fortunatamente non ininterrottamente.
Invece la mia temperatura non la misura, ma a stima direi che ho un 37.6, massimo 37.8. La stomatite non si da per vinta, ma - contrariamente alle mie abitudine tra il menefreghistico e l'autolesionistico - la sta combattendo con una potente batterie di medicinali: pastiglia per i risciacqui, crema da applicare, liquido da spruzzare, pastigliette da succhiare, vitamine per rinforzare l'autodifesa dell'organismo. A queste avrei rifiutato, aspettando l'arrivo delle prime arance - e chi vi aspettavate, e' semplice vitamina C, ma Katya e' cosi' premurosa nei miei confronti in questi giorni, che non ho saputo oppormi.
In fondo, fatto 30, facciamo 31.
E, lo sottolineo con una certa malcelata immodestia, nonostante le mie condizioni psico-fisiche non ottimali, non sono lavoro - e chiccella' la mutua? - ma anche mi sforzo di scrivere il mio blog, approfittando di qualche ora buca nell'attivita' dell'insegnamento. Ancora piu' incredibile, realizzo oggi quello che avevo promesso ieri, ovvero parlo dello spettacolo che ho visto a teatro, ovvero
Vino dentro.
Innanzittutto e' piaciuto: a me, a Katya, ai vicini, insomma a tutti, anche se il teatro non era enorme, ci sono comunque 250 posti. Il teatro si trova in Uliza Rubeshenteina, dedicata al compositore
Anton Rubenshtein, dove ci sono almeno due teatri, numerosi pub, caffe', ristorantini, insomma sarebbe la candidata per diventare una bella pedonale della citta' adatta allo struscio, alle passeggiate e via dicendo. Chissa' ?
Il teatro si chiama invece
Академический Малый Драматический Театр - Театр Европы Piccolo Teatro Drammatico dell'Accademia - Teatro Europa, con il bel sito bilingue
http://www.mdt-dodin.ru e credo che sia abbastanza noto in citta', ribadisco appunto la mia ignoranza in materia, per gli spettacoli meno scontati. Io in effetti, passando davanti a questo piccolo edificio giallo molte volte, avevo sbirciato spesse volte il cartellone ma ritenevo, e ritengo, ed in effetti e' cosi', ancora inadeguato il mio russo per assistere a della prosa in russo. Invece ieri sera, a parte un po' di italiani - chi di passaggio, chi stanziale qui in citta' - presenti tra gli spettatori, il pubblico era costituito da moltissimi, ehm, moltissime russe, anche perche' molto spesso gli studenti di italiano - lo so, non e' la prima volta che lo dico - sono in maggioranza donne.
Lo spettacolo e' iniziato, giustamente, una degustazione di vini, sia perche' dopo il suo termine gli addetti ai lavori volevo scapparsene al piu' presto a casa, ma anche per permetterci di entrare piu' direttamente nello spettacolo, anzi nel vino. Ed e' cosi' che ci siamo seduti bendisposti ad assistere ad un monologo di un'ora. A dire la verita', leggendo il libro, avevo incontrato delle difficolta', dei momenti di calo dell'attenzione, in alcuni passaggi, in talune descrizione un po' difficili, dove il ricorso a termini specialistici, a parole ricercate mi avevano impedito di tratte un godimento completo della lettura, anche se il finale mi aveva piemontesamente inorgliosito... Leggetelo e capirete.
Comunque mi era piaciuta molto la storia, facciamoli 'sti nomi, scritta da
Fabio Marcotto, una vecchia scheda dell'autore e del romanzo si trovano qui
http://www.oppurelibri.it/marcotto.htm - ma non avrei voluto trovarmi nei panni della traduttrice che ha scritto i sottotitoli in russo, comprensibilmente molto ridotti. Cosi' come non avrei potuto indossare i panni di
Antonio Caldonazzi, l'attore che recita il monologo http://www.argot.it/studio/scheda_studio_19.htm .
Come dicono da queste parti Bravo! Si, lo so che lo spettacolo va in scena da ormai tre anni, ma un monologo di ora sono sessanta minuti di un parlare continuo, e di che cosa per di piu'!
Temi difficili, descrizione scabrose, che avrebbe potuto offendere qualcuno o semplicemente risultare volgari o chissa' che cos'altro, invece e' filato tutto liscio come l'olio, anzi come il Barolo.
L'ora e' volata via piacevolmente e tutti sono rimasti contenti.
Altro non posso dire, ma per rimanere in tema Russia e alcool, un'abbinamento facile direi, ecco a voi, tratto da
Internazionale - www.internazionale.it - dalla rubrica
Cartoline, la notizia
Vodka e francobolli http://www.internazionale.it/cartoline/cartolina.php?id=13800&issue_id=251&oid=10
"
Le autorità del Tatarstan, una repubblica della Federazione russa, hanno trovato un modo curioso per risolvere i problemi legati alla distribuzione della vodka nella regione. Di recente era emerso che sul mercato tataro della vodka c'erano molte aree "deserte": zone in cui uno dei prodotti russi più popolari non era distribuito adeguatamente.
Queste aree erano diventate il regno di piccoli produttori artigianali, che vendevano vodka di qualità scadente e pericolosa per la salute dei consumatori. Ma ora le zone "deserte" scompariranno grazie alla proposta ingegnosa di consentire la vendita di vodka negli uffici postali. Con la loro rete capillare, infatti, le poste saranno in grado di distribuire vodka di qualità anche nei villaggi più sperduti.
Gli ampi magazzini degli uffici postali permetteranno inoltre di conservare la bevanda in ottime condizioni. Da Kazan, la capitale del Tatarstan, le autorità centrali hanno già inviato una circolare alle amministrazioni comunali invitandole a sostenere le poste nell'organizzazione della nuova attività commerciale. Un compito che ha anche finalità strategiche, visto che secondo il ministero dell'economia il progetto rilancerà un settore produttivo vitale per l'economia locale."
La foto qui sotto non si riferisce, come la qualita' della stessa potrebbe far fraintedere, a due ubriaconi del Tatarstan, ma rispettavamente dell'autore del romanzo e dell'attore dello spettacolo
Vino Dentro. Ho chiesto l'autorizzazione per pubblicare la foto, ma forse dopo averla vista me lo revocheranno! Speriamo...