mercoledì, ottobre 31, 2007
San Pietroburgo

Autunno, tempo di vendemmia e di riflessioni, di piani per il prossimo lungo inverno, che preannunciano freddo e nevoso come si conviene alla Russia. Ecco quindi che metto a frutti maturati durante una lunga luminosa estate, passata non sempre all'aperto come si converebbe, ma spesso davanti al monitor e non sempre per nobili motivi.

Quindi quest'oggi, riuscendo a postare per la quinta volta consecutiva in cinque giorni, un record da parte mia in oltre tre anni di cronaca quasi quotidiana, piu' precisamente si potrebbe dire quindicinale. Ma non mi sforzero' molto, mi limitero' a postare una foto, che a me sembra molto bella, scattata in una bella serata di maggio. Si tratta della Cattedrale di Sant'Isacco, che non amo particolarmente per la sua imponente maestosita' calamaiesca, scattata dal ponte piu' largo di San Pietroburgo, ben 99 metri!

La descrizione su Wikipedia, e dove se no? (non vorrei che pensaste che ne sia un fanatico, di cui anzi non apprezzo affatto la nociva, ma innata facirosonita' di mille italiche discussioni, perlopiu' inconcludenti, che si scatenano ad ogni pie' sospinto per i motivi piu' futili) si trova qua http://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale di Sant'Isacco, diventata piuttosto corposa dall'abbozzo che avevo pubblicato in collaborazione con una mia studentessa, quindi ne copincollo solo l'inizio.

"La cattedrale di Sant' Isacco di San Pietroburgo è uno dei monumenti più interessanti dell'arte russa e dell'architettura neo-classica del XIX secolo. È la quarta delle cattedrali con la cupola più grandi del mondo, dopo quella della Basilica di San Pietro a Roma, San Paolo a Londra e Santa Maria del Fiore a Firenze. Fu disegnato dall'architetto francese August Montferrand e fu costruita in 40 anni – dal 1818 al 1858. Dal 1931 è diventata un museo. Attualmente circa un milione di persone visita la cattedrale ogni anno.

La cattedrale è alta 101,5 metri e il suo peso totale è di circa 300.000 tonnellate. Secondo alcuni può accogliere 8.000 persone, secondo altri addirittura 14.000. La storia di questa cattedrale, la quarta chiesa dedicata a Sant'Isacco e costruita a San Pietroburgo risale ai tempi dello zar Pietro il Grande.
Il monaco Isacco visse nella Bisanzio nel IV secolo d.C.. Pietro I, il fondatore della città, nacque il 30 maggio del 1672 ovvero nel giorno dedicato a Sant'Isacco. Perciò una delle prime chiese costruite in città fu dedicata proprio a lui. La prima chiesa fu consacrata al Santo nel 1707, ma si trattava di un granaio (situato nei pressi dell' Ammiragliato), che ben presto andò in rovina e poi fu demolito.

Nel 1717 Pietro I in persona pose la prima pietra della nuova chiesa di Sant'Isacco. Sulla riva della Neva, proprio nel posto dove fu eretto più tardi il monumento a Pietro I (la famosa statua del Cavaliere di Bronzo), l'edificio di pietra con una guglia fu costruito secondo il progetto dell' architetto Mattarnovi. La seconda chiesa di Sant'Isacco assomigliava alla cattedrale della Fortezza dei SS. Pietro e Paolo. Ma le rive della Neva non erano ancora state rinforzate e pertanto l'edificio cominciò a subire danni alle strutture. Nel 1735 a causa di fulmine scoppiò l'incendio che completò la distruzione dell'edificio.

Per ordine di Caterina II nel 1768 le fondamenta della terza chiesa di Sant'Isacco furono poste nel posto dove si trova la cattedrale attuale. In questo modo l'imperatrice mostrò il proprio rispetto in memoria di Pietro I. Questo progetto fu redatto dall'architetto Rinaldi: secondo il progetto le mura della cattedrale avrebbero dovuto essere rivestite di marmo sia all'interno sia all'esterno. Ma dopo la morte di Caterina II suo figlio Paolo I ordinò di usare tutto il marmo per la decorazione del suo palazzo. Rinaldi morì quando solo la parte inferiore era stata costruita. L'architetto di corte di Paolo I, Brenna fu incaricato di terminare la cattedrale, ma non si interessò molto al lavoro e il risultato finale non soddisfece né la corte né la chiesa.

All'inizio del XIX secolo San Pietroburgo si allargò rapidamente e la terza chiesa di Sant'Isacco non era adeguata alla capitale della Russia, una città in crescita. Perciò nel 1816 Alessandro I bandì un concorso per un progetto di ricostruzione della cattedrale. Tuttavia lo zar vietò di distruggere le parti consacrate della vecchia cattedrale – l'altare e le mura. Molti architetti russi e stranieri vi parteciparono. Fra di loro c'era August Montferrand, un giovane architetto francese, che fece 24 disegni della cattedrale nuova in diversi stili architettonici. Alessandro I ne approvò uno in stile classico e nominò Montferrand architetto di corte. Lui era molto dotato, ma aveva avuto poca esperienza come architetto: in Francia aveva lavorato principalmente come progettista d'interni. Per questo c'era qualche errore grave nei suoi disegni. Quindi un comitato speciale di 13 famosi architetti russi fu organizzato per aiutare Montferrand nel suo lavoro. [...]

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martedì, ottobre 30, 2007
San Pietroburgo

In russo Poexali significa andiamo, riferito ad un movimento effettuato con un mezzo di trasporto, per chi si diletta di russo trovo i verbi di movimenti particolarmente amabili per la loro facilita' d'uso, che varia a seconda del mezzo usato, a piedi o su di un mezzo, oppure aereo e navi, oppure mezzi come sci o simili. Ovviamente si distinguono anche per frequenza dell'azione o sua conclusione, il tutto abbellito da prefissi e suffissi vari. Nota a margine: nonostante queste difficolta' non riescono a capire facilmente la differenza fra andare e venire, e talvolta anche arrivare e uscire non sono cosi' comprensibili.

Ma spesso Poexali si usa non solo per indicare l'inizio di un movimento in senso stretto ma anche per dichiarare l'inizio di una certa attivita', come ad esempio l'affrontare a lezione un nuovo argomento, avviare un nuovo lavorare o, come nel mio caso, accingersi alla lettura di un nuovo romanzo.

Ed appunto si tratta di un romanzo, molto conosciuto anche in Italia anche perche' la prima pubblicazione integrale, di cui quest'anno ricorre il cinquantenario, fu di Feltrinelli - http://www.feltrinelli.it. Quante Lara sono nate dopo quell'anno, soprattutto dopo la trasposizione cinematografiche, del Dottor Zivago - http://it.wikipedia.org/wiki/Il dottor Živago (romanzo).

Sotto invece la foto della mia universita' proprio stamattina, verso le tredici, una delle rarissime volta in cui non ero in ritardo per la lezione di russo. Non pensiate che sia cosi' tutti i giorni, anzi in autunno San Pietroburgo e' un po' grigetta e questa e' la prima giornata di sole dopo circa dieci giorni.

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lunedì, ottobre 29, 2007
San Pietroburgo

Nel cuore della notte, mentre dovrei essere a letto invece che davanti al computer, i titoli non possono essere un granche', ma spero di avere stuzzicato comunque la vostra curiosita'. Non mi riferisco infatti alle persone che vivono negli altri appartamenti, anche se fra di loro c'e' un ex -dirigente o qualcosa del genere del PCUS - http://it.wikipedia.org/wiki/PCUS - e un professore del Conservatorio di San Pietroburgo - http://it.wikipedia.org/wiki/Conservatorio di San Pietroburgo ma piuttosto ai nomi delle vie circostanti, che sono intitolati a personaggi della cultra di caratura mondiale, non solo russa, e che rendono  l'idea di quale fosse stato, ed in parte tutt'ora, sia il ruolo di San Pietroburgo come centro della letteratura, della musica, del balletto, della pittura ma anche della scienza e della ricerca artistica.

Per chi avesse voglia di leggersi un tomo di 600 pagine, fittissimo di nomi, testimonianze, informazione e date che io, in tempi non sospetti, avevo lasciato a meta', vi consiglio di Solomon Moiseevič Volkov - http://it.wikipedia.org/wiki/Solomon Moiseevič Volkov - il saggio San Pietroburgo: da Puskin a Brodskij, storia di una capitale culturale pubblicato da Mondadori nel 2003, purtroppo non piu' disponibile nel catalogo online http://www.mondadori.it. Un'ottima bibliografia sulla citta' la propone la Biblioteca di Bologna http://www.bibliotecasalaborsa.it/content/percorsi/spietroburgo.html sito usabilissimo, grafica gradevole e titoli interessanti.

Ma ritorniamo ai miei vicini di grosso calibro. Su di uno, morto in missione diplomatica in Persia, mi affaccio tutti i giorni, considerato che il Canale Griboedova prende il nome da Aleksandr Sergejevič Gribojedov - http://it.wikipedia.org/wiki/Aleksandr Sergejevič Gribojedov -  all'altezza della via dedicata al compositore Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov - http://it.wikipedia.org/wiki/Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov - e potrei andare avanti per ora elenco letterati, scultori, filosofi, musicisti, pittori e via dicendo che nacquero, vissero e lavorarono in questa giovane citta'. Per farvi un'idea complessiva, sfogliate quest'elenco in inglese dell'ENCYCLOPAEDIA OF SAINT PETERSBURG - http://www.encspb.ru/en/pers_index.php?level=1&kod=state
e poi ditemi quante sono le capitali che possano reggere il confronto in considerazione a solo 300 anni di storia! Per i piu' pigri, visto che l'elenco e' in italiano e molto meno fitto, sull'onnipresente Wiki c'e' una categoria apposta per queste personalita' http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Personalità legate a San Pietroburgo. Chissa' quando verra' inserito anche Poggio Aleksander Viktorič, uno dei Decabristi, di chiare origini piemontesi?

Tornando coi piedi per terra vi segnalo ancora un nuovo blog sanpietroburghese, con autrice autoctona, ovvero Colore mio dove l'autrice anonima abbina ai testi, ancora in un italiano acerbo - ma sfido chiunque a scrivere lo stesso in russo ;-) - immagini e dipinti di sua produzione. Tutto sulle frequenze di  http://coloremio.splinder.com. Prima di andare finalmente a dormire, la foto del mio russo preferito, ovvero il loro Leonardo da Vinci. A chi indovina, propongo un viaggio con gli stessi mezzi e lungo lo stesso itinerario che, secondo la leggenda, avrebbe percorso per arrivare a San Pietroburgo dal suo villaggio di pescatori!

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domenica, ottobre 28, 2007
San Pietroburgo

Chissa' che rivelazioni vi aspettereste dopo un titolo del genere... Ma si tratta proprio di un post qualunque, ordinario ma quasi eccezionale nella sua pubblicazione quotidiani, che va a seguire quello di ieri e magari precedera' quello di domani.

Ieri sera, stufo dopo aver trascorso la mattinata con gli studenti, ovviamente un insegnante privato di lingua lavora soprattutto negli orari in cui gli altri non lo fanno, e il pomeriggio davanti al computer, con giusta disapprovazione della consorte, riesco ad organizzare un'uscita il sabato sera, evento quasi eccezionale da quando vivo a San Pietroburgo. E cosi' una coppia omologa alla nostra, ovvero lei locale e lui italiano nonche' collega, ci vengono a prendere in macchina per andarci a bere una birra.

La serata non sembra iniziare per il verso giusto, visto che lo spigolo di un marciapiede si rivela piuttosto ostico e ci squarcia un copertone in manovra di parcheggio. Non importa, dico io tutto pimpante e quasi sbruffone, la gomma la cambio io, e' l'unica cosa che so fare con le macchine! Ma non avevo fatti i conti con un bullone arruginito. Tuttavia, constata l'impossibilita' di cambiare la ruota, l'auto viene lasciata al suo destino, ovvero attesa dell'indomani per il cambio ruota. E si', i gommisti a San Pietroburgo non sono 24 ore su 24, ma solo 12. Scartato il primo bar irlandese eccessivamente rumoroso per le nostre ambizioni chiacchieratorie, ce ne finiamo in un finto lussuoso Lounge bar che grazie ai cocktail annacquati, alle birre care e alla cameriera scorbutica finisce subito nella lista degli sconsigliati.

Tuttavia oltre all'ubriaco, ce ne sono anche nei locali che si danno le arie?, stravaccato sul tavolino vicino all'ingresso, forse per dare un tocco di classe all'ambiente, la scena madre della nostra permanenza e' quella di quando il nostro amico, che chiameremo F, vede un italiano che entra nel locale. Si chiede "Mi sembra chiami Alberto, ma non sono sicuro" e lo chiama. Nessuna risposta. Un altro paio di tentativi, nessun risultato. Alla fine il tipo si gira e si riconoscono! Cerimonia di presentazione.

Amico F.: Alberto!
Italiano: Alberto?
Amico F.: Alberto!
Italiano: Ciao Alberto
Amico F. Ma io non mi chiamo Alberto. Io sono F, non eri tu che ti chiamavi Alberto?
Italiano: Ma neanch'io mi chiamo Alberto, sono Enrico

Due italiani che ridono come scemi e noi tre, io Katya e la fidanzata di F, che li guardiamo pure ridendo.
E poi usciamo per andare in cerca di una birra. Dopo una mezz'oretta a piedi, un paio di locali che stanno per chiudere e che quindi ci rimbalzano all'ingresso, arriviamo ad una tra le birrerie preferite dei nostri amici, che scopriamo essere a meta' strada fra le nostre rispettive abitazioni, raggiungibile in 10 minuti di cammino, aperta 24 su 24 e abbastanza economica. No comment sull'uscita in macchina, ma serata chiusa in bellezza con birra locale Vasileostrovskoe, stuzzichini gustosamente malsani e poi via spesa al supermercato alle 3.30 per rientrare a casa alle 3, potenza dell'ora legale...

Nonostante questo, ci alziamo ad un'ora abbastanza decente e, visto le avvisaglie dell'inverno, ovvero maniche corte in casa a causa del riscaldamento centralizzato regolato per meno 20 quando fuori c'e' piu' 5, e vista la coda dal gommista di fronte a casa, decidiamo di montare le gomme invernali. Ovviamente qualche disguido non puo' non esserci, ma avendo ben 8 chiodati in casa, senza essere i proprietari dell'autovettura - ma questa dietro le quinte e' troppo complicato per essere spiegato, riusciamo a completare l'operazione in solo 6 ore, che non trascorriamo fortunatamente non in coda, ma facendoci gli affari nostri.

Tra questi ultimi va segnalata una visita al Museo statale dell'arte teatrale e musicale di San Pietroburgo www.theatremuseum.ru - il cui nome e' inversamente proporzionale all'ampiezza dell'esposizione, ma che mi aveva suscitato interesse a causa di una conferenza sul Canton Ticino alla quale ho assistito recentemente. Nonostante sia stata un'improvvisata a causa dei problemi con il box Ferrari di cui sopra e l'orario d'arrivo fosse al limite dell'ingresso, la visita si e' rilevata interessante e gradevole. Piuttosto pittoresco, anzi teatrale - ah, ah, ah! - il battibecco fra cassiera, rivelatasi poi una sorta di direttrice, che ha voluto farmi entrare gratis stante il mio status di studente mentre la sorvegliante sosteneva la necessita' del sovrapprezzo come straniero, abbiamo visitato le prime sale dell'esposizione, ricche di foto ed informazioni, ma tallonati dalla signora che ci stava col fiato sul collo e col dito sull'interruttore delle luci per sospingerci verso l'uscita. Gia' sconsolati, erano ormai la 17.20 con la chiusura programmata per le 18, siamo saliti al piano superiore per proseguire la visita.

Ma una sorpresa piacevole ci ha accolti, oltre ad oggetti di scena, costumi, maquette di teatri famosi, persino un pianoforte su cui suonava Čajkovskij - http://it.wikipedia.org/wiki/Pëtr Il'ič Čajkovskij - ci ha accolti una gentile signora, la solita pensionata costretta ad arrotondare, entusiasta del suo lavoro, che ci ha fatto da guida per le due sale di sua competenza, illustrandoci con ampie spiegazioni gli oggetti esposti, invitandoci persino a fotografarli, toccarli ed ad indossare i copricapi. Troppo grazia, Sant'Antonio! E cosi' un noioso pomeriggio autunnale ci svelato un retroscena particolare, ovvero su come nei teatri soffiasse il vento, sciabordassero le onde del mare e volasse un Superman ante litteram! La foto svela quest'ultimo segreto del dietro le quinte!

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sabato, ottobre 27, 2007
San Pietroburgo

Erano gia' parecchi giorni che volevo scrivere un post sfruttando queste metafore marinaresche, che assai s'acconciano alla navigazione su internet, molto piu' serie del surfing angloamericano, che lascia intendere brevi sortite al largo, entusiasmanti ma brevissime, in confronto a lunghe traversate che permettono di scoprire pure per caso nuovi mondi. Non a caso saremmo un popolo di santi, poeti e navigatori, quindi un blogger tipo racchiude almeno di queste caratteristiche.

A proposito di questo il primo degli avvisi di questo bollettino e' a proposito dei commenti del blog, al quale ho finalmente dato risposta, manco fossi il Papa che fissa le udienze, ma insomma sto cercando di attenermi alle varie indicazioni che il bravo blogger dovrebbe osservare, come certonisamente elencato il 24 ottobre da pietroizzo, un collega della blogosfera, su http://casaizzo.splinder.com.

Rimanendo in tema, da quando sono approdato a San Pietroburgo, ormai mi appresto ad affrontare il quarto inverno, la mia rotta si e' incrociata con quella di moltissimi altri italiani - sia nella realta' piu' quotidiana sia nella rete telematica - che ho conosciuto assai piu' numerosi  che in russi e molto piu'che in Italia, incredibile ma vero!

Questo succede perche' spesso mi ritrovo a svolgere funzioni di URP - Ufficio Reclutamento (neo)Pietroburghesi -  e dare consigli, suggerimenti e dritte a chi viene in vacanza qui, a quelli che vogliono iscriversi ai corsi di lingua e, sempre meno raramente, anzi direi persino frequente, a coloro i quali decidono di averne avuto abbastanza della nostra Italia incocludente e scelgono la Russia come la propria terra promessa personale, ricomiciando da zero e trasferendosi qua.

L'ultimo, in ordine di tempo, di questi neoemigranti italiani, cervelli, cuori e braccia in fuga, ha deciso anche di aprire un blog e di commentare la preparazione alla partenza e, da un paio di giorni, le prime impressioni della sua nuova vita pietroburghese. Il sito si trova qui http://lultimozar.splinder.com, il nome e' russo ma la speranza di BetterDays ha ancora un sapore anglofono di ricerca della Merica.

Leggendo questo blog, mi sono lasciato trascinare dalla corrente che mi ha portato a La ragazza dal libro su San Pietroburgo, un ulteriore blog scritto da una russa che si cimenta con l'italiano con risultati che voi stessi potrete giudicare leggendo i post che  Marmeladova pubblica su http://marmeladova.splinder.com.

Nella foto un motoscafo si dirige a tutta forza verso il porto di Stoccolma, meta del nostro ultimo finesettimana fuori porta dopo le vacanze in Italia, lungo le rive del fiordo dove sorge la capitale svedese, la cui periferia di villini e cottage si estende lungamente immersa su una foresta che ricopre fino alla riva del mare queste meravigliose colline rocciose.

 
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