venerdì, dicembre 28, 2007
San Pietoburgo

Un pizzico di poesia, uno di nostalgia - io sono passato per caso davanti all'abitazione dove abbiamo vissuto per due anni - e due grammi di atmosfera natalizia per apprezzare una poesia di Pushkin, traslitterato all'inglese. E per chi non parla il russo occorrera inoltre un dizionario o un'antologia di letteratura russa, cercare alla voce Strada invernale.

Prima di invitarvi alla lettura, vi segnalo un altro nuovo blog con tema Russia, si tratta di Самовар (Samovar)  di  Zarina60 che all'indirizzo http://russiasplinder.splinder.com ha iniziato a raccontarci un po' della sua Russia. Chissa' se riusciro' a scoprire da quale localita' questa ennesima russa che si sperimenta con successo a scrivere in russo?

Nella traduzione di quello che segue non ho voluto cimentarmi, paura di brutte figure e poi un confronto con personalita' come Tommasi Landolfi - http://it.wikipedia.org/wiki/Tommaso_Landolfi - non sarebbe proponibile. Di mio mi ci metto la foto del canale sottocasa, versione seminvernale.

ЗИМНЯЯ ДОРОГА

Сквозь волнистые туманы
Пробирается луна,
На печальные поляны
Льет печально свет она.

По дороге зимней, скучной
Тройка борзая бежит,
Колокольчик однозвучный
Утомительно гремит.

Что-то слышится родное
В долгих песнях ямщика:
То разгулье удалое,
То сердечная тоска...

Ни огня, ни черной хаты...
Глушь и снег... Навстречу мне
Только версты полосаты
Попадаются одне.

Скучно, грустно... Завтра, Нина,
Завтра, к милой возвратясь,
Я забудусь у камина,
Загляжусь не наглядясь.

Звучно стрелка часовая
Мерный круг свой совершит,
И, докучных удаляя,
Полночь нас не разлучит.

Грустно, Нина: путь мой скучен,
Дремля смолкнул мой ямщик,
Колокольчик однозвучен,
Отуманен лунный лик.

Canale Griboedov ghiacciato
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giovedì, dicembre 27, 2007
San Pietroburgo

Ëlki Palki ovvero Ёлки-Палки e' un intercalare abbastanza diffuso in Russia, anzi ci hanno pure fatto una catena di fast-food à la russe, con i tipici piatti della tradizione popolare, le bevande servite da camerieri in costume e l'arredamento in stile rustico. I prezzi sono un po' meno popolari, ma se vi di provare l'esotico senza esagerare l'indirizzo e' questo: http://www.elki-palki.ru. Ma la mia intenzione non era pubblicizzare una catena di finte trattorie. Torniamo al sodo.

Ëlki Palki e' uno degli intercalari che usa mia suocera pertanto ho la garanzia di poterlo utilizzare senza timore di incappare in qualche gaffe. In Russia l'uso di certe espressioni colorite e' limitato a certe classi sociali - scaricatori di porto, facchini, camionisti - che non brillano per proprieta' di linguaggio e l'uso di un'espressione sbagliato darebbe origine a situazioni imbarazzanti. Insomma il c...o che e' sulla bocca di tutti o quasi in Italia, in Russia e' invece ancora stigmatizzato e tendenzialmente i russi ben educati certe parolacce le conoscono, ma non le pronunceranno mai.

In questa categoria rientrano appunto i bastoni di abete, ovvero traduzione maccheronica di Ëlki Palki, che in realta' equivarrebbe ad acciderbolina, cribbio, disdetta, poffarbacco ed altre espressioni di stizza di cui e' ricca la lingua italiana ma che sono ormai cadute nell'oblio, insieme alla buona educazione?

A proposito di abete, finalmente abbiamo il nostro e l'abbiamo agghindato con varie decorazioni, alcune ovviamente comprate all'Ikea di chiara tradizione scandinava ma ovviamente di fabbricazione cinese, forse thailandese, a cui abbiamo aggiunto qualche luminaria, appendendo persino dei biscotti alla cannella. Non solo l'occhio, ma anche il naso vuole la sua parte... Tuttavia la multimedialita' attuale e' ancora un po' limitata per fruizioni olfattive telematiche, quindi vi beccate un'ordinaria fotografia in spirito natalizio. Buone feste a tutti!


Albero di Natale decorato
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sabato, dicembre 15, 2007
San Pietroburgo

Visto che non tutti hanno avuto voglia di sfogliare il reporter - www.ilreporter.com
- ripubblico anche qui il pezzo intitolato Da Rima a San Pietroburgo. Episodi di emigrazione piemontese

Ad Alessandria il mese scorso, esattemente il 16 e il 17 novembre, la città è stata invasa da una strana ma numerosa comitiva, composta da persone di tutte le età e provenienti da ogni parte del mondo. Ovviamente si sentivano parlare molte lingue diverse: spagnolo, inglese, american english, portoghese ma persino russo, rumeno e cinese.

Il fatto che però spesso si sentisse il tipico intercalare “neh” e che prevalesse una certa pronuncia cantinelante non deve sorprendere: si trattava infatti dei delegati della Conferenza internazionale dei piemontesi nel mondo, giunti appositamente per partecipare alla terza edizione di questo importante appuntamento, promosso dalla Regione Piemonte in collaborazione con la Provincia e la città di Alessandria. 
http://www.consiglioregionale.piemonte.it/piemontesinelmondo/
3_conferenza/index.htm

Data la netta prevalenza di partecipanti provenienti dall’emisfero sud, in primis Argentina e Brasile, ma anche Australia e Sudafrica, è stata confermata la scelta di organizzare l’incontro degli emigrati piemontesi e dei loro discendenti, alcuni di quarta o quinta generazione, in corrispondenza con l’estate australe.

Naturalmente erano presenti anche numerose delegazioni provenienti dalla Francia, dal Belgio, dalla Svizzera ma anche da Stati Uniti, Canada, Cina, Russia e altre ancora per un totale di 23 nazioni, con rappresentanze sia delle storiche diaspore piemontesi sia delle nuove generazioni che migrano ancora, spesso verso destinazioni per ora insolite e con modalità diverse rispetto al passato.

Le Associazioni piemontesi nel mondo nascono con vari scopi, naturalmente il primo è quello di aiutare gli emigrati piemontesi a tenere vivo il ricordo della madrepatria subalpina, spesso di antica memoria, di rinnovare le tradizioni ataviche, di parlare il dialetto o l’italiano, di gustare i cibi tipici ma attualmente si occupano anche di promuovere la conoscenza del Piemonte e di favorire gli scambi culturali e commerciali.

Considerato il numero dei piemontesi e dei loro discendenti soprattutto in Argentina ed in Brasile, ben maggiore degli attuali residenti della regione stessa,  è normale che la maggioranza di queste associazioni abbiano sedi in queste nazioni, tuttavia nel solo 2007  ne state state fondate ben nuove quattro.

Con l’ausilio dell’Associazione Piemontesi nel Mondo, la federazione che le raggruppa http://www.piemontesinelmondo.org – sono nate le sezioni di Australia ed Oceania, quella di Tirana in Albania, quella della Cina a Shangai e quella russa, con sede a San Pietroburgo.

Ed è proprio dei piemontesi del Golfo di Finlandia che voglio concentrare l’attenzione, sia perchè è la realtà che conosco meglio sia perchè presenta aspetti non solo legati ad una emigrazione storica ma anche ad una recente, legata all’attuale crescita economica della Russia, in rapido sviluppo non solo a Mosca, ma anche nelle grandi città inclusa la Severnaja Stoliza, ovvero la cosiddetta capitale del Nord, titolo di cui fregia San Pietroburgo.

La contemporanea diaspora italiana in generale e piemontese in particolare sulle sponde della Neva non è particolarmente numerosa nè consolidata, ma ha sicuramente superato lo stato di episodicità. Per molte persone non si tratta della classica trasferta lavorativa, con stipendi maggiorati e relativi benifit, ma piuttosto di una scelta di vita.

Dal cuoco nel ristorante di lusso, passando per l’imprenditore che apre la propria attività indipendente,  all’insegnante di lingue che approfitta dell’occasione di un interesse crescente per l’italiano, arrivando agli studenti di letteratura e filologia che non se vanno più e persino a chi si trasferisce qui a cercare una Merica contemporanea, senza nemmeno conoscere il russo e armato solo di buona volontà!

Anche per quanto riguarda il passato, ci sono stati molti piemontesi, illustri o meno, che hanno trascorso parte della loro vita a San Pietroburgo e vi hanno fatto fortuna, anche se gli eventi che hanno pesantemente segnato la storia di questa citta’ non facile il reperimento delle fonti: la rivoluzione russa, la conseguente guerra civile, la seconda guerra mondiale e il terribile assedio di Leningrado...

Un probabile piemontese era Aleksander Viktorič Poggio, figlio di un Vittorio Amedeo Poggio emigrato ad Odessa, uno dei decabristi che venne imprigionato nel 1821 e poi amnistiato nel 1856. Della sua prigiona rimane un diario intitolato Записки декабриста (Memorie di un decabrista).

Con un destino ed un incarico prestigioso, trascorse numerosi a San Pietroburgo anche Costantino Nigra, illustre studioso ed iscrittore, che a partire dal 1876 ebbe un incarico presso l’ambasciata italiana nell’allora capitale russa.

Infine vanno sicuramente menzionati, in virtù del loro moderno spirito imprenditoriale, gli esponenti della famiglia Axerio che ebbero numerose committenze da parte dello zar, degli Yusupov e di altre potenti famiglie russe, con un notevole successo economico bruscamente interrotto nel 1917.

Originari di Rima San Giuseppe con altri compaesani emigrarono per realizzare il marmo finto, una sorta di pietra artificiale a base di scagliola e pigmenti artificiali, nei palazzi delle corti e della nobilta’ europea ma anche d’Africa e persino oltreoceano. In questo piccolo paese della Valsesia è possibile visitare la Casa del marmo, un museo laboratorio dove viene tramandata questa tradizione artigiana. http://www.marmoartificiale.it

Per quanto riguarda l’Associazione Piemontesi e Amici del Piemonte di San Pietroburgo, così si chiama la finora unica sezione della Russia, nonostante sia stata costituita soltanto nel maggio 2007, è gia’ disponibile un essenziale sito internet http://www.piemontesiinrussia.org

Nella foto la lapide che ricorda i Decabristi, ora conservata in uno dei musei che si trovano alla Fortezza di Pietro e Paolo, con una lista nella quale si puo' leggere anche il nome di Poggio.


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lunedì, dicembre 10, 2007
San Pietroburgo

Visto che ormai siamo in periodo di Avvento e considerato l'apprezzamento che la mia consorte ha espresso per la mia collaborazione nel realizzare un manuale di conversazione per turisti russi in vacanza in Italia, non avevo trovato altro modo che quello di realizzare un albero di Natale.

Ma il risultato lascia alquanto a desiderare...

Albero di Natale casalingo
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venerdì, novembre 30, 2007
San Pietroburgo

Io non sono il tipo che dia facilmente i nomi alle cose, anche spesso mi dimentico persino quelli delle persone, delle quali mi ricordo sicuramente il volto, e anche ora che per motivi di lavoro ho spessissimo a che fare con molta gente, mi capita di dimenticarne qualcuna. Quando capita con gli studenti, puo' risultare imbarazzante dire a qualcuno di preciso di fare qualcosa senza avere la piu' pallida di come si chiami, talvolta e' giustificabile se si hanno un paio di gruppi di 10 persone ciascuno che iniziano nella stessa settimana.

Ma nonostante queste premesse negative, ho deciso che daro' un nome alla nostra benamata macchina fotografica. Si chiamera' Lassie! Eh si', oggi sono andato a recuperarla all'aeroporto, dove mi aspettava da una settimana all'ufficio dell'Alitalia - dove stranamente non parlano italiano, ma solo inglese e russo... - dove era stata depositata visto che io e la consorte, una coppia di distratti da competizione, l'avevamo dimenticata sull'aereo.

Il bello e' che atterrati mercoledi', ci siamo accorti della sua mancanza solo sabato pomeriggio, non avendo la piu' pallida di dove potessimo averla lasciata. Esclusa la casa dei miei e di parenti vari in Italia, rimanevano due aeroporti, un aereo, un taxi e l'ipotesi piu' sgradevole, ovvero il furto in casa propria. Poi un colpo di genio, anzi un flashback!

Ecco i fatti. Un po' innervositi dal frenetico accendere dei telefonini nonostante l'espresso divieto, ma tra italiani e russi il rispetto delle regole nelle migliore delle ipotesi e' una piu' che pia illusione, tanto da chiamare lo steward per segnarli il fatto, ci eravamo alzati, vestiti e caricati dei nostri numerosi bagagli, ma la macchina fotografica era rimasta nascosta tra il bracciolo del mio sedile e il finestrino.

L'immagine di non averla presa con me mi ha fulminato mentre stavo lavando i piatti la domenica sera, e tra telefonate a Roma, Milano e finalmente a San Pietroburgo e la giusta combinazione di orari miei e dell'ufficio Alitalia, oggi mi sono recato in macchina all'aeroporto a riprendere la nostra fuggiasca, recidiva. In effetti anche a Roma  la macchina fotografica, pure ingombrante, e' una Nikon D40, mica una di quelle ultrapiatte,  aveva passato una nottata in una pizzeria, da dove ci avevano pure telefonato per dirci di averla ritrovata e chiusa in un armadio per evitare furti!

Ora sto tentando d'immaginare dove la dimenticheremo la prossima volta, considerato il non c'e' 2 senza 3! Ma questa sara' un'altra storia, come quella del traffico a San Pietroburgo, una delizia in qualsiasi orario del giorno e della notte, festivi inclusi, e quella della diaspora italiana in terra di Russia. Per rimanenere in tema, la foto di oggi non poteva che essere la prima scattata con la rediviva e riprende quattro nostre conoscenti, in attesa del volo per l'Italia. Si trattava di studentesse di russo che hanno frequentato un corso alla mia universita', dove per un certo periodo c'e' stata addirittura una decina d'italiani, di cui ben sette dalle Tre Venezie - http://it.wikipedia.org/wiki/Tre_Venezie.

Comunicazione di servizio Sto ascoltando, contagiato dalla mia meta,' Stefano Tessadri & Band - http://www.myspace.com/stefanotessadriandband. Non e' che ci procurate qualche disco? Spasibo!

postato da: rago alle ore 22:39 | Permalink | commenti (6)
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