mercoledì, novembre 21, 2007
San Pietroburgo

Il titolo non si riferisce a me stesso, anche ad esser sincero la mia autostima e' cresciuta parecchio dal mio trasferimento qui ( e sperando non si sia gia' tramutata in superbia), ma ad un cantante italiano, che in Italia ha avuto successo ad inizio carriera, ma poi e' stato dimenticato in madrepatria rimanendo invece popolarissimo all'estero, Russia inclusa.

Ed oggi, appena rientrato dal viaggio ma gia' al lavoro, all'ennesima citazione di questo nome, ho deciso di affrontare la questione di petto e scoprire chi era costui, il nome non lo scrivo, per non soddisfare subito la curiosita'. Insomma Katya ne ha persino una cassetta e molti dei miei studenti se lo ricordano, ma a me come a a tutti gli altri italiani con i quali ho avuto a che fare negli ultimi tre anni, e sono davvero molti, questo nome non diceva mai assolutamente niente.

Eppure ha interpretato canzoni famossime com O' Sole mio, Santa Lucia, Mamma, Ave Maria, ha persino partecipato al Festival di Sanremo e a quello di Napoli, ha fatto migliaia di concerti in tournee' per tutto il mondo, pare spostandosi con il proprio aereo personale, a quei tempi una cosa impensabile ed anche adesso non proprio da tutti.

Non e' esattamente il mio genere di musica, ma frugando un po' per YouTube il video di una canzone che sicuramente io ho sentito cantata da lui e immagino anche molti miei coscritti. Per chi non se lo ricorda, il nome e' dopo il video, mentre per tutti e' il video con alcune delle sue migliori interpretazioni e le copertine con gli album famosi. Nostalgia da rientro? Non e' da escludere...

 

Non esiste nemmeno un fanclub con un sito, in italiano praticamente solo su Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Robertino
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lunedì, novembre 12, 2007
San Pietroburgo

Ecco cosa diventato: un pantofolaio, un PANTOFOLAIO, P-A-N-T-O-F-O-L-A-I-O.

Terribile.

Certo, e' novembre, il tempo non invoglia certo ad uscire, ho un mucchio di idee da realizzare per mezzo del computer,  molti dei miei studenti vengono a casa, anzi uno dei motivi principali per il quale ho deciso di riprendere a fare i gruppi, e' l'obbligarmi di uscire di casa piu' spesso e on solo per andare a lezione di russo, due volte a settimana, o per buttare l'immondizia - mamma mia quanta ne produciamo e riciclaggio zero!

Prendiamo ieri, nonostante fosse domenica e la giornata piuttosto uggiosa, e pure con la scusa di due lezioni di italiano, dalle 17.00 alle 21.00 - quaggiu' al nord noi si lavora sodo - sono sceso solo a portare il sacchetto delle spazzatura. Che tristezza.

E sabato pure non che abbia girato molto, anche perche' sono in una fase scrittoria piuttosto prolifera, oggi ho messo in linea un sito nuovo, ancora un po' di suspence, devo mettere a punto un paio di dettagli e poi sara' pubblicita' a tutto spiano, e sabato ho dedicato un post di pseudo ricerca socio-antropologica, quanto mi piacciono questi paroloni ;-), che mi ha fatto venire un'altra idea dove, per fortuna, il mio (con)tributo di tempo davanti allo schermo non aumentera' di molto, anzi il tempo di un copincolla.

Pausa. Apro un inciso a proposito dei blogger circumbaltici.

Chiedo venia pubblicamente per due dimenticanze, una semi perdonabile, l'altra no ma dovuta a pura distrazione. La prima riguarda l'ahime' non piu' aggiornato Sogno russo - La Russia d’oggi vista e raccontata da un italiano strano scrito da ilrusso - http://ilrusso.blog.dada.net - ormai non piu' aggiornato dal febbraio 2006, ma che merita sicuramente una lettura per una serie consistente di post interessanti, coinvolgenti e ben scritti. Infatti molte delle visite, tra quelle monitorate, che giungono al mio blog provengono proprio da li'. Beh, diciamo che in un certo modo le pagine di quel sito mi sono riconoscenti, poiche' in un certo modo, senza voler apparire presuntuoso, credo di aver avuto un contributo non cosi' irrilevante nel salvarle dalla cancellazione.

La seconda terribile disattenzione riguarda Ayna, autrice prolifica e fotografa appassionata, o se non altro attiva ricercatrice di immagini, che cura Dalla Bielorussia all'Italia - http://fromminsk.splinder.com. Pur essendo ritornata in Italia da Minsk, i suoi post pressoche' quotidiana parlano quasi esclusivamente della Bielorussia, paese poco conosciuto e quel poco pure male, per dare retta a quella che scrive la nostra superficiale industria dell'informazione. Quindi averla dimenticata, e con lei un paese che appartiene comunque a quest'area, e' una mancanza che rimedio or ora, aggiungendo alla lista laterale ed al post di ieri l'altro (che bellezza, in russo ci sarebbe un aggettivo anche per quest'occasione, suona pressapoco come ieraltresco).

Chiusa pausa. Sabato alle 17.50 - incredibile per l'Italia, eh!? -siamo andati in banca, e questo meriterebbe un post a parte ma temo che non manchera' una ulteriore occasione e poi al caffe', ma anche venerdi' sera siamo usciti, gli studenti mi avevano dato la libera uscita, e persino siamo andati a mangiare fuori e la seratina e' stata tranquilla. Ma quello di cui avevo intenzione di parlare, avevo anche pensato al titolo, sarebbe stato Sopra le righe, ma poi sembrava troppo dedicare un post tutta ad una critica.

Insomma ho cambiato idea, e poi a caval donato non si dovrebbe guardar in bocca, ma io e Katya siamo I soliti criticoni, tuttavia non posso non raccontare di come due bravi musicisti, in un concerto patrocinato anche dall'Istituto Italiano di Cultura - www.iicsanpietroburgo.esteri.it - riescano a rovinare tutta l'atmosfera del tango suonato con chitarra e fisarmonica, perfettamente, pure truppo, con un'accademicita' pure eccessiva per una musica cosi' passionale, ma nel contempo austera e malinconica, contrasta da una mimica facciale esagerata, gigionesca, un'istrionicita' sopra le righe, anzi addirittura ridicola e fuori luogo per un pubblico cosi' competente come quello della Filarmonica di San Pietroburgo - http://www.philharmonia.spb.ru.

L'avranno fatto per perpretare lo stereotipo di italiani esuberanti, fino ad arrivare ad avere spasmi facciali, stereotipo che cerco di combattere ogni giorno? Boh, sta di fatto che, nonostante i bis inevatibili siano stati piu' spontanei e meno arteffatti, la foto io l'ha fatta all'organo e non a loro. Tie'!

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domenica, ottobre 28, 2007
San Pietroburgo

Chissa' che rivelazioni vi aspettereste dopo un titolo del genere... Ma si tratta proprio di un post qualunque, ordinario ma quasi eccezionale nella sua pubblicazione quotidiani, che va a seguire quello di ieri e magari precedera' quello di domani.

Ieri sera, stufo dopo aver trascorso la mattinata con gli studenti, ovviamente un insegnante privato di lingua lavora soprattutto negli orari in cui gli altri non lo fanno, e il pomeriggio davanti al computer, con giusta disapprovazione della consorte, riesco ad organizzare un'uscita il sabato sera, evento quasi eccezionale da quando vivo a San Pietroburgo. E cosi' una coppia omologa alla nostra, ovvero lei locale e lui italiano nonche' collega, ci vengono a prendere in macchina per andarci a bere una birra.

La serata non sembra iniziare per il verso giusto, visto che lo spigolo di un marciapiede si rivela piuttosto ostico e ci squarcia un copertone in manovra di parcheggio. Non importa, dico io tutto pimpante e quasi sbruffone, la gomma la cambio io, e' l'unica cosa che so fare con le macchine! Ma non avevo fatti i conti con un bullone arruginito. Tuttavia, constata l'impossibilita' di cambiare la ruota, l'auto viene lasciata al suo destino, ovvero attesa dell'indomani per il cambio ruota. E si', i gommisti a San Pietroburgo non sono 24 ore su 24, ma solo 12. Scartato il primo bar irlandese eccessivamente rumoroso per le nostre ambizioni chiacchieratorie, ce ne finiamo in un finto lussuoso Lounge bar che grazie ai cocktail annacquati, alle birre care e alla cameriera scorbutica finisce subito nella lista degli sconsigliati.

Tuttavia oltre all'ubriaco, ce ne sono anche nei locali che si danno le arie?, stravaccato sul tavolino vicino all'ingresso, forse per dare un tocco di classe all'ambiente, la scena madre della nostra permanenza e' quella di quando il nostro amico, che chiameremo F, vede un italiano che entra nel locale. Si chiede "Mi sembra chiami Alberto, ma non sono sicuro" e lo chiama. Nessuna risposta. Un altro paio di tentativi, nessun risultato. Alla fine il tipo si gira e si riconoscono! Cerimonia di presentazione.

Amico F.: Alberto!
Italiano: Alberto?
Amico F.: Alberto!
Italiano: Ciao Alberto
Amico F. Ma io non mi chiamo Alberto. Io sono F, non eri tu che ti chiamavi Alberto?
Italiano: Ma neanch'io mi chiamo Alberto, sono Enrico

Due italiani che ridono come scemi e noi tre, io Katya e la fidanzata di F, che li guardiamo pure ridendo.
E poi usciamo per andare in cerca di una birra. Dopo una mezz'oretta a piedi, un paio di locali che stanno per chiudere e che quindi ci rimbalzano all'ingresso, arriviamo ad una tra le birrerie preferite dei nostri amici, che scopriamo essere a meta' strada fra le nostre rispettive abitazioni, raggiungibile in 10 minuti di cammino, aperta 24 su 24 e abbastanza economica. No comment sull'uscita in macchina, ma serata chiusa in bellezza con birra locale Vasileostrovskoe, stuzzichini gustosamente malsani e poi via spesa al supermercato alle 3.30 per rientrare a casa alle 3, potenza dell'ora legale...

Nonostante questo, ci alziamo ad un'ora abbastanza decente e, visto le avvisaglie dell'inverno, ovvero maniche corte in casa a causa del riscaldamento centralizzato regolato per meno 20 quando fuori c'e' piu' 5, e vista la coda dal gommista di fronte a casa, decidiamo di montare le gomme invernali. Ovviamente qualche disguido non puo' non esserci, ma avendo ben 8 chiodati in casa, senza essere i proprietari dell'autovettura - ma questa dietro le quinte e' troppo complicato per essere spiegato, riusciamo a completare l'operazione in solo 6 ore, che non trascorriamo fortunatamente non in coda, ma facendoci gli affari nostri.

Tra questi ultimi va segnalata una visita al Museo statale dell'arte teatrale e musicale di San Pietroburgo www.theatremuseum.ru - il cui nome e' inversamente proporzionale all'ampiezza dell'esposizione, ma che mi aveva suscitato interesse a causa di una conferenza sul Canton Ticino alla quale ho assistito recentemente. Nonostante sia stata un'improvvisata a causa dei problemi con il box Ferrari di cui sopra e l'orario d'arrivo fosse al limite dell'ingresso, la visita si e' rilevata interessante e gradevole. Piuttosto pittoresco, anzi teatrale - ah, ah, ah! - il battibecco fra cassiera, rivelatasi poi una sorta di direttrice, che ha voluto farmi entrare gratis stante il mio status di studente mentre la sorvegliante sosteneva la necessita' del sovrapprezzo come straniero, abbiamo visitato le prime sale dell'esposizione, ricche di foto ed informazioni, ma tallonati dalla signora che ci stava col fiato sul collo e col dito sull'interruttore delle luci per sospingerci verso l'uscita. Gia' sconsolati, erano ormai la 17.20 con la chiusura programmata per le 18, siamo saliti al piano superiore per proseguire la visita.

Ma una sorpresa piacevole ci ha accolti, oltre ad oggetti di scena, costumi, maquette di teatri famosi, persino un pianoforte su cui suonava Čajkovskij - http://it.wikipedia.org/wiki/Pëtr Il'ič Čajkovskij - ci ha accolti una gentile signora, la solita pensionata costretta ad arrotondare, entusiasta del suo lavoro, che ci ha fatto da guida per le due sale di sua competenza, illustrandoci con ampie spiegazioni gli oggetti esposti, invitandoci persino a fotografarli, toccarli ed ad indossare i copricapi. Troppo grazia, Sant'Antonio! E cosi' un noioso pomeriggio autunnale ci svelato un retroscena particolare, ovvero su come nei teatri soffiasse il vento, sciabordassero le onde del mare e volasse un Superman ante litteram! La foto svela quest'ultimo segreto del dietro le quinte!

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domenica, ottobre 21, 2007
San Pietroburgo

Poco tempo per scrivere, sta iniziando a fare freddo, il lavoro e' sempre incasinato ma tuttavia oggi, fregandocene di faccende domestiche e raffreddori inopportunu, siamo andati a farci un giretto al nostro parco preferito. Si tratta del parco del palazzo imperiale di Pavlovsk, una cittadina appena fuori San Pietroburgo, che si e' sviluppato attorno a questo residenza estiva degli zar. Per chi vuole saperne di piu' in russo  http://www.gopavlovsk.ru e anche in italiano http://it.wikipedia.org/wiki/Pavlovsk.

E' una delle nostre mete preferite, mie e di Katya intendo, anche perche' si raggiunge facilmente con l'elektrichka, ovvero il treno suburbano - consiglio a tutti un viaggio per immergersi in una realta' quotidiana molto tipica della Russia, nonostante sedili di legno, abbastanza comodi, e mancanza di toilette, un po' meno comodo, sic! - e infatti ci siamo andati in tutte le stagioni. In autunno a funghi, e relativo risotto, in inverno a fare sci di fondo, in estate a passeggiare.

E cosi' stamattina ci siamo andati senza neanche averlo programmato e anche la visita e' stata tutta un'improvvisazione, dalla ricerca dei gabinetti - ormai diventati carissimi, persino 13 rubli e la carta igienica rimane sovieticamente a dispozione solo all'ingresso, sotto lo sguardo arcigno della cassiera - al classico sconto all'ingresso per me, eterno studente, e mia moglie, russa, a prezzo pieno ;-).

Ci siamo incamminati verso un piccolo edificio che non avevamo mai visto da vicino e, notato il cancello stranamente aperto, ci siamo avvicinati per vedere cosa stesse succedendo. Il padiglione tutto a vetri era piedi di gente seduta e abbiamo capito che si stava tenendo un concerto, perdipiu' gratis. Colta al volo l'occasione, siamo entrati e accomodati tra gli spettatori, soprattutto c'erano vecchiette pensionate, qualche uomo, o in divisa da militare o vestiti da intellettuali squattrinati, un paio di allievi ufficiali, qualche bambino con la nonna, insomma la solita fauna russa, senz'offesa. Ma effettivamente chi avremmo potuto trovare ad un saggio di musica classica, oltre al maestro che accompagnava le aspiranti dive dell'opera in una fredda domenica autunnale?

E tuttavia qualche sorpresa, un po' scontata da una parte, ma dall'altra piacevole, l'abbiamo avuta: le cantanti erano abbastanza brave, anche se un po' nervose - che fosse l'esordio in pubblico? - la clarinettista ci ha messo tutto l'impegno a giudicare dalle guance rigonfie d'aria e anche gli accompagnatori al pianoforte per il mio orecchio profano erano gradevoli da ascoltare.

Ma il pezzo forte l'abbiamo avuto dal signore della foto, che oltre alle arie piu' famose delle opere italiane ci a stupito con un 'O sole mio - http://it.wikipedia.org/wiki/'O sole mio - interpretato con un'intensa passionalita', una perfetta dizione napoletana incluso lo "scenne" e con la gestualita', la mimica facciale di un televenditore e l'abbigliamento in tono. Che fosse italiano? a voi la risposta...

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giovedì, settembre 06, 2007
San Pietroburgo

Un po' di melanconia, di mestizia autunnale che condiscono qualche notizia poco gradita... Che fare?

Ascoltamioci un po' di Neue Deutsche Welle (NDW) genere musicale che a partire dal 1976 definisce la nuova ondata di musica tedesca, originata dal Punk rock e New Wave, coniato da Jürgen Kramer, uno studente che scriveva sulle fanzine, comparso poi anche in giornali più importanti. Continua su http://it.wikipedia.org/wiki/Neue_Deutsche_Welle

Quindi mi concedo un'eccezione e invece della solito autoprodotta, il video di 99 Luftballons, che non ho mai capito perche' mi ronzi nella testa da almeno vent'anni, senza che io sia mai stato un fan di Nena - http://www.nena.de - ne' un appassionato di lingua tedesca! auf Wiedersehen!

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