San Pietroburgo
Chissa' che rivelazioni vi aspettereste dopo un titolo del genere... Ma si tratta proprio di un post qualunque, ordinario ma quasi eccezionale nella sua pubblicazione quotidiani, che va a seguire quello di ieri e magari precedera' quello di domani.
Ieri sera, stufo dopo aver trascorso la mattinata con gli studenti, ovviamente un insegnante privato di lingua lavora soprattutto negli orari in cui gli altri non lo fanno, e il pomeriggio davanti al computer, con giusta disapprovazione della consorte, riesco ad organizzare un'uscita il sabato sera, evento quasi eccezionale da quando vivo a San Pietroburgo. E cosi' una coppia omologa alla nostra, ovvero lei locale e lui italiano nonche' collega, ci vengono a prendere in macchina per andarci a bere una birra.
La serata non sembra iniziare per il verso giusto, visto che lo spigolo di un marciapiede si rivela piuttosto ostico e ci squarcia un copertone in manovra di parcheggio. Non importa, dico io tutto pimpante e quasi sbruffone, la gomma la cambio io, e' l'unica cosa che so fare con le macchine! Ma non avevo fatti i conti con un bullone arruginito. Tuttavia, constata l'impossibilita' di cambiare la ruota, l'auto viene lasciata al suo destino, ovvero attesa dell'indomani per il cambio ruota. E si', i gommisti a San Pietroburgo non sono 24 ore su 24, ma solo 12. Scartato il primo bar irlandese eccessivamente rumoroso per le nostre ambizioni chiacchieratorie, ce ne finiamo in un finto lussuoso
Lounge bar che grazie ai cocktail annacquati, alle birre care e alla cameriera scorbutica finisce subito nella lista degli sconsigliati.
Tuttavia oltre all'ubriaco, ce ne sono anche nei locali che si danno le arie?, stravaccato sul tavolino vicino all'ingresso, forse per dare un tocco di classe all'ambiente, la scena madre della nostra permanenza e' quella di quando il nostro amico, che chiameremo F, vede un italiano che entra nel locale. Si chiede "Mi sembra chiami Alberto, ma non sono sicuro" e lo chiama. Nessuna risposta. Un altro paio di tentativi, nessun risultato. Alla fine il tipo si gira e si riconoscono! Cerimonia di presentazione.
Amico F.:
Alberto!
Italiano:
Alberto?
Amico F.:
Alberto!
Italiano:
Ciao Alberto
Amico F.
Ma io non mi chiamo Alberto. Io sono F, non eri tu che ti chiamavi Alberto?
Italiano:
Ma neanch'io mi chiamo Alberto, sono Enrico
Due italiani che ridono come scemi e noi tre, io Katya e la fidanzata di F, che li guardiamo pure ridendo.
E poi usciamo per andare in cerca di una birra. Dopo una mezz'oretta a piedi, un paio di locali che stanno per chiudere e che quindi ci rimbalzano all'ingresso, arriviamo ad una tra le birrerie preferite dei nostri amici, che scopriamo essere a meta' strada fra le nostre rispettive abitazioni, raggiungibile in 10 minuti di cammino, aperta 24 su 24 e abbastanza economica. No comment sull'uscita in macchina, ma serata chiusa in bellezza con birra locale
Vasileostrovskoe, stuzzichini gustosamente malsani e poi via spesa al supermercato alle 3.30 per rientrare a casa alle 3, potenza dell'
ora legale...
Nonostante questo, ci alziamo ad un'ora abbastanza decente e, visto le avvisaglie dell'inverno, ovvero maniche corte in casa a causa del riscaldamento centralizzato regolato per meno 20 quando fuori c'e' piu' 5, e vista la coda dal gommista di fronte a casa, decidiamo di montare le gomme invernali. Ovviamente qualche disguido non puo' non esserci, ma avendo ben 8 chiodati in casa, senza essere i proprietari dell'autovettura - ma questa dietro le quinte e' troppo complicato per essere spiegato, riusciamo a completare l'operazione in solo 6 ore, che non trascorriamo fortunatamente non in coda, ma facendoci gli affari nostri.
Tra questi ultimi va segnalata una visita al
Museo statale dell'arte teatrale e musicale di San Pietroburgo www.theatremuseum.ru - il cui nome e' inversamente proporzionale all'ampiezza dell'esposizione, ma che mi aveva suscitato interesse a causa di una conferenza sul Canton Ticino alla quale ho assistito recentemente. Nonostante sia stata un'improvvisata a causa dei problemi con il box Ferrari di cui sopra e l'orario d'arrivo fosse al limite dell'ingresso, la visita si e' rilevata interessante e gradevole. Piuttosto pittoresco, anzi teatrale - ah, ah, ah! - il battibecco fra cassiera, rivelatasi poi una sorta di direttrice, che ha voluto farmi entrare gratis stante il mio status di studente mentre la sorvegliante sosteneva la necessita' del sovrapprezzo come straniero, abbiamo visitato le prime sale dell'esposizione, ricche di foto ed informazioni, ma tallonati dalla signora che ci stava col fiato sul collo e col dito sull'interruttore delle luci per sospingerci verso l'uscita. Gia' sconsolati, erano ormai la 17.20 con la chiusura programmata per le 18, siamo saliti al piano superiore per proseguire la visita.
Ma una sorpresa piacevole ci ha accolti, oltre ad oggetti di scena, costumi, maquette di teatri famosi, persino un pianoforte su cui suonava
Čajkovskij - http://it.wikipedia.org/wiki/Pëtr Il'ič Čajkovskij - ci ha accolti una gentile signora, la solita pensionata costretta ad arrotondare, entusiasta del suo lavoro, che ci ha fatto da guida per le due sale di sua competenza, illustrandoci con ampie spiegazioni gli oggetti esposti, invitandoci persino a fotografarli, toccarli ed ad indossare i copricapi. Troppo grazia, Sant'Antonio! E cosi' un noioso pomeriggio autunnale ci svelato un retroscena particolare, ovvero su come nei teatri soffiasse il vento, sciabordassero le onde del mare e volasse un Superman ante litteram! La foto svela quest'ultimo segreto del dietro le quinte!