martedì, novembre 06, 2007
San Pietroburgo

Ieri, 5 novembre, era festa, ma in realta' si festeggia il 4 novembre, che a propria volta ha sostituito il 7 novembre, data in cui si celebrava l'anniversario della Rivoluzione d'Ottobre. 

Come forse avrete gia' capito quando si scrive di Russia, le cose non sono mai quello che sembrano e spesso sono complicate. Iniziamo dal fondo. Ora cerchero' di mettere un po' di ordine in questa piu' assomigliante ad una formula di algebra che ad una festivita', cominciando dall'inizio.

E' noto che la Russia zarista fosse per certi aspetti un po' arretrata, anzi pure molto, ad esempio  la servitu' della gleba - http://it.wikipedia.org/wiki/Servitù della gleba - venne abolita solo nel 1861, che combinazione, vero? mentre il calendario giuliano - http://it.wikipedia.org/wiki/Calendario_giuliano - rimase in vigore fino al primo febbraio 1918, seguito da un 14 febbraio 1918, cosa che ovviamente ha spostato anche la data della Rivoluzione d'Ottobre - http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione d'Ottobre - di cui quest'anno ricorre il 90nesimo anniversario, rievocato in maniera piu' o meno pubblicamente ovunque in Europa e nel mondo, tranne che in Russia dove lo festeggiano sono i nostalgici comunisti ed affini.

Mi astengo da commenti politici, mi limito a constatare socio-antropologicamente che una data, appunto il 7 novembre, che fino al 1994 era considerata festa nazionale con appunto un esplicito riferimento alla Rivoluzione, poi modificata da Boris Nikolaevič El'cin - http://it.wikipedia.org/wiki/Boris Nikolaevič El'cin
- nella denominazione in Giorno della concordia e della riconcilazione ma non nella sostanza.

Solo nel 2005, con la presidenza di Vladimir Vladimirovič Putin - http://it.wikipedia.org/wiki/Vladimir Vladimirovič Putin - quando ormai il 7 novembre aveva ormai perso molto del significato originario, e' stato inventato, sinceramente non saprei trovare altro termine (e sinceramente molti dei russi che conosco non hanno la piu' pallida idea di cosa si voglia commemorare)  questo fantomatico Giorno dell'unita' popolare o qualcosa del genere, traducendo con lo spannometro День народного единства.

E cosi' come giustamente si commenta nell'articolo From Bolshevism to Chauvinismin, disponibile sull'ultimo numero del The St. Petersburg Times - www.sptimes.ru/index.php - si e' passati dal bolscevismo allo sciovismo, tendenza molto di moda in Russia sia nelle tendenza integraliste della chiesa russa ortodossa, delle frange nazionaliste estreme e nelle misure centraliste del governo. Ooops, avevo promesso di non parlare di politica.

Ultima parte della spiegazione, perche' era festa anche ieri, ovvero il 5 novembre, giornata durante la quale io ho insegnato praticatamente tutto il giorno mentre Katya e' rimasta a casa dal lavoro, come da prassi. In Russia c'e' l'ottima abitudine, mi spingerei ad un ottimissima abitudine, di far diventare festivo il lunedi' successivo o il venerdi' precedente se una festivita' cade rispettivamente di domenica o sabato, in modo da non fare confusione coi giorni lavorativi. Ecco, questa e' un'usanza che io importerei volentieri anche in Italia, in modo da ufficializzare i ponti ed evitare quegli strani assenteismi  collettivi intorno al Ferragosto, ai Santi e via dicendo.

Ecco perche' una festivita' del 7 novembre si e' festeggiata il 5. Ma cosa e' successo il 4 novembre, di tanti anni fa? Mi sono ricordato di averne scritto due anni fa, esattamente qui! http://ragoburgo.splinder.com/post/6216416/Festivita%27+varie%2C+vecchie+e+nu

Noi invece, in compagnia di altre 5 componenti temporanea della diaspora italica in San Pietroburgo, nonche' facenti parte del numeroso gruppo di studenti italiani che ora studiano russo alla mia universita', siamo addirittura nove, quasi piu' dei cinesi - nahh, non e' vero ;-), non avrete pensato mica che noi si possa essere piu' dei cinesi - abbiamo fatto un giro in un altro degli innumerevolissimi musei della citta'.

Considerato che era atmosfera di celebrazioni, visto i miei ed altrui interessi personali e data la giornata piuttosto freddina, siamo andati al Museo della Stampa - http://www.spbmuseum.ru/printmuseum - attratti da una mostra sui manifesti sovietici a partire dal 1918 agli anni '60, insomma in controtendenza con il revisionismo attuale (pare che vogliano anche demolire il Mausoleo di Lenin dalla Piazza Rossa, non hanno altro a cui pensare i nostri parlamentari vedi su Repubblica mummia-lenin.html), e ci e' piaciuta abbastanza, per curiosita' ma niente immagini ahime' http://www.spbmuseum.ru/printmuseum/vistavka/253.htm.

Per farla breve, detto a questo punto..., insomma per concludere, siamo finiti nel posto giusto, si tratta infatti di un edificio che ingloba al suo interno un'antica tipografia, rispetto all'eta' di San Pietroburgo, dove venne stampata per un breve periodo la Pravda - http://it.wikipedia.org/wiki/Pravda - la cui sede era nell'appartamento dove si trova una piccola ala del museo. Su questo giornale, gia' in epoca sovietica, circolava questo simpatico aneddoto В Правде нет известий и в Известиях нет правды, dove Известия era un altro giornale, che fortunamente non si e' ridotto, come la Pravda, ad una sorta di Cronaca vera http://it.wikipedia.org/wiki/Cronaca_Vera .La traduzione del motto di cui sopra e' "Nella Verita' non ci sono notizie e nelle Notizie non c'e' la verita'". Attuale, nevvero?

La guida, evidentemente soddisfatta nel non avere come visitatori pestiferi scolaretti ma adulti abbastanza attenti alla spiegazione, anche se io sono permesso di precisare che Enrico Caruso era italiano, non spagnolo, e che diamine!, ci ha poi persino mostrato la scrivania dove lo stesso Lenin, spesso fino a tarda notte, sic!, scriveva gli articoli da pubblicare sul giornale. Io non ho potuto non fotografare...


mercoledì, agosto 29, 2007
San Pietroburgo

E' bastata una folata di vento e l'estate e' stata spazzata via, insieme a quasi gradi di temperatura. Oggi invece dei 30 ed oltre gradi della settimana scorsa - sara' stato vero? - ce ne sono meno di 15 e la pioggia non e' di certo mancata. Ma l'imminente arrivo dell'autunno non e' solamente negativo, il tempo si aggiustera' di nuovo e si spera che ci sia la Бабье лето, ovvero quel paio di settimane di settembre dove il clima e' gradevolissimo, con temperature miti, belle giornate e le foreste nella loro splendida livrea autunnale, ricca di infinite sfumature.

E poi e' finita la profilassi, ovvero quella simpatica abitudine, retaggio dell'epoca sovietica, di sospendere l'erogazione dell'acqua calda per un tre settimane nel mezzo dell'estate, con lo scopo - apparente - di fare manutenzione alle tubature del teleriscaldamento e dell'acqua calda del sindaco. Noi abbiamo il boiler per la doccia, ma debbo confessare che per lavare i piatti preferisco l'acqua un po' giallognola del ferro delle antiche tubature pietroburghesi al dover scaldarne un po'  nella pentola della pasta.

Settembre significa per noi non solo un attimo di respiro nell'attivita' turistica, cosi' follemente intensa ad agosto, ma anche il periodo delle nostre vacanze, che non tarderanno ad arrivare ma altrettanto velocemente lasceranno spazio ad un autunno che si preannuncia intenso e ricco di nuove idee. Comunque l'oroscopo del 2007 parlava chiaro, fino a settembre si lavora sodo e si ottengono discreti risultati e tutto sommato sono soddisfatto di come sta andando l'anno. Ho sostenuto e passato il TORFL, ho tradotto la patente e mi sono cimentato nella guida in Russia, magari ci scappera' una gita nella Carelia autunnale, uno spettacolo meravigliosa e magari si raccoglieranno un po' di porcini, senza tesserini ne' limiti di quantitativo, insomma, non c'e' di che lamentarsi.

Tra i soliti buoni propositi per l'autunno, c'e' sempre quello di postare meno e piu' spesso, ma chissa'. Per ora per concludere vi segnalo un paio di posticini in internet. Iniziamo da Vilhelm Konnander's weblog, pubblicato in inglese da questo svedese, esperto di Russia e paesi dell'ex-Unione Sovietica, in particolare di socio-politica e di sicurezza, chissa' che vuol dire? All'indirizzo http://vilhelmkonnander.blogspot.com trovate tutti o quasi i blog che parlano di Russia, non importa se e' inglese, italiano, russo, tedesco o che altro? Ci sono anch'io, incommensurabile!

Continuo segnalandovi Dalla Bielorussia all'Italia, dove Ayna, trasferitasi nello Stivale da Minsk - http://it.wikipedia.org/wiki/Minsk - pubblica il proprio interessante punto di vista di emigrata bielorussa, commentando sia la vita quotidiana sia le vicende internazionali. Il tutto in un ottimo italiano, segnatevi quindi l'indirizzo http://fromminsk.splinder.com

Prima di chiudere le trasmissioni, un po' di pubblicita', ma anche un'opportunita' per chi ama scrivere. Un mio amico, direttore del quotidiano online Il reporter, consultabile all'omonimo indirizzo http://www.ilreporter.com
cerca collaboratori. Ecco l'annuncio: "Il quotidiano on line il reporter.com - raccontare oltre il confine - cerca collaboratori per scrivere con taglio narrativo di reportage, storie, eventi, notizie, scoperte e libri dall'Italia e dal Mondo. Trattandosi di attività no profit, al momento, non sono previsti compensi, ma si garantisce una grande visibilità: oltre diecimila pagine viste al mese. Contattare: redazione@ilreporter.com"

E' ora di salutarvi, sulle note di Ночные снайперы, un duo russo che suona rock melodico http://www.snipers.net, e un po' preoccupato per questa pianta di pomodori che e' cresciuta in cattivita' sulla grata di un tombino nei dintorni della Nevskij Prospekt. Chissa' se riusciranno a maturare?

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venerdì, maggio 11, 2007
San Pietroburgo

Oggi, caso strano, ero addirittura in anticipo di 25 minuti per un appuntamento di lavoro - a dir la verita' una balorda traduzione che mi trascino da settembre - e quindi ne ho approfittato per scattare delle foto con la macchina fotografica che ci e' stata regalata per l'occasione di cui ho scritto la volta precedente. Spero che si noti la differenza nelle foto, perche' lei (la macchina) le fa veramente belle, basta mettersi nel posto giustoaspettare il momento propizio per scattare, e come in questo caso, sperare che il flusso ininterrotto di traffico rallenti per un attimo.

Infatti mi era appostato di fronte a Технологический институт, una delle fermate del metro piu' frequentate della citta', lungo la Moskvoskij Prospeskt, una delle arterie principali della citta', probabilmente la piu' trafficata - provare ad attraversarla e' un'impresa considerata che il verde pedonali dura 15 secondi e i sottopassaggi a San Pietroburgo sono una rarita' - sicuramente la piu' lunga con i suoi 11 chilometri che da Sennaja Ploshad,  una piazza storica, da sempre dedicata ai commerci e scenario di Delitto e castigo, fino a Ploshad Pobedi, dove si trova il monumento che ricorda l'Assedio di Leningrado.

La foto riprende l'ingresso del metro, nel tipico stile sovietico degli anni '50, decorata a festa per celebrare il 9 Maggio, anniversario del Den' Pobedi - Giorno della vittoria - che ricorda la sconfitta dei nazisti nella Великая Отечественная Война Grande Guerra Pattriotica''  - cosi' viene chiamata in Russia.
Ed in effetti il ruolo dell'Unione Sovietica - per approfondire http://it.wikipedia.org/wiki/Fronte orientale (seconda guerra mondiale) - con suoi circa 20 milioni di morti fra civili e militari sicuramente e' stato decisivo per la fine della II Guerra Mondiale.
E' comprensibile che i russi ricordano sempre la vittoria con orgoglio, enfasi e ovviamente dolore, anche se oggi questa ricorrenza viene strumentalizzata dalla politica - come i cartelloni commemorativi sponsorizzati dal partito di maggioranza , a mio avviso piuttosto fuori luogo. Ma tant'e'...


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sabato, marzo 17, 2007
Sanpietroburgo

Eh, si', in questo periodo c'e' proprio poco da fare: non ho tempo per il blog. Turisti, studenti, esami di russo, pulizie di primavera, organizzazione di eventi familiari e di societa', insomma un gran daffare.
Ma non solo io sono indaffarrato, anche l'Italia e la Russia sembrano interessate ad avviare una nuova stagione di rapporti bilaterali.

Non credo che sia il mio punto di osservazione un po' anomalo a ritenere questi accordi, appena firmati a Bari da Putin e Prodi, fondamentali per il futuro della nostra patria italiota ma anche per l'Unione Europea. Sinceramente pero' mi sembra che i media italiani abbiano trascurato un po' la notizia, parlando di altre cose.

Quindi io ho deciso di riportare il contenuto di un articolo pubblicato sul Manifesto - www.ilmanifesto.it -sperando che sia di vostro interesse. Il pezzo si intitola Russia e Italia, «interdipendenti». Grandi accordi firmati a Bari (gas, aeronautica, energia, banche, ferrovie, ecc) e un comune «approccio multilateralista» alle crisi internazionali. Al via la politica estera che guarda ad Est. E agli affari.

"Noi italiani siamo facilitati nella scelta delle location. Anzi, possiamo addirittura «restituirne» formalmente alcune. E' accaduto ieri con la chiesa ortodossa di San Nicola, a Bari, teatro conclusivo (insieme al Castello Svevo) della visita in Italia della delegazione russa guidata da Vladimir Putin. Gesto simbolico, ovviamente, ma ben studiato per restituire il senso di rispetto per una tradizione culturale, religiosa e politica di un paese che - passata la sbornia eltsiniana, dove ci si vendeva un tanto al chilo - ha ritrovato orgoglio nazionale e sentimenti di antipatia (spesso ben argomentata) nei paesi occidentali.

E' stato un vertice in cui hanno trovato consacrazione formale molti accordi di natura economica. A partire naturalmente dai due colossi controllati dai rispettivi stati (Gazprom ed Eni), i cui accordi sono talmente consolidati da non richiedere - in quest'occasione - neppure qualche ulteriore passo minore. Ma c'è stato spazio anche per l'Enel, che collaborerà con Rosatom in tutti i campi, dalla produzione di energia elettrica al nucleare, senza disdegnare la partecipazione all'acquisizione di imprese statali russe in via di privatizzazione. Idem per Finmeccanica, che comparteciperà con Sukhoi alla produzione di un jet regionale (aeronautica civile) in 1.800 esemplari; ma al tempo stesso propone tecnologie ferroviarie di ultima generazione (un elettrotreno per i collegamenti a medio raggio).

Molti gli accordi nel settore bancario, che coinvolgono Mediobanca e IntesaSanPaolo. Mentre non ha ricevuto conferma - o quantomeno «investitura» governativa - l'interessamento della società russa Sistema per la nostra Telecom, ormai sul punto di essere ceduta al primo offerente (un vero esempio di successo delle privatizzazioni degli anni '90!).

La parola d'ordine nei rapporti tra i due paesi è comunque «interdipendenza». Entrambi vogliono cancellare un luogo comune che li riguarda. L'Italia, quello di essere un paese «dipendente» per quanto riguarda le forniture energetiche. La Russia, quello di essere un semplice «estrattore» di materie prime, con poche altre chances nell'economia globale. Due debolezze fanno una forza, a volte, ed ecco che l'«interdipendenza» può soccorrere. Gli accordi bancari a nell'aeronautica servono anche a migliorare la qualità tecnologica dell'interscambio. Il + 28% realizzato tra i due paesi dice molto su come si stiano ridislocando i flussi commerciali (le altre destinazioni in crescita rapida, per l'Italia, sono non a caso la Cina e l'America latina).

Tanto ben volersi commerciale ha una immediata ricaduta sul piano della politica internazionale. Italia e Russia condividono appieno l'«approccio multilaterale» alle crisi regionali e il «rifiuto della forza» per risolverle. Il primo test comune sarà la crisi afghana, con l'accordo a costruire congiuntamente una «conferenza di pace» che dia il senso di un cambiamento di strategia rispetto a Kabul. Un buon modo, fra l'altro, per Prodi e D'Alema, di contenere le contestazioni da sinistra in materia di impegni militari all'estero. Difficile contestare le parole con cui Putin ha confermato la comune visione dei problemi: «E' impossibile risolvere con la forza i conflitti; non c'è alternativa agli sforzi politici e questo vale anche per l'Afghanistan. Ciò che ci unisce è il modo di regolare i problemi con mezzi pacifici».

Diritti umani e libertà di stampa - i temi che più avrebbero potuto creare momenti di «incomprensione» tra i due governi - sono rimasti confinati sullo sfondo. Prodi li ha naturalmente citati nel suo intervento in conferenza stampa, ma senza calcare la mano più del tollerabile. E Putin ha educatamente fatto finta di nulla.

Era una festa che santificava accordi lungimiranti e di grande sostanza economica. Non conveniva a nessuno turbarla con elementi che - siamo «uomini di mondo» - ognuno, a casa sua, sa bene come regolare. In Russia come in Italia, naturalmente
."
Articolo di Francesco Piccioni, tratto da http://ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/15-Marzo-2007/art47.html

Nella foto, la facciata del Marinskij Tre, ovvero la terza sala del famoso teatro, mentre la costruzione del Teatro Marinskij due, noto gia' come Patata Dorata, langue alle fondamenta, perche' pare si siano gia' fregati tutti i soldi dell'appalto. Chi lo sa  se e' vero? Oltre al Marinskij originale - www.mariinsky.ru
- a San Pietroburgo non manca certo la scelta, una piccola lista qua http://www.ragoburgo.it/5_link/teatri.html

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categoria:italia, politica, economia, russia
domenica, novembre 06, 2005
San Pietroburgo

Spinto, meglio spronato, anzi a dir la verita' anche un po' cazziato dalla mia fidanzata, mi cimento a scrivere un post un po' piu' originale ed autentico, senza ricorrere ad un facile copia ed incolla. E allora parlo di un po' di ricorrenze, anniversari e festivita' varie che ricorrono in questi giorni in Russia, e in particolare a Sanpietroburgo.

Incominciamo con una notizia fondamentale, un momento di svolta, una data storica. La Rivoluzione d'Ottobre
da quest'anno, per la prima volta dal 1917, non e' piu' festa nazionale e, quindi, il 7 novembre (giorno in cui ricorreva l'anniversario poiche' quando scoppio la Rivoluzione, il calendario non era ancora stato riformato) sara' un normale giorno lavorativo, anche se molti, soprattutto tra chi ha vissuto anche l'epoca sovietica, probabilmente cercheranno e troveranno il modo di celebrare questo anniversario.
Non si tratta solamente di nostalgici del comunismo, che hanno in programma anche delle manifestazioni e dei cortei, ma anche di persone che vivevano questa giornata come un momento di festa che nel corso di quasi novant'anni era diventata sicuramente una festa tradizionale.

Sentendo la radio e altri commenti, pero' per le giovani generazioni si tratta solo di un giorno di vacanza in meno, perche' il comunismo l'hanno letto solo sui libri di scuola, mentre tra gli adulti c'e' anche chi si dichiara apertamente a favore dell'abolizione di questa ricorrenza, legato ad un passato che molti vogliono dimenticare, anche se gia' negli '90 la festivita' era stata rinominata come Giorno della Concordia e della Riconcilazione.
Vi segnalo, piu' che altro per curiosita' poiche' e' in russo, il sito di Rabociaia Democrazia (Democrazia proletaria) che ha questa simpatica URL - http://www.1917.com!

Il Cremlino, pero' non volendo far perdere un giorno di festa di questo mese di novembre, si e' inventato, ed e' proprio il caso di dirlo, una festivita' per il 4 novembre, che dovrebbe corrispondere all'anniversario della scacciata dei Polacchi da Mosca, da parte di alcuni principi russi. La scelta di questa data e' in realta' abbastanza arbitraria, sia per la correttezza della data stessa sia per l'importanza dell'avvenimento a livello sia attuale, la battaglia si svolse circa 400 anni fa, nel 1612, e prima di quest'anno non era mai stata festaggiata, sia a livello storico. Infatti fu solo nel 1613 che il Periodo dei tumulti - ovvero della mancanza di una dinastia che governasse la Russia - venne portato a termine dall'ascesa al trono dello Zar Fyodor I, il primo della casata dei Romanov che regnarono fino al 1917 appunto.

Poiche' pero' questa nuova festivita' ha un significato religioso molto rilevante per il seguente motivo: per la vittoria dei Russi sui Polacchi, ovvero gli Ortodossi che sconfiggono i Cattolici (anche se proprio in questi giorni il nuovo presidente della Polonia si e' detto fermamente intenzionato a migliorare i rapporti con la Russia) e' sempre stato considerato indispensabile l'intervento dell'Icona della Madonna di Kazan, per la quale fu costruita l'omonima cattedrale di Kazan sulla Nevskij (l'unica in tutta la citta' costruita esclusivamente progettata da architetti russi e costruita con materiale e manodopera russa, anche se ricorda inequivocabilmente San Pietro a Roma).

Questa icona e' sicuramente una fra le piu' venerata in Russia e la Madonna di Kazan era anche la protrettrice dei Romanov - per saperne di piu' http://www.orthodoxworld.ru/italiano/miracleicon/2/index.htm  - e quindi la scelta di celebrare l'anniversario di una battaglia in cui il suo intervento fu fondamentale non e' casuale, ma sicuramente e' un segnale di un fenomeno, a mio parere in crescita, di una crescente collusione, ooopsss volevo dire collaborazione, fra lo stato e la chiesa ortodossa russa, che si sta riappropriando sia dei beni sia del ruolo sia del potere che erano consoni nell'epoca zarista e della quale era stata privata durante il comunismo.

A Sanpietroburgo, a novembre si festeggiano anche i 50 anni della metropolitana, che sicuramente svolge un ruolo fondamentale nella vita della citta' con 59 stazioni, 3500 convogli sui quali viaggiano ogni giorno circa due milioni e mezzo di passeggeri, tra i quali ci sono anch'io!
In cosa consistono in festeggiamenti: pare ci sara' una grande festa in un Palazzo del Ghiaccio, sui vagoni si vede la pubblicita' istituzionale, ma i soliti lavori in corso sulle scale mobili ci sono sempre.

Due novita' in realta' le ho viste. Sul sito - http://www.metro.spb.ru - inizia ad esserci una primitiva versione inglese, per ora abbastanza inutile: forse e' per questo che c'e' un'offerta di lavoro per un webmaster?
L'altra invece e' quella che rientra, come ha detto Katya, nel passaggio dall'era del marmo a quella della plastica. Cosa significa? a parte il fatto che l'ultima stazione della metro, aperta in primavera con grande ritardo, e' fatta effettivamente piu' di plastica che di pietra, significa anche che l'invasione della pubblicita' e dei chioschietti, odiosi quelli delle macchinette mangiasoldi, e' decisamente inarrestabile sia sulle scale mobili, sulle banchine, nei vagoni, sia nelle stazioni. Il colmo pero' e' stato a mio parere pero' raggiunto in questi giorni nella "mia" stazione, Ploshad Musgestva (ovvero Piazza del coraggio), dove la dedica ai caduti durante l'assedio a Leningrado, sepolti in un cimitero non lontano da questa stazione appunto, e' stata rimossa e ricoperta da pannelli di plastica e alluminio che serviranno da supporto per una mastodontica pubblicita'. Terribile, questa ingordigia di soldi...

Un ultimo anniversario, ma molto meno piacevole, e' quello che abbiamo celebrato oggi partecipando alla Marcia contro il razzismo, in concomitanza con il ricordo dell'assassinio, ancora impunito, di Nicola Ghirenko, studioso di etnologia nonche' di difesa dei diritti dell'uomo, in particolare rispetto alle violenze a sfondo razziale, ucciso da ignoti (naziskin) due anni fa.
Alla marcia, come l'anno scorso, in realta' hanno partecipato poche centinaia di persone, anzi meno, complice sicuramente un tempo non felice, pioggerellina umida, ma anche poca informazione. D'altronde l'assenza delle autorita' e' sintomo della serieta' con cui il problema, in aggravante crescita, sia ancora sottovalutato, anche se venerdi' a Mosca si e' svolta la prima, almeno legale, manifestazione nella storia della Russia, o almeno cosi' mi e' sembrato di capire, la prima manifestazione di ultranazionalisti, ovvero estremisti di destra, contro l'invasione del mercato del lavoro da parte degli immigrati, in special modo quelli illegali, ovvero scuri di pelle, che non parlano bene russo e che fanno tanti figli...

Prima di augurare buon lavoro a tutti, un indovinello. "Quando si celebrano in Italia l'anniversario della vittoria, il giorno dell'Unita' nazionale e la festa delle Forze Armate?"