giovedì, novembre 01, 2007
San Pietroburgo

Sicuramente la notizia sara' passata in secondo piano, in particolare dopo il terribile fatto della donna uccisa a Roma, ma io ieri ho letto su Repubblica una notizia sorprendente ma allo stesso tempo scontata, ovvero di cui non mi stupisco affatto.
Si tratta del Pacific Trash Vortex it.wikipedia.org/wiki/Pacific_Trash_Vortex, ovvero di un'isola di spazzatura, soprattutto plastica, formatasi nell'Oceano Pacifico a partire dagli anni cinquanta, raggiungendo un diametro di circa 2500 chilometri, una profondità di 30 metri e un peso di 3.500.000 tonnellate. La cosa sembra incredibile ma e' vera.

A fare gli spiritosi, come ho tentato nel titolo, si potrebbe considerarla una nuova terra da colonizzare, ma come riportano su vari siti, si tratta di un nuovo, diciamo meglio non considerato, problema di inquinamento, come riportato sul sito di Greenpeace www.greenpeace.org/international/campaigns/oceans/pollution/trash-vortex,  ma non
solo gli ecologisti se ne preoccupano e, leggendone una descrizione, sfido io a non farlo.

"Lo chiamano Pacific Trash Vortex, il vortice di spazzatura dell'Oceano Pacifico, ha un diametro di circa 2500 chilometri è profondo 30 metri ed è composto per l'80% da plastica e il resto da altri rifiuti che giungono da ogni dove. "E' come se fosse un'immensa isola nel mezzo dell'Oceano Pacifico composta da spazzatura anziché rocce. Nelle ultime settimane la densità di tale materiale ha raggiunto un tale valore che il peso complessiva di questa "isola" di rifiuti raggiunge i 3,5 milioni di tonnellate", spiega Chris Parry del California Coastal Commission di San Francisco, che è da poco tornato da un sopralluogo.

Questa incredibile e poco conosciuta discarica si è formata a partire dagli anni Cinquanta, in seguito all'esistenza della North Pacific Subtropical Gyre, una lenta corrente oceanica che si muove in senso orario a spirale, prodotta da un sistema di correnti ad alta pressione. L'area è una specie di deserto oceanico, dove la vita è ridotta solo a pochi grandi mammiferi o pesci. Per la mancanza di vita questa superficie oceanica è pochissimo frequentata da pescherecci e assai raramente è attraversata anche da altre imbarcazioni.

Ed è per questo che è poco conosciuta ai più. Ma proprio a causa di quel vortice l'area si è riempita di plastica al punto da essere considerata una vera e propria isola galleggiante. Il materiale poi, talvolta, finisce al di fuori di tale vortice per terminare la propria vita su alcune spiagge delle Isole Hawaii o addirittura su quelle della California. In alcuni casi la quantità di plastica che si arena su tali spiagge è tale che si rende necessario un intervento per ripulirle, in quanto si formano veri e propri strati spessi anche 3 metri. La maggior parte della plastica giunge dai continenti, circa l'80%, solo il resto proviene da navi private o commerciali e da navi pescherecce.

Nel mondo vengono prodotti circa 100 miliardi di chilogrammi all'anno di plastica, dei quali, grosso modo, il 10% finisce in mare. Il 70% di questa plastica poi, finirà sul fondo degli oceani danneggiando la vita dei fondali. Il resto continua a galleggiare. La maggior parte di questa plastica è poco biodegradabile e finisce per sminuzzarsi in particelle piccolissime che poi finiscono nello stomaco di molti animali marini portandoli alla loro morte. Quella che rimane si decomporrà solo tra centinaia di anni, provocando da qui ad allora danni alla vita marina
."

Certo la Russia non contribuisce direttamente a questo fenomeno, ma sicuramente la questione ambientale qui e' presa veramente sottogamba. Di diminuzione della produzione dei rifiuti, non se ne parla nemmeno, anzi qui e' una corsa sfrenata ai consumi, dai beni di prima necessita' all'acquisto di trash-food pieni di plastica, confenzioni, carta che finisce poi tutto insieme.

E poi l'ikeificazione delle case, ovvero la sostituzione dei brutti mobili sovietici, che finiscono insieme al tutto al resto in enormi cassoni dell'immondizia, con i prodotti del design svedese marchiato IKEA, anche questi fonte di immondizie a causa delle confezione e della breve durata del prodotto, accanto alle continue ristrutturazioni degli appartamenti per finire alla ricostruzioni di interi palazzi ed isolati causano la produzione continua e in costante crescita di rifiuti e detriti di tutti tipi.

Insomma, un disastro, e parlare di raccolta differenziata, nonostante rare ma costose campagne pubblicitarie e timidissimi tentativi pratici, e' proprio fuori luogo, senza pensare in che condizioni sono le discariche, mi e' capitato di passarci accanto, un paio di volte, andando fuori citta': da mettersi le mani nei capelli. Senza dimenticare che spesso, molto spesso, i russi sono sporchi e buttano tutto dovunque, ad esempio le bottiglie di birra o le lattine cosi', con noncuranza, dentro il canale o le appoggiano su un muretto o vicino ad un albero, poi qualcuno passera' a pulire. Volete un esempio? Eccovene uno, neanche troppo eloquente!


postato da: rago alle ore 23:15 | Permalink | commenti (4)
categoria:natura, vita, societa, ecologia, russia, fattacci miei