sabato, dicembre 15, 2007
San Pietroburgo

Visto che non tutti hanno avuto voglia di sfogliare il reporter - www.ilreporter.com
- ripubblico anche qui il pezzo intitolato Da Rima a San Pietroburgo. Episodi di emigrazione piemontese

Ad Alessandria il mese scorso, esattemente il 16 e il 17 novembre, la città è stata invasa da una strana ma numerosa comitiva, composta da persone di tutte le età e provenienti da ogni parte del mondo. Ovviamente si sentivano parlare molte lingue diverse: spagnolo, inglese, american english, portoghese ma persino russo, rumeno e cinese.

Il fatto che però spesso si sentisse il tipico intercalare “neh” e che prevalesse una certa pronuncia cantinelante non deve sorprendere: si trattava infatti dei delegati della Conferenza internazionale dei piemontesi nel mondo, giunti appositamente per partecipare alla terza edizione di questo importante appuntamento, promosso dalla Regione Piemonte in collaborazione con la Provincia e la città di Alessandria. 
http://www.consiglioregionale.piemonte.it/piemontesinelmondo/
3_conferenza/index.htm

Data la netta prevalenza di partecipanti provenienti dall’emisfero sud, in primis Argentina e Brasile, ma anche Australia e Sudafrica, è stata confermata la scelta di organizzare l’incontro degli emigrati piemontesi e dei loro discendenti, alcuni di quarta o quinta generazione, in corrispondenza con l’estate australe.

Naturalmente erano presenti anche numerose delegazioni provenienti dalla Francia, dal Belgio, dalla Svizzera ma anche da Stati Uniti, Canada, Cina, Russia e altre ancora per un totale di 23 nazioni, con rappresentanze sia delle storiche diaspore piemontesi sia delle nuove generazioni che migrano ancora, spesso verso destinazioni per ora insolite e con modalità diverse rispetto al passato.

Le Associazioni piemontesi nel mondo nascono con vari scopi, naturalmente il primo è quello di aiutare gli emigrati piemontesi a tenere vivo il ricordo della madrepatria subalpina, spesso di antica memoria, di rinnovare le tradizioni ataviche, di parlare il dialetto o l’italiano, di gustare i cibi tipici ma attualmente si occupano anche di promuovere la conoscenza del Piemonte e di favorire gli scambi culturali e commerciali.

Considerato il numero dei piemontesi e dei loro discendenti soprattutto in Argentina ed in Brasile, ben maggiore degli attuali residenti della regione stessa,  è normale che la maggioranza di queste associazioni abbiano sedi in queste nazioni, tuttavia nel solo 2007  ne state state fondate ben nuove quattro.

Con l’ausilio dell’Associazione Piemontesi nel Mondo, la federazione che le raggruppa http://www.piemontesinelmondo.org – sono nate le sezioni di Australia ed Oceania, quella di Tirana in Albania, quella della Cina a Shangai e quella russa, con sede a San Pietroburgo.

Ed è proprio dei piemontesi del Golfo di Finlandia che voglio concentrare l’attenzione, sia perchè è la realtà che conosco meglio sia perchè presenta aspetti non solo legati ad una emigrazione storica ma anche ad una recente, legata all’attuale crescita economica della Russia, in rapido sviluppo non solo a Mosca, ma anche nelle grandi città inclusa la Severnaja Stoliza, ovvero la cosiddetta capitale del Nord, titolo di cui fregia San Pietroburgo.

La contemporanea diaspora italiana in generale e piemontese in particolare sulle sponde della Neva non è particolarmente numerosa nè consolidata, ma ha sicuramente superato lo stato di episodicità. Per molte persone non si tratta della classica trasferta lavorativa, con stipendi maggiorati e relativi benifit, ma piuttosto di una scelta di vita.

Dal cuoco nel ristorante di lusso, passando per l’imprenditore che apre la propria attività indipendente,  all’insegnante di lingue che approfitta dell’occasione di un interesse crescente per l’italiano, arrivando agli studenti di letteratura e filologia che non se vanno più e persino a chi si trasferisce qui a cercare una Merica contemporanea, senza nemmeno conoscere il russo e armato solo di buona volontà!

Anche per quanto riguarda il passato, ci sono stati molti piemontesi, illustri o meno, che hanno trascorso parte della loro vita a San Pietroburgo e vi hanno fatto fortuna, anche se gli eventi che hanno pesantemente segnato la storia di questa citta’ non facile il reperimento delle fonti: la rivoluzione russa, la conseguente guerra civile, la seconda guerra mondiale e il terribile assedio di Leningrado...

Un probabile piemontese era Aleksander Viktorič Poggio, figlio di un Vittorio Amedeo Poggio emigrato ad Odessa, uno dei decabristi che venne imprigionato nel 1821 e poi amnistiato nel 1856. Della sua prigiona rimane un diario intitolato Записки декабриста (Memorie di un decabrista).

Con un destino ed un incarico prestigioso, trascorse numerosi a San Pietroburgo anche Costantino Nigra, illustre studioso ed iscrittore, che a partire dal 1876 ebbe un incarico presso l’ambasciata italiana nell’allora capitale russa.

Infine vanno sicuramente menzionati, in virtù del loro moderno spirito imprenditoriale, gli esponenti della famiglia Axerio che ebbero numerose committenze da parte dello zar, degli Yusupov e di altre potenti famiglie russe, con un notevole successo economico bruscamente interrotto nel 1917.

Originari di Rima San Giuseppe con altri compaesani emigrarono per realizzare il marmo finto, una sorta di pietra artificiale a base di scagliola e pigmenti artificiali, nei palazzi delle corti e della nobilta’ europea ma anche d’Africa e persino oltreoceano. In questo piccolo paese della Valsesia è possibile visitare la Casa del marmo, un museo laboratorio dove viene tramandata questa tradizione artigiana. http://www.marmoartificiale.it

Per quanto riguarda l’Associazione Piemontesi e Amici del Piemonte di San Pietroburgo, così si chiama la finora unica sezione della Russia, nonostante sia stata costituita soltanto nel maggio 2007, è gia’ disponibile un essenziale sito internet http://www.piemontesiinrussia.org

Nella foto la lapide che ricorda i Decabristi, ora conservata in uno dei musei che si trovano alla Fortezza di Pietro e Paolo, con una lista nella quale si puo' leggere anche il nome di Poggio.


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domenica, dicembre 09, 2007
San Pietroburgo

Avrei dovuto segnalarvi da tempo l'esistenza de il reporter, un'interessante rivista online, ma un po' vanitosamente ho aspettato di scrivere un pezzo e di vederlo pubblicato.

Leggete dunque il reporter, raccontare oltre il confine: reportage, storie, eventi, notizie, scoperte, libri
all'indirizzo  http://www.ilreporter.com. Se vi piace, non mancate di mettere l'indirizzo fra i vostri preferiti!

Il mio pezzo ora e' in prima pagina, ma se non riuscite a trovarlo, provate a cercare questa fotografia!
La foto, pubblicata in abbinamento al pezzo, e' quella dell'antica ambasciata del Regno d'Italia, con ancora visibile lo stemma dei Savoaia, sita in Malaya Morskaja Ulitza, vicino alla Moika.

Ambasciata del Regno d'Italia a San Pietroburgo
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mercoledì, novembre 21, 2007
San Pietroburgo

Il titolo non si riferisce a me stesso, anche ad esser sincero la mia autostima e' cresciuta parecchio dal mio trasferimento qui ( e sperando non si sia gia' tramutata in superbia), ma ad un cantante italiano, che in Italia ha avuto successo ad inizio carriera, ma poi e' stato dimenticato in madrepatria rimanendo invece popolarissimo all'estero, Russia inclusa.

Ed oggi, appena rientrato dal viaggio ma gia' al lavoro, all'ennesima citazione di questo nome, ho deciso di affrontare la questione di petto e scoprire chi era costui, il nome non lo scrivo, per non soddisfare subito la curiosita'. Insomma Katya ne ha persino una cassetta e molti dei miei studenti se lo ricordano, ma a me come a a tutti gli altri italiani con i quali ho avuto a che fare negli ultimi tre anni, e sono davvero molti, questo nome non diceva mai assolutamente niente.

Eppure ha interpretato canzoni famossime com O' Sole mio, Santa Lucia, Mamma, Ave Maria, ha persino partecipato al Festival di Sanremo e a quello di Napoli, ha fatto migliaia di concerti in tournee' per tutto il mondo, pare spostandosi con il proprio aereo personale, a quei tempi una cosa impensabile ed anche adesso non proprio da tutti.

Non e' esattamente il mio genere di musica, ma frugando un po' per YouTube il video di una canzone che sicuramente io ho sentito cantata da lui e immagino anche molti miei coscritti. Per chi non se lo ricorda, il nome e' dopo il video, mentre per tutti e' il video con alcune delle sue migliori interpretazioni e le copertine con gli album famosi. Nostalgia da rientro? Non e' da escludere...

 

Non esiste nemmeno un fanclub con un sito, in italiano praticamente solo su Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Robertino
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sabato, novembre 10, 2007
San Pietroburgo

Lo confesso: ho  quasi copiato il titolo, mi sono ispirato allo spettacolo, poi diventato libro, Giù  al Nord, che forse ho intravisto in TV, sicuramente non ho visto a teatro e certamente non ho letto. Pero', passati gia' dieci anni, mi ricordavo certamente di Antonio Albanese - http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Albanese  - del quale ahime' non ho trovato un sito ufficiale ma la solita voce di Wikipedia, che parlava di lavoro, emigrazione e societa' post industriale.

Insomma temi per me, anzi la prossima settimana partecipero' persino ad una conferenza dal titolo Giovani e mobilità, alla quale sono stato in veste ufficiale, dove si parlera' proprio di questo! Sto gia' divagando, pardon. Allora, cosa stavo scrivendo? Ah, ecco. La tematica e'
attualissima, particolarmente in questi giorni sono entrato in contatto con italiani che decidono di migrare, di lasciare la patria, di andarsene altrove. Molti di loro vengono in Russia, ci rimangono e, partiti da zero, cercano un lavoro, imparano una lingua nuova, mettono su famiglia ed in Italia ci vanno per solo per le vacanze.

Mi stupisce anche la quantita' di persone, soprattutto giovani, che prendono questa decisione radicale, magari non irreversibile, tuttavia coraggiosa anche se forse solo temporanea per venire al nord. Mi stupisce perche' quassu' attorno al Baltico, in Scandinavia, in certi paesi si stara' anche meglio, anzi di sicuro si vive meglio, pero' il clima e' difficile, soprattutto per chi arriva dal Meridione italiano, il cibo nostrano si fa rimpiangere. E poi inserirsi in queste societa' nordiche, spesso fredde, magari ostili, forse semplicemente riservate o discrete, ma diverse dai pur variegati contesti sociali italiani, spesso risulta difficile, soprattutto nel caso non si abbia un partner del luogo oppure non si lavori in qualche ambiente internazionale, dove legare piu' facilmente con altri emigranti, provocando una solitudine triste, pesante, deprimente come d'autunno il clima.

Certamente un riferimento per fare il punto della situazione e' Italiansonline - http://italiansonline.net - con buona probabilita' il forum piu' frequentato dagli Italiani all'estero, ma volevo parlare di questo. Io, girando per la rete, in maniera un po' distratta tutto sommata e non sistematica, solo nell'ultima settimana ho scoperto numerosi blog scritti da italiani che abitano tutti dalle mie parti, ovvero in nazioni affacciate sul Mar Baltico http://it.wikipedia.org/wiki/Mar Baltico: Lituania, Svezia, Danimarca, Norvegia, insomma avete capito dove, niente Polonia, Estonia e Lettonia, peccato!

In altre parole se tra nuovi e vecchi blog, a parte quelli dalla Russia che raggiungono la decina in lingua italiani, ci sono una decina di italiani che scrivono della propria vita Quaggiù al nord, praticamente uno per nazione, significa che la presenza italiana e' davvero numerosa. Lo penso anche perche' non credo che scrivere blog sia proprio un hobby cosi' popolare per chi vive all'estero, considerando che si e' sia attratti dalle numerose novita' sia assai impegnati nell'adattamento alla nuova realta' piuttosto che passare il tempo su internet!

Quindi ho deciso di fare un piccolo censimento, col pretesto di sistemare i link preferitii, dal quale risulta appunto che attualmente scrivono blog ben una decina di italiani residenti in questa zona d'Europa, inclusa la Russia. Esclusa quest'ultima, questa e' la zona dell'Unione Europea con il tasso di sviluppo piu' elevato, e' un caso che molti giovani, dinamici, tecnologicamente avanzati e con un'istruzione mediamente elevata, decida di venire da queste parti? o e' solo un pretesto per il mio blog odierno? Boh, facciano i sociologi!

Io mi limito a presentarli, in ordine alfabetico, inserendo solo quelli aggiornati ed ancora residenti all'estero, la lista completa nella colonna laterale.


Fuori classifica, perche' ritornato in Italia un anno fa dalla Lituania, Karim’s Blog Il blog di Karim Gorjux di Karim, ma al quale devo una citazione perche' ne ho trovati parecchi di quelli sopra elencati, sfogliando i suoi post, e Barhatnaya Spinka - Scritture di connessione e di erranza tra Roma, Parigi e San Pietroburgo di Barhatnaya, perche' ipernomade! Non potevo mancare infine un classico, anzi forse il primo fra i blog di Quaggiù al nord ovvero Sogno russo - La Russia d’oggi vista e raccontata da un italiano stranoilrusso - http://ilrusso.blog.dada.net - ormai non piu' aggiornato dal febbraio 2006, ma che merita sicuramente una lettura per i post interessanti, coinvolgenti e ben scritti. scrito da

Integrazioni ed aggiunte a questo elenco sono graditissime! Nella foto, un'immagine familiare a noi emigranti: un taxi verso l'aeroporto, il tipico paesaggio nordico e una fila di tir alla frontiera russo-finlandese.


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domenica, novembre 04, 2007
San Pietroburgo

"Non hai mai nostalgia dell'Italia?" Questa e' una domanda che mi hanno sempre posto, sin dal primo giorno di mia permanenza in Russia e continua ad essere una delle prime cose che mi chiedono le persone con le quali mi incontro per la prima volta. Ogni studente, collega o semplicemente neoconoscente immancabilmente mi rivolge questa domanda.

Ovvio che, trasferendomi dall'Italia alla Russia, senza lingua, soldi e lavoro, l'inizio non e' stato facile, e sicuramente l'aiuto di Katya e' stato fondamentale nell'aiutarmi ad adattarmi alla nuova realta' russa, sicuramente non facile per uno straniero, ma senza dubbio non impossibile per un italiano, abituata gia' allo nostra burocrazia, disorganizzazione e improvvisazione che trovano degli ottimi equivalenti russi.

E mia moglie sostiene sempre che i primi mesi, coincidenti con la nostra convivenza, sono stati non facili anche perche', secondo lei, io ho sofferto di un consistente stress da riadattamento. Non ne sono del tutto convinto, ma certamente la differenza fra il venirci in vacanza, come avevo fatte parecchie volte per venirla a trovare prima del trasloco, e rimanerci a vivere e' notevole, considerando che il clima  e' un po' piu' ostico di quello padano, anche se non cosi' terribile come si pensi. Ora sta nevicando, per me e' la prima volta dopo l'estate, ma poca roba, anzi il cielo e' pure azzurro

Pero' un briciolo di nostalgia, ovvio quello per la famiglia d'origine, gli amici di vecchia e le abitudini italiane, talvolta cattive, talaltra ottime - e di queste si' che si sente la mancanza, per un qualcosa di particolare mi rimane sempre. Si tratta dei salumi e dei formaggi, e di quest'ultimi in particolare sono un divoratore, potrei mangiarne un chilo al giorno, ma fortunatamente mi trattengo anche per non prendere io stesso la forma di una toma! E che festa, come oggi, quando con un'ospite gradito arrivano anche un paio di graditissimi doni culinari, per la precisazione dello speck e del parmigiano: che accoppiata formidabile! Un grazie enorme  a chi di dovere!

Non che non mi piaccia la  cucina russa, anzi io la amo in toto, ad escusione finora del Медовуха, una terribile bevanda dolciastra a base di miele e non che cos'altro http://en.wikipedia.org/wiki/Medovukha, ma per quanto riguarda i formaggi non c'e' proprio paragone come qualita' e varieta', in particolare per un piemontese come me! Per i salumi, siamo li', attorno alla sufficienza, risotti e pasta non esistono proprio, mentre per tutto il resto siamo a buoni livelli, anzi se uno sa scegliere si puo' mangiare bene e spendendo poco, cosa ormai difficile anche in Italia, dove pero' ribadisco secondo me la cucina e' la migliore del mondo, con una molteplicita' infinita di ricette e di prodotti!
Dovrei parlare di Russia, allora ecco qualcuno tra i piatti piu' tipici, di una cucina che ha origini variegatissime con influenze sia di quella del Caucaso, di quella asiatica dei Mongoli, ed ovviamente di quella europea, francese in primis, ma anche tedesca e sicuramente italiana. Insomma, un vero minestrone di influenze!

Le zuppe sono sicuramente fra i piatti forti: possiamo elencare il boršc (zuppa di barbabietole e di verdure), al quale mi sono convertito anch'io, nonostante prima  odiassi le barbabietole, poi lo šci, a base di cavolo, ucha, a base di pesce, o la soljanka, a base di carne. Insomma dei bei piatti sostanziosi, col clima che c'e' insomma bisogna pur scaldarsi in qualche modo, ma d'estate le versioni fredde di alcune
queste zuppe sono piu' che gradevoli!

Sapete che vi dico? Mi e' venuta una gran fame, quindi la smetto e magari continuo la prossima volta. Per ora vi lascio un paio di link da visitare:
mentre Wikipedia e' piuttosto carente su questo punto di vista, ma il link ve lo segnalo caso mai aveste voglia di colmare qualche lacuna http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Cucina_russa

Priatnogo appetita!

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