San Pietroburgo
Visto che non tutti hanno avuto voglia di sfogliare il reporter - www.ilreporter.com - ripubblico anche qui il pezzo intitolato Da Rima a San Pietroburgo. Episodi di emigrazione piemontese
Ad Alessandria il mese scorso, esattemente il 16 e il 17 novembre, la città è stata invasa da una strana ma numerosa comitiva, composta da persone di tutte le età e provenienti da ogni parte del mondo. Ovviamente si sentivano parlare molte lingue diverse: spagnolo, inglese, american english, portoghese ma persino russo, rumeno e cinese.
Il fatto che però spesso si sentisse il tipico intercalare “neh” e che prevalesse una certa pronuncia cantinelante non deve sorprendere: si trattava infatti dei delegati della Conferenza internazionale dei piemontesi nel mondo, giunti appositamente per partecipare alla terza edizione di questo importante appuntamento, promosso dalla Regione Piemonte in collaborazione con la Provincia e la città di Alessandria. http://www.consiglioregionale.piemonte.it/piemontesinelmondo/
3_conferenza/index.htm
Data la netta prevalenza di partecipanti provenienti dall’emisfero sud, in primis Argentina e Brasile, ma anche Australia e Sudafrica, è stata confermata la scelta di organizzare l’incontro degli emigrati piemontesi e dei loro discendenti, alcuni di quarta o quinta generazione, in corrispondenza con l’estate australe.
Naturalmente erano presenti anche numerose delegazioni provenienti dalla Francia, dal Belgio, dalla Svizzera ma anche da Stati Uniti, Canada, Cina, Russia e altre ancora per un totale di 23 nazioni, con rappresentanze sia delle storiche diaspore piemontesi sia delle nuove generazioni che migrano ancora, spesso verso destinazioni per ora insolite e con modalità diverse rispetto al passato.
Le Associazioni piemontesi nel mondo nascono con vari scopi, naturalmente il primo è quello di aiutare gli emigrati piemontesi a tenere vivo il ricordo della madrepatria subalpina, spesso di antica memoria, di rinnovare le tradizioni ataviche, di parlare il dialetto o l’italiano, di gustare i cibi tipici ma attualmente si occupano anche di promuovere la conoscenza del Piemonte e di favorire gli scambi culturali e commerciali.
Considerato il numero dei piemontesi e dei loro discendenti soprattutto in Argentina ed in Brasile, ben maggiore degli attuali residenti della regione stessa, è normale che la maggioranza di queste associazioni abbiano sedi in queste nazioni, tuttavia nel solo 2007 ne state state fondate ben nuove quattro.
Con l’ausilio dell’Associazione Piemontesi nel Mondo, la federazione che le raggruppa http://www.piemontesinelmondo.org – sono nate le sezioni di Australia ed Oceania, quella di Tirana in Albania, quella della Cina a Shangai e quella russa, con sede a San Pietroburgo.
Ed è proprio dei piemontesi del Golfo di Finlandia che voglio concentrare l’attenzione, sia perchè è la realtà che conosco meglio sia perchè presenta aspetti non solo legati ad una emigrazione storica ma anche ad una recente, legata all’attuale crescita economica della Russia, in rapido sviluppo non solo a Mosca, ma anche nelle grandi città inclusa la Severnaja Stoliza, ovvero la cosiddetta capitale del Nord, titolo di cui fregia San Pietroburgo.
La contemporanea diaspora italiana in generale e piemontese in particolare sulle sponde della Neva non è particolarmente numerosa nè consolidata, ma ha sicuramente superato lo stato di episodicità. Per molte persone non si tratta della classica trasferta lavorativa, con stipendi maggiorati e relativi benifit, ma piuttosto di una scelta di vita.
Dal cuoco nel ristorante di lusso, passando per l’imprenditore che apre la propria attività indipendente, all’insegnante di lingue che approfitta dell’occasione di un interesse crescente per l’italiano, arrivando agli studenti di letteratura e filologia che non se vanno più e persino a chi si trasferisce qui a cercare una Merica contemporanea, senza nemmeno conoscere il russo e armato solo di buona volontà!
Anche per quanto riguarda il passato, ci sono stati molti piemontesi, illustri o meno, che hanno trascorso parte della loro vita a San Pietroburgo e vi hanno fatto fortuna, anche se gli eventi che hanno pesantemente segnato la storia di questa citta’ non facile il reperimento delle fonti: la rivoluzione russa, la conseguente guerra civile, la seconda guerra mondiale e il terribile assedio di Leningrado...
Un probabile piemontese era Aleksander Viktorič Poggio, figlio di un Vittorio Amedeo Poggio emigrato ad Odessa, uno dei decabristi che venne imprigionato nel 1821 e poi amnistiato nel 1856. Della sua prigiona rimane un diario intitolato Записки декабриста (Memorie di un decabrista).
Con un destino ed un incarico prestigioso, trascorse numerosi a San Pietroburgo anche Costantino Nigra, illustre studioso ed iscrittore, che a partire dal 1876 ebbe un incarico presso l’ambasciata italiana nell’allora capitale russa.
Infine vanno sicuramente menzionati, in virtù del loro moderno spirito imprenditoriale, gli esponenti della famiglia Axerio che ebbero numerose committenze da parte dello zar, degli Yusupov e di altre potenti famiglie russe, con un notevole successo economico bruscamente interrotto nel 1917.
Originari di Rima San Giuseppe con altri compaesani emigrarono per realizzare il marmo finto, una sorta di pietra artificiale a base di scagliola e pigmenti artificiali, nei palazzi delle corti e della nobilta’ europea ma anche d’Africa e persino oltreoceano. In questo piccolo paese della Valsesia è possibile visitare la Casa del marmo, un museo laboratorio dove viene tramandata questa tradizione artigiana. http://www.marmoartificiale.it
Per quanto riguarda l’Associazione Piemontesi e Amici del Piemonte di San Pietroburgo, così si chiama la finora unica sezione della Russia, nonostante sia stata costituita soltanto nel maggio 2007, è gia’ disponibile un essenziale sito internet http://www.piemontesiinrussia.org
Nella foto la lapide che ricorda i Decabristi, ora conservata in uno dei musei che si trovano alla Fortezza di Pietro e Paolo, con una lista nella quale si puo' leggere anche il nome di Poggio.
