San Pietroburgo
Il tocco dell'artista non e' certo il mio, che scrivo il titolo del post il sabato mattina e il testo la domenica sera. O forse e' proprio cosi' che deve essere un artista, un po' imprevedibile, che inizia a fare qualcosa e poi improvvisamente si dedica ad altro. Allora in questi giorni il tempo e' l'artista per eccellenza, visto cosa succede da voi in Europa, con venti a 200 all'ora esclusa un'Italia primaverile. E San Pietroburgo ancora autunnale fino a ieri e oggi, FINALMENTE, si e' andati sotto zero, un
gia' discreto -6 con cielo azzurro e terso e finalmente il canale sotto casa gelato. Speriamo che continui cosi', anzi vorrei un po' di neve, se no gli sci mi si ammuffiscono, ed io con loro.
Sempre per parlare di Europa, anzi di Baltico, in questi giorni sta avvenendo lo smantellamento in Estonia di un momunento ai caduti russi morti durante la seconda Guerra Mondiale. Questo non e' certamente un tocco da artista, anzi e' proprio una mancanza di tatto totale. Io capisco che nelle Repubbliche (ex Sovietiche, da dove arriva il nome altrimenti) Baltiche il periodo vissuto durante l'epoca dell'URSS non sia stato fra i piu' facili della loro storia, ma il revisionismo storico che contraddistingue la politica di queste nazioni mi sembra un po' troppo revisionista.
Va bene intendere l'
Unione Sovietica come un invasore - che ha lasciato oltre che a morte e disperazione anche numerose infrastrutture, fabbriche e case e, in certe zona, una popolazione russa, di nascita e di lingua, che supera il 50% degli abitanti, con la quale forse varrebbe la pena di tentare d'accordo invece che emarginare - ma di qui a rimuovere dei monumenti dedicati a soldati che sono morti - ai quali l'onore forse non dovrebbe essere cosi' velleitariamente sottratto - combattendo contro i nazisti, ai quali invece vengono eletti dei momunenti per commemorarli come difensori di una nazione, che era in realta' stata invasa anche da loro.
Ma aldila' di considerazioni storico-politiche che servono solo a scatenare alla fine a discussioni che probabilmente si rivelebbero sterilmente vacue ed inutili, non riesco a capire l'atteggiamento di un governo che da una parte fa di tutto per inimicarsi un vicino di certo peso, leggi Russia, e dall'altra organizza spettacoli promozionali nella citta' di San Pietroburgo per aumentare il turismo russo verso l'Estonia. Pensano forse che siano tutti imbecelli? Comunque anche l'UE secondo me dovrebbe non tollerare questi atteggiamenti ed essere un po' piu' attenta con la Russia, che se non altro potrebbe decidere di costruire gasdotti verso Oriente, leggi Cina ma forse anche India, due economie un tantino piu' attive delle nostre stagnanti, e lasciarla senza gas non soltanto durante l'inverno ma definitivamente. Boh, chi ci capisce e' bravo...
Torniamo agli artisti. E' stato inagurato il
Музей Петербургского Авангарда - Дом Матюшина ovvero
Museo dell'Avanguardia sanpietroburghese, ospitato nella casa di Matiushin - intellettuale dell'epoca, che nel periodo prerivoluzionario ospitava letterati, intellettuali ed artisti esponenti di questa corrente. Appena ci vado, vi faccio sapere. Il sito e' in russo-
www.spbmuseum.ru/matyushin - ma la pagina dice "in restauro" e le informazioni che ho in merito sono piuttosto poche, ovvero le seguenti. Il museo, che si trova in Uliza Popova 10, e' ospitato nella casa che fu di MIkail Vasilevich Matiushin e di sua moglie Elena Ghernichovnoi Guraux (ritraslittero dal russo, quindi chissa' come era in originale!), scrittrice e pittrice, che vivevano nell'appartamento 12 di questo edificio costruito negli 40/50 del 1800.
Per qualche decennio questa casa fu uno dei centri culturali della citta' - che per curiosita' si chiamo prima San Pietroburgo, poi Petrograd ed infine Leningrado! - frequenta da artisti, musicisti e letterati Negli anni 10/20 del secolo scorso la frequentavano abbastanza regolarmente Malevich, Filonov (di entrambi mi sono perso una mostra personale negli ultimi sei mesi. Che disdetta, la pigrizia...) Gorkij, Majikovskij ed altri ancora.
Sara' pane per i miei denti, non perche' sia uno specialista, ma quest'epoca mi ha sempre interessato e voglio continuare il mio percorso di acculturamento russo, il che vuol dire - non finisco mai di stupirmi di quali concentrazioni, di quali "volumi", di quale ruolo abbia giocato la Russia e in particolare la San Pietroburgo prerivoluzionaria nel formare la culturale occidentale, e' una scoperta continua, ne sono quasi frastornato! - di approfondimento della conoscenza della cultura moderna. Speriamo mi bastino le forze!
Oggi, appunto dopo aver fatto un giretto al mercato dei libri e dei souvenir, comprati altri due dizionari, questa volta i due tomi (in formati elegantamente scoordinati, per l'italiano russo un bel volume marroncino di grande formato e relativamente sottile, mentre per il russo italiano un bell'azzurrino piu' piccolo ma piuttosto cicciotto) per ampliare la biblioteca di aspirante traduttore, abbiamo fatto anche un salto al Museo Russo dove, nonostante la cafonaggine di una guardarobiera, ci siamo gustati due mostre. Una era retrospettiva su
Mikhail Alexandrovič Vrubel', pittore che Katya ha sempre apprezzato e che io ho scoperto non so quando, probabilmente qui, che anche a me piace abbastanza - tanto da farmici scrivere una scheda su Wikipedia
it.wikipedia.org/wiki/Mikhail Alexandrovič Vrubel'.
La mostra e' ben allestita, tranne il solito annoso problema delle luci che spesso sparano sul quadro rendendone impossibile la visione, comunque se vi capita fateci un salto, i dettagli qui in inglese
www.rusmuseum.ru/eng/exhibitions/?id=427&i=0&year=2007.
L'altra mostra, intitolata
Le stagioni e' una esposizione per mostrare come i vari periodi dell'anno siano stati rappresentati dai pittori russi nelle diverse epoche. Visto che eravamo impreparati, ovvero senza guida ne' particolare entusiamo, visitandola gia' con il pensiero del caffe' che ci saremmo presi a casa, non e' che abbia apprezzato tutto, ma qualcosa mi e' piaciuto. E considerato che sara' inclusa nel prezzo, fateci comunque un pensierino...
www.rusmuseum.ru/eng/exhibitions/?id=441&i=0&year=2007
Per chi fosse interessato alla pittura russa, io ogni tanto sfoglio
Storia della pittura russa, edito da
Allemandi -
www.allemandi.com, un volume scritto da Alan Bird, pare un grandissimo esperto in materia, che mi sembra fuori catalogo... Comunque una recensione che ho trovato ne parla benissimo, anche se forse e' una pubblicazione piuttosto erudita
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La storica dell'arte di origine russa T. Talbot Rice affermava: «Nessuna grande arte è puramente indigena, e anche se quella russa ha un debito verso le influenze straniere forse maggiore dell'arte di molte altre grandi nazioni europee, il suo patrimonio artistico non è solo considerevole ma altresì affatto particolare …». Questo libro, il cui autore è considerato il maggiore specialista occidentale, è stato unanimemente riconosciuto come l'opera di riferimento fondamentale per la conoscenza della pittura russa dalle prime icone ai nostri giorni. Nei quindici capitoli del volume Bird, intrecciando problematiche storiche, religiose e culturali, delinea le peculiarità dell'arte russa, soffermandosi in particolare sul periodo compreso tra il XVIII secolo (che in concomitanza con l'avvento di Pietro il Grande vede l'affermarsi dei pittori russi), il realismo socialista e la dissidenza tra i pittori."
Infine per tornare al tema odierno, ecco il
tocco di un'artista che non sono io, visto come sono negato per qualsiasi espressione anche vaghissimamente artistica. Che ne dite? Non della foto, orribile.